Liguria on the road: sull’Aurelia da La Spezia a San Bartolomeo al Mare

Chi ci conosce lo sa: viviamo a Firenze, ma io sono originaria di San Bartolomeo al Mare, provincia di Imperia, dove appena posso scappo per andare a farmi coccolare da mammà. Quest’anno le coccole sono coincise con le ferie estive: un sacco di giorni a disposizione per andare al mare nel Golfo Dianese, passeggiare sul Lungomare di San Bartolomeo al Mare e nelle vie centrali di Diano Marina, fare colazione guardando la spiaggia, prendere l’aperitivo in centro a Diano, sorseggiare mojito nel posto più trendy sul mare con una mezza luna particolarmente luminosa.

Ma per arrivare a San Bartolomeo quanta strada s’è fatta! E non una strada qualunque, ma l’Aurelia! Perché a fare l’autostrada son buoni tutti, ma cercare nuovi percorsi, nuove visioni, nuovi panorami è un modo diverso per apprezzare una terra che non si finisce mai di conoscere. E questa lunga risalita ne è stata una conferma.

L'Aurelia nell'entroterra della Provincia di La Spezia

L’Aurelia nell’entroterra della Provincia di La Spezia

Il viaggio si è svolto il 7 luglio 2013. Siamo usciti dall’autostrada a La Spezia. Abbiamo attraversato la città e imboccato la Strada Litoranea delle Cinque Terre. Non ne sapevo neanche l’esistenza, perché pensavo che le Cinque Terre si potessero percorrere solo via trenino o a piedi paese dopo paese. E invece esiste una strada di mezza costa, tutta curve nel verde, molto stretta in alcuni punti, ma asfaltata, non per niente amata dai motociclisti, che offre vedute panoramiche di un certo livello sui borghi e sulla frastagliata costa ligure. Sarebbe andato tutto per il meglio se non fosse che ad un certo punto, senza alcuna segnalazione in precedenza, la strada non fosse stata interrotta per lavori (forse per frane): e così inizia la lunga risalita, il lungo ritorno indietro verso La Spezia, con le pive nel sacco, almeno un po’, anche se Monterosso e Vernazza dall’alto le abbiamo viste. Basterebbe, alle volte, un cartello in più: ci farebbe risparmiare benzina, tempo e buonumore…!

Cinque Terre

Non ci siamo persi d’animo comunque, anche perché la decisione di intraprendere la Litoranea è stata dell’ultimo minuto, e siamo andati a prendere l’Aurelia a La Spezia, direzione passo del Bracco, Occidente, Genova, Riviera di Ponente.

Contrariamente a quanto avviene nel Ponente, e a quanto ci si aspetterebbe, il primo tratto di Aurelia che percorriamo è nell’interno: da La Spezia, infatti, l’Aurelia si allunga nella val di Vara, fiancheggiando per un certo tratto il fiume che un paio di anni fa esondò a causa delle troppe piogge provocando quella drammatica alluvione di cui ancora si sentono le conseguenze da queste parti. La strada attraversa boschi e paeselli, tra cui Brugnato, Borghetto Vara e Carrodano. Da qui si inerpica per risalire al Passo del Bracco. L’ambiente è strepitoso, il panorama ancora di più: perché qui vale l’espressione, che alla Liguria in generale si adatta benissimo, che dai monti si vede il mare! Dal Bracco, a 615 m d’altezza, lo sguardo spazia fin giù a Levanto, sul mare, e sulla costa sottostante. Quando ridiscende, la strada arriva finalmente in prossimità della costa a Sestri Levante, che attraversa, dopodiché percorre Lavagna e Chiavari. Qui ci fermiamo per pranzo, mangiando in uno dei locali che affacciano sulla passeggiata a mare e facendo una passeggiata sotto il sole, che è discretamente cocente. Non c’è molta gente in giro: il flusso turistico deve ancora arrivare, siamo ancora in media stagione.

uno scorcio della spiaggia di Chiavari

uno scorcio della spiaggia di Chiavari

Ripartiamo da Chiavari e la strada, che sale a mezzacosta, ci porta a Rapallo dopo aver attraversato Zoagli. A Rapallo ci fermiamo per un gelato e una breve passeggiata nel piccolo centro. Rapallo è molto carina, non c’è che dire, e non per niente è una delle mete del turismo di questo tratto di Liguria, anche se certo non è paragonabile a Santa Margherita Ligure o a Portofino, che sono qui vicino, e che sono vere mete d’élite.

