Breve Week-end (con gusto) sul Lago di Garda

Lago di GardaWonderBox, che bella invenzione! Soprattutto quando ti viene regalata è davvero una gioia, perché la cogli come un’opportunità, un’opportunità di andare da qualche parte che in altro modo non avresti preso in considerazione. Recentemente ci è stata regalata una Wonderbox in scadenza, al grido di “Voi che girate spesso, sicuramente saprete farla fruttare meglio di noi”. E infatti è stato così. La Wonderbox in questione, poi, non era niente male: week-end con gusto, 2 notti e 2 cene comprese, un peccato non approfittarne. Non avevamo però molti week-end a disposizione, per cui abbiamo dovuto rivolgerci a strutture alberghiere che fossero aperte in questa stagione, e abbiamo dovuto cercare una meta che fosse affrontabile in questo periodo. La scelta è caduta sull’Hotel Florivana, a San pietro in Cariano, nella Valpolicella, a poca distanza dal Lago di Garda. Hotel di poche pretese, in un paesino lontano dai consueti circuiti turistici, ma conosciuto nella zona per la qualità del ristorante. Qualità di cui abbiamo ampiamente usufruito.

Siamo arrivati a San Pietro in Cariano venerdì 29 novembre in serata, giusto in tempo per cena. Il week-end vero e proprio ha preso forma il giorno dopo, quando siamo andati in esplorazione del Lago di Garda.

Devo dire che sabato il tempo atmosferico non ci ha aiutato: brutto, grigio, ogni tanto una pioggia leggera e foschia a coprire totalmente il lago. Avevamo selezionato 3 tappe: Peschiera del Garda, Sirmione e Desenzano. E siamo partiti con Peschiera.

Peschiera del Garda forse d’estate è una ridente località turistica sul lago: ce lo rivela il parcheggio vicino al porto, che costa la bellezza di 2 € l’ora (tariffa che d’inverno potrebbero anche sospendere, eh?). Comunque sia, d’inverno è decisamente deserta: gli stessi negozi e ristoranti sono chiusi il sabato mattina. Così, metti il clima rigido e triste, metti che in giro non c’era un’anima viva, sembrava di essere in un paese fantasma. Unica nota decisamente entusiasmante, va detto, è stato vedere in diretta i sommozzatori del Sub Club di Peschiera montare un presepe sommerso nel lago: non capita tutti i giorni, in effetti, di vedere attività di questo tipo. E noi ci siamo goduti lo spettacolo.

Alcune fasi dell'allestimento del presepe sommerso di Peschiera, a cura del Sub Club di Peschiera

Alcune fasi dell’allestimento del presepe sommerso di Peschiera, a cura del Sub Club di Peschiera

Lasciamo Peschiera un po’ perplessi, tutto sommato: non immaginavamo, per quanto questa non sia la stagione adatta, di trovare un tale mortorio. Per fortuna le cose cambiano quando arriviamo a Sirmione. Sirmione, sulla sua penisola, è davvero una chicca: innanzitutto ti accoglie con il suo castello scaligero, costruito nel XIII secolo, affacciato sul lago e con due ponti levatoi, una vera e propria rocca di difesa del borgo. All’interno le sue viuzze ben curate sono percorse da qualche persona in più rispetto a Peschiera.

Il Castello Scaligero di Sirmione

Il Castello Scaligero di Sirmione

Del resto Sirmione ha molte più attrattive: non solo il castello, ma anche le cosiddette Grotte di Catullo e inoltre è una località termale. Nonostante il tempo grigio, qui ci troviamo bene: a pranzo ci trattiamo da signori alla Trattoria La Fiasca, dopo percorriamo la passeggiata panoramica sulla riva del Lago, che in una giornata tersa deve regalare emozioni incredibili, ma che oggi non permette di andare troppo in là con lo sguardo. Risaliamo poi per andare a visitare le Grotte di Catullo. Si tratta di un complesso archeologico paesaggisticamente incredibile: una villa, dunque una residenza privata, di età romana, appartenuta a qualche facoltoso personaggio che qui, fuori dalla città, aveva deciso di trascorrere le sue giornate nella pace e nella contemplazione di uno splendido panorama. Il nome di Grotte di Catullo fu dato a questo complesso all’epoca della sua scoperta, tra il 1500 e il 1600: le imponenti strutture murarie oggi visibili, infatti, erano completamente coperte da terra e macerie e chi le scoprì, percorrendo gli ambienti all’epoca interrati, le chiamò proprio per questo “Grotte”. Quanto a Catullo… beh, si sa che il poeta più romantico e famoso del mondo romano era di Sirmione: la suggestione era tanta e il nome di Catullo venne associato a questo grande complesso archeologico. Ma naturalmente di suggestione si tratta, non di altro. Come dicevo, le Grotte di Catullo di sicuro colpiscono il cuore di chi le visita, sia per la loro imponenza che per gli scorci che le sue arcate gigantesche creano sul lago; inoltre è immersa negli ulivi, e anche questo dà un senso di bello di non poco conto. Le strutture conservate poi sono impressionanti: alte arcate fronte lago, che oggi lasciano appena intuire l’imponenza dell’edificio  e degli ambienti che sostenevano: come una grande terrazza, che bisogna immaginare guardasse dall’alto l’enorme specchio d’acqua circostante. Il nostro dominus romano se la passava parecchio bene, non c’è che dire!

