High line, la passeggiata alternativa di New York

C’era una volta a Manhattan una linea ferroviaria sopraelevata che percorreva un tratto del West Side, da Gansevoort Street nel Meatpacking District fino alla West 34th Street, tra la 10th e l’11th Avenue. Fu costruita negli anni ’30 del Novecento ed era utilizzata per le merci, essendo molto vicina alla riva destra dell’Hudson lungo la quale si trovava il distretto industriale più grande di New York.

Una locomotiva in movimento sulla High Line. Credits:

Una locomotiva in movimento sulla High Line. Credits: TheHigline.org

Nel 1980 la High Line ha smesso di funzionare, ed è diventata pian piano una terra di nessuno, soggetta dapprima all’abbandono, poi al degrado, fino a diventare un relitto che, come sempre in questi casi, o si odia o si ama. Lo odiavano coloro che, in nome di un’immagine dinamica, nuova, pulita e moderna di NYC alle soglie del XXI secolo, non potevano tollerare un tale scempio urbano nel bel mezzo della città (anche se fuori dai percorsi turistici, però pur sempre nel cuore di Manhattan); lo amavano al contrario gli abitanti della zona, coloro che da bambini avevano giocato sotto i suoi ponti, coloro i cui genitori probabilmente avevano lavorato alla costruzione, coloro che vivendo lì lo sentivano come una cosa propria, un pezzo di storia del quartiere che niente e nessuno avrebbe mai potuto toglier loro.

Scene da un abbandono: la High Line tra il 1999 e il 2006. Credits: TheHighline.org

Scene da un abbandono: la High Line tra il 1999 e il 2006. Credits: TheHighline.org

Hanno vinto questi ultimi. Ci sono voluti decenni, perché per 20 anni la High Line ha versato in abbandono, e altri 10 anni circa perché da relitto urbano diventasse un luogo di richiamo: l’impegno di un’associazione, Friends of the High Line, ha fatto sì che la struttura e i binari fossero recuperati. Oggi è una bellissima passeggiata sopraelevata in mezzo al verde. I binari ci sono ancora, in disuso ovviamente, a testimoniare del passato di questo luogo; ma il tutto è divenuto una lunga via praticata innanzitutto dagli stessi abitanti del quartiere, e poi dai turisti che dal 2011, quando la nuova High Line ha aperto definitivamente i battenti, l’hanno inserita nei propri itinerari per la città.

Un tratto di High Line immersa nel verde

Un tratto di High Line immersa nel verde

Un piacevole giardino sopraelevato, con vista da un lato sull’Hudson e sul vecchio quartiere industriale, e dall’altro su case, palazzine e giù in basso sulle strade popolate di taxi gialli.

Vista sul traffico di Manhattan dalla High Line

Vista sul traffico di Manhattan dalla High Line

La High Line è un esempio ben riuscito di riqualificazione urbana non solo di una strada (ferrata) ma di un intero quartiere, ed è la dimostrazione che la passione di poche motivate persone può portare a grandi risultati. Quando nel 1980 la High Line fu abbandonata, nessuno avrebbe mai pensato ad un futuristico giardino sopraelevato; idem nel 1999, quando tutto sembrava perduto. Invece il buon senso ha prevalso, in questo spazio abbandonato e inutile è stata colta un’opportunità, una potenzialità, e questa ha messo in moto tutto il resto.

High Line con vista sull'Hudson

High Line con vista sull’Hudson

A New York, poi, è tutto in continua evoluzione: se pensiamo che nel nostro primo viaggio, nel 2009, la High Line non esisteva ancora come parco aperto al pubblico, o se pensiamo anche all’immenso cantiere del World Trade Center che oggi sorge al posto di Ground Zero, ci rendiamo conto di quanto la città, che è tutto sommato giovane, continui a rinnovarsi e a modernizzarsi su se stessa. In fondo alla High Line, sulla 34° Strada, a ottobre 2013 era in corso il cantiere di un grattacielo: sicuramente oggi è finito o poco ci manca: è questa la New York che ci piace, perché non si ferma mai, si evolve in continuazione, continua a mutare aspetto, a dispetto di chi sostiene che invece non si costruisca più nulla perché non c’è più spazio. La High Line è il simbolo di un rinnovamento cittadino che parte dal basso e che è mosso dai più nobili motivi: la riappropriazione di uno spazio proprio e a misura d’uomo. Che a Manhattan, permettetemelo, non è per niente facile da trovare.

Love on the Wall. Questo capolavoro di streetart mi piace intitolarlo così ;-)

Love on the Wall. Mi piace intitolarlo così questo capolavoro di streetart che si incontra lungo la High Line (sperando che resista a lungo…) .

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