Il castello sul mare di Rapallo

Il castello sul mare di Rapallo

Rimontiamo in macchina. Una strada più litoranea porta alle vicine Santa Margherita e Portofino, mentre l’Aurelia si innalza a mezzacosta e da qui scende in direzione di Camogli. Da Camogli a Recco, patria della famosa focaccia al formaggio, il passo è breve, e da qui inizia una splendida strada che attraversa tutti i piccoli borghi lungo il mare fino a Nervi: Sori, Pieve Ligure, Bogliasco. Gli scorci che regala, sugli scogli frastagliati e sui campanili dei paesini, hanno un che di romantico, anche alle 3 del pomeriggio. Da Nervi si entra nella conurbazione di Genova: tutto Corso Europa, quindi, a Genova Brignole si imbocca via Brigate Partigiane e alla Foce si prende la sopraelevata, croce e delizia di Genova, perché se chi la percorre può godere di una vista incredibile sulla città, soprattutto sul quartiere del porto antico e sui palazzi medievali che si affacciano su di esso, dalla parte di chi è in città quest’enorme corpo estraneo in ferro e cemento deturpa la vista sul porto e sul mare.

Genova, Piazza Caricamento con i suoi palazzi medievali che si affacciano sul Porto Antico

In fondo alla sopraelevata si prosegue per Genova Sanpierdarena. Da qui si percorrono tutte le altre Genova: Cornigliano, Sestri Ponente, Pegli, Pra, Voltri, quindi si arriva alla spiaggia di Vesima, dove ancora si trova la stazione del treno (chissà se ancora esiste qualche remoto regionale che vi ferma…).

Da qui in avanti la via Aurelia è sul mare, e tale resterà fino a Ventimiglia. In un continuo susseguirsi di borghi e cittadine – tutte uguali, con la passeggiata a mare più o meno curata e il borgo più o meno grande e turistico – e tratti di costa frastagliata disabitati, che regalano bellissimi scorci e panorami, l’Aurelia attraversa Arenzano, Cogoleto, Varazze, Celle Ligure, arriva ad Albisola, attraversa Savona passando dalla Darsena e davanti alla fortezza del Priamar, quindi Bergeggi, con l’isolotto antistante la spiaggia, Spotorno, Noli – piccolo borgo rimasto autentico che merita una sosta insieme alla Baia dei Saraceni, e che ci siamo ripromessi di visitare con più calma in una stagione più accettabile –, Varigotti, Finale Ligure – anch’essa un piccolo gioiello, soprattutto Finalborgo, il borgo medievale leggermente arretrato rispetto all’Aurelia –, Borgio Verezzi, Pietra Ligure, Loano, Borghetto Santo Spirito. E poi Ceriale e Albenga, quindi, dopo lungo tratto di costa la turistica Alassio, la sua copia in piccolo Laigueglia, mentre al largo l’inconfondibile silhouette dell’Isola Gallinaria ci tiene compagnia. Scendendo da Capo Mele si entra in Andora, poi si affronta Capo Mimosa e si arriva a Cervo, il borgo medievale sul mare più suggestivo che la storia ricordi.

La Chiesa dei Corallini, Cervo

La Chiesa dei Corallini, Cervo

Arriviamo così a San Bartolomeo al mare alle 8 di sera, dopo 12 ore di viaggio su strada statale: un incubo, per molti, un piacere per noi che abbiamo percorso in modo alternativo una regione che amiamo. Se dobbiamo esprimere un parere, ecco cosa c’è piaciuto e cosa no: bella la strada che porta al Bracco e che dal Bracco ridiscende – e non per niente è amatissima dai motociclisti per le sue curve e la pendenza – per gli scorci e i panorami che regala; bella la costa da Recco a Nervi, in quel succedersi di borghi di mare assolati e addormentati; tremendo al contrario il succedersi di cittadine fotocopia da Arenzano a Spotorno, con l’eccezione, ovvia, di Savona, città portuale, mentre adorabile chicchina si è rivelata Noli. Noioso guidare, ma forse anche perché le conosciamo già, da Pietra Ligure fino ad Albenga, mentre la strada sul mare che da Albenga arriva fino a Cervo è una meraviglia, nonostante il traffico di Alassio: i tratti di costa disabitata che collegano le cittadine ripagano, con la bellezza della vista, il disagio delle troppe auto su strade troppo strette per contenerle tutte. Quando si arriva a Cervo, poi, la strada è quella di casa, e non si parla più di bello o di brutto, ma si parla di mio: la mia via Aurelia.

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9 thoughts on “Liguria on the road: sull’Aurelia da La Spezia a San Bartolomeo al Mare

    • ciao, ma per chi deve andare velocemente da livorno a ventimiglia, la Aurelia è proprio sconsigliatissima ? Cioè è tortuosa e passa per i paesi o è una sorta di superstrada abbastanza veloce?
      luigi

      • Guarda… se devi andare da Livorno a Ventimiglia velocemente è bene che tu faccia comunque l’autostrada