Le arcate del criptoportico della villa romana delle Grotte di Catullo, Sirmione

Le arcate del criptoportico della villa romana delle Grotte di Catullo, Sirmione

Rimaniamo estasiati dalla visita: e dire che non c’è neanche il sole! Chissà cosa dev’essere nelle belle giornate! Il parco archeologico, e dunque la villa, occupa l’estremità della penisola di Sirmione, per cui da qui, da quello che resta della sua spettacolare terrazza, lo sguardo può spaziare a tutto tondo sul lago.

Terminato il nostro giro a Sirmione è ormai metà pomeriggio, e la giornata grigia sta facendo spazio fin troppo velocemente al tramonto e all’imbrunire. Infatti arriviamo a Desenzano che è già notte. Desenzano è un altro borgo sul lago dominato da un bel castello recentemente restaurato. Dal castello intuiamo, anche se è buio, la vista che spazia sul lago e sulle sue sponde. Il borgo, con alcuni palazzi porticati, ha diversi negozi e boutiques, cosa che a Sirmione, per esempio, manca (ma non è detto che sia un male): la vocazione turistica di Desenzano si realizza dunque nel suo porticciolo turistico e in ciò che vi ruota intorno. Prendiamo uno spritz per aperitivo, dopodiché rientriamo alla base a San Pietro in Cariano. Perché ridendo e scherzando, è già ora di cena.

La pieve di San Floriano a San Pietro in Cariano

La pieve di San Floriano a San Pietro in Cariano

La domenica mattina ci accoglie con un sole talmente bello e caldo che sembra farsi beffe di noi e del nostro sabato uggioso sul lago. Non ci facciamo prendere dallo sconforto, comunque: quello che è stato è stato e il nostro giro sul Lago di Garda è andato benissimo nonostante il tempuccio. Ma come girare a nostro vantaggio la giornata di oggi? Beh, intanto c’è una cosa che vogliamo fare: vedere da vicino la bella pieve romanica di San Floriano qui nel paese di San Pietro in Cariano. Molto suggestiva, reimpiega all’esterno alcune are e cippi di età romana; ad essa è addossato un elegante chiostro seicentesco, mentre l’impianto originale della chiesa pare risalire indietro nel tempo addirittura al 905 d.C.

Ci mettiamo in macchina, percorrendo un tratto di Valpolicella che oggi possiamo osservare bene, sotto il sole: vigneti e vigneti che si stendono a vista d’occhio in questo dolce paesaggio collinare, mentre lassù, verso Nord, si intravvedono le prime montagne innevate. Ebbene sì, oggi non sembra, ma siamo in inverno, ormai. Decidiamo di puntare a Nord, per la precisione di sconfinare in Trentino per andare ai Mercatini di Natale di Arco, a pochi km da Rovereto. Per arrivarvi, la strada, usciti dall’autostrada a Rovereto, percorre un tratto a mezzacosta che regala una vista mozzafiato sul Lago di Garda che qui si origina, a Riva del Garda, con l’immissione del fiume Sarca. Il lago che si stende verso sud a perdita d’occhio, racchiuso da un lato e dall’altro da alte montagne è un’immagine che difficilmente si dimentica…

Il panorama del Lago di Garda dalla strada panoramica che conduce ad Arco

Il panorama del Lago di Garda dalla strada panoramica che conduce ad Arco

Ma proseguiamo ed arriviamo ad Arco. Ci accoglie l’imponente visione del castello di Arco, posto al di sopra di uno sperone roccioso che scende a strapiombo sul fiume Sarca. Al di sotto, lungo il fiume, si sviluppa il borgo. Questa domenica mattina c’è tantissima gente, attirata dal Mercatino di Natale. Il mercatino non è grandissimo, si sviluppa tutto intorno alla Chiesa del paese, nella sua piazza, ma come sempre in questi casi è l’atmosfera che conta e tra musiche di Natale, la banda degli Alpini, gli asinelli che fanno il giro della piazza portando in groppa i bimbi, i banchini che vendono oggettini natalizi e prodotti tipici, il mercatino di Arco si rivela una piacevole sorpresa. Pranziamo in paese nel Ristorante Alla Lega, dove di nuovo non ci risparmiamo (la montagna mette appetito!), e nel primo pomeriggio ripartiamo, ripercorrendo la via panoramica che mostra l’inizio del Lago di Garda e Riva del Garda che si stende sulla sua sponda più settentrionale.

mercatino di Natale Arco

Il nostro breve week-end con gusto termina qui. A questo punto possiamo dire di aver completato la lista dei grandi laghi (eravamo stati sul lago di Como appena un anno fa e prima ancora sul Lago Maggiore) e soprattutto con Arco abbiamo inaugurato la stagione dei Mercatini di Natale! Perché… ah, non ve l’ho detto? Domenica 8 dicembre si replica, con i mercatini di Natale di Monaco di Baviera! Stay Tuned! 🙂

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