Sotto il sole della Camargue – Giorno 3: Aigues Mortes e Le Grau du Roi

Se ieri abbiamo dedicato la giornata interamente alla natura, oggi ci dedichiamo ai luoghi dell’uomo. In mattinata andiamo ad Aigues Mortes, cittadina fortificata di cui si conservano, fin troppo bene, le alte mura con le sue torri circolari. Il territorio che attraversiamo, una volta giunti sulla strada che porta ad Aigues Mortes, è dominato dai vigneti che producono il vino rosato locale, il Vin de Sable.

Sarà che all’ingresso della città c’è una giostra che gira con accompagnamento musicale che ricorda le canzoncine da raccolte di favole, ma davvero sembra di entrare nel “Regno di Molto Lontano“: varcata la porta perfettamente ricostruita nelle mura perfettamente restaurate, la via centrale che si apre davanti a noi è un susseguirsi nauseante di gelaterie, bar, boutiques, negozi di souvenirs, negozi di souvenirs, boutiques, boutiques, boutiques, negozi di souvenirs… fino ad arrivare nella piazza centrale, dove la statua del povero Saint Lovis, patrono della città, è costretto a stare lì nel mezzo a guadare tutta la gente che mangia, beve e fa casino seduta ai tavolini dei mille ristorantini e bistrot che vi si affacciano. Nelle vie laterali e parallele la situazione non cambia molto, se non che man mano che ci si allontana dal centro diminuiscono i negozietti e i ristorantini per lasciare il posto alle case di chi, forse, ci vive ad Aigues Mortes. Comunque sia, Aigues Mortes ci ha fatto l’impressione di una città finta, in tutto e per tutto fondata sul turismo. Una sensazione simile me l’aveva fatta, a suo tempo, San Marino, ma mai avrei immaginato di trovare qualcosa di ancora peggiore. Un giro veloce, per renderci conto di com’è veramente, e scappiamo a gambe levate, in direzione di Le Grau du Roi.

La piazza centrale di Aigues Mortes

La piazza centrale di Aigues Mortes

Le Grau du Roi è invece un gradevole porticciolo che si sviluppa lungo un canale che sfocia in mare. Una lunga spiaggia poi, su questo tratto di costa che da un lato e dall’altro in lontananza appare fortemente urbanizzata, ma ciò che ci piace di più è decisamente il faro su una delle due sponde del canale. I ristorantini, che sono turistici tanto quanto quelli di Aigues Mortes, non ci disturbano invece più di troppo: sarà l’effetto Venezia (i ristoranti lungo il Canal Grande all’altezza del Ponte di Rialto, per esempio), ma non ci fa lo stesso effetto di esagerazione di Aigues Mortes. E poi, soprattutto, questa non è una città medievale, ma anzi è una località di mare, dunque turistica per forza di cose.

Le Grau du Roi

Le Grau du Roi

Rientriamo a Les Saintes Maries de la Mer nel pomeriggio. In centro, nella piazza del mercato stanno allestendo per la Feria du Cheval che inaugura domani. I primi cavalli sono già stati portati e ora stanno qui, rinchiusi nella loro piccola stalla a mangiar fieno e a farsi fotografare dai curiosi, loro che sono abituati a quest’ora a pascolare allo stato brado nei campi che la Camargue offre.

I cavalli nelle stalle per la Feria du Cheval a Les Saintes Maries de la Mer

I cavalli nelle stalle per la Feria du Cheval a Les Saintes Maries de la Mer

Un ultimo giro sul lungomare, poi aperitivo nuovamente al Bistrot Chez Fanneu, dove prendiamo un Cassis Camarguais, liquore giallino all’anice che ci viene servito con l’acqua (simile all’ouzo greco). Per cena torniamo nel nostro ristorante viola preferito, La Grange. Io bisso la piattata di coquillage, mentre per il secondo andiamo su Gardianne de toreau e filetto di toro. Dessert nuovamente il sorbetto di pera con il Liqueur Camarguais. E anche stasera si va a letto felici!

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4 thoughts on “Sotto il sole della Camargue – Giorno 3: Aigues Mortes e Le Grau du Roi

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