Visitando la Chiesa Russa di Firenze

Tutti sanno che c’è, ma nessuno, o veramente poca gente, l’ha mai visitata: è la Chiesa Russa di Firenze, le cui belle cupolette variopinte si vedono da distante lungo il corso del torrente Mugnone, appena fuori dal centro storico di Firenze. Eppure questo gioiello del Liberty fiorentino, come viene considerato, è un monumento degnissimo di essere conosciuto, al pari di altri più noti monumenti di Firenze. Rimane fuori, solitamente, dai consueti percorsi turistici, ma ora, con la mostra “Avanguardia Russa“, Palazzo Strozzi l’ha inserita all’interno di una serie di attività collaterali alla visita della mostra-evento che dal 27 settembre al 19 gennaio 2014 è protagonista della vita culturale di Firenze. E così eccomi qui, a partecipare ad una visita guidata gratuita, di cui ho saputo fortuitamente, devo ammetterlo (ma chi è più addentro all’attività di Palazzo Strozzi si è già procurato il “passaporto” per queste attività extra-mostra), che mi ha consentito di entrare in un edificio e di conoscere una storia che altrimenti chissà quando e in quale altra occasione potrei mai vedere! Dunque onore al merito a Palazzo Strozzi e via, buttiamoci alla scoperta della Chiesa Russa di Firenze.

La Chiesa Russa di Firenze

La Chiesa Russa di Firenze

Innanzitutto, non è che ci siano tutte queste chiese russe al di fuori della Russia: una a Parigi, una a Nizza, quella di Firenze e poi in Italia una a Sanremo e una a Bari. A Sanremo fu costruita, dopo quella di Firenze, principalmente per ospitare la salma di un principe russo che morì durante un suo soggiorno in Riviera, e fu accolta dalla pur piccola comunità di Russi che lungo la costa ligure andavano a svernare (così come gli Inglesi) attirati dalla salubrità del clima. A Bari la comunità russa è sempre stata abbastanza forte, e del resto San Nicola, patrono di Bari, è un santo oggetto di grandissimo culto in Russia, per cui la chiesa per la comunità russa è un obbligo. Va considerato, però, che prima dell’Unità d’Italia e della formula di Cavour “Libera chiesa in libero stato“, in Italia le confessioni religiose diverse dalla cattolica non potevano avere un luogo di culto ufficiale e pubblico; così, per rimanere in ambito russo a Firenze, gli ortodossi potevano praticare il culto solo nelle cappelle private, per la precisione nella cappella dell’ambasciata di Russia a Firenze e nella cappella della villa della famiglia Demidoff di San Domenico in Polverosa (in zona Novoli, di cui ora non rimane quasi più nulla). La chiesa russa di Firenze è infatti stata costruita negli anni tra il 1898 e il 1903.

L'interno della chiesa russa di Firenze

L’interno della chiesa russa di Firenze

All’esterno la caratterizzano le sue cupolette, tipiche da chiesa russa: chi non ha in mente, ad esempio, San Basilio a Mosca? La chiesa di Firenze, infatti, si ispira nelle forme al cosiddetto stile barocco russo, di epoca seicentesca, perché così piacque al suo architetto, un russo, naturalmente. In realtà non è così scontato che la chiesa russa di Firenze sia tutta opera di ingegno e maestranze russe, anzi: una caratteristica che la rende unica nel suo genere è la stretta relazione artistica tra Italiani e Russi; non per nulla sulla cancellata esterna si trovano insieme il giglio di Firenze e l’aquila a 2 teste, simbolo dell’impero russo. La collaborazione Italia-Russia si vede sin dalla facciata, nel mosaico della Madonna con bambino sopra il portale: il soggetto è tipicamente russo – il fondo oro, la Madonna con le braccia aperte a presentare un bambino che non è un neonato come i Bambin Gesù della nostra tradizione, ma è già più grandicello, perché deve rappresentare la sua natura di uomo e dio – ma la realizzazione è avvenuta a Venezia e italiana è la cornice di maiolica che lo inquadra, realizzata dalle Officine Cantagallo di Firenze.

Sotto la chiesa si trova la cripta, che altro non è che una versione in piccolo della chiesa stessa ed è usata ancora oggi per i battesimi. Il fulcro della cripta è l’iconostasi, ovvero l’esposizione delle icone, una struttura nella quale si apre una porta centrale e oltre la quale si trova l’altare per la funzione religiosa, l’evangelario e il candelabro a 9 bracci di tradizione ebraica. La porta è aperta solo durante le celebrazioni, altrimenti è chiusa e nasconde alla vista l’altare. Quella della cripta è una struttura in legno realizzata da artigiani fiorentini nella quale si inseriscono, ai lati della porta dorata, 4 icone russe, 2 per lato, di santi in qualche modo legati alla Famiglia Demidoff: quest’iconostasi, infatti, era stata costruita per la cappella privata della villa dei Demidoff a San Donato in Polverosa e i due santi raffigurati, Nicola e Anatolij, sono i santi protettori dei due rampolli di casa Demidoff, Nicola e Anatolij, appunto.

L'iconostasi della cripta della Chiesa Russa di Firenze

L’iconostasi della cripta della Chiesa Russa di Firenze

Alla chiesa vera e propria si accede, superato il portale, attraverso un piccolo nartece, un ambulacro, che introduce all’interno attraverso una bella porta in legno di noce, sempre appartenuta prima ai Demidoff, con storie dell’antico testamento. L’interno della chiesa presenta pianta a croce greca ed ha anch’essa come fulcro un’iconostasi, questa volta in marmo di Carrara lavorato a Genova. Anche quest’iconostasi ha una storia particolare: fu donata alla chiesa dallo zar Nicola II, ed è una copia dell’iconostasi originale che si trovava nella cappella dell’ambasciata russa di Firenze e che lo zar volle portare con sé in Russia, donando una copia alla comunità russa fiorentina. Il soffitto e le pareti, invece, sono affrescati con i santi più importanti della Chiesa russa ma non solo, perché anche 3 teste di papi santi, precedenti lo scisma del 1054 che decretò la creazione della chiesa d’Oriente e della chiesa d’Occidente, fanno bella mostra di sé.

Il soffitto affrescato della chiesa russa di Firenze

Il soffitto affrescato della chiesa russa di Firenze

La chiesa è di piccole dimensioni e non vi sono sedie o panche, perché il rito prevede che i fedeli stiano in piedi durante le funzioni religiose, che in genere durano un’ora e mezzo. Anche qui, come nella cripta, durante le celebrazioni l’iconostasi resta aperta mostrando l’altare, l’evangelario e il candelabro a 9 bracci.

La chiesa, un prezioso esempio di stile Liberty applicato ad un edificio religioso, è ricca e armonica nei suoi colori e ori. Persino il pavimento in piastrelle di cotto variopinto, sistemate in varie geometrie, riprendendo i colori principali degli affreschi del soffitto, contribuisce a dare quel senso del bello che gli artisti da sempre ricercano e che in questo caso hanno realizzato.

L'iconostasi della chiesa russa di Firenze

L’iconostasi della chiesa russa di Firenze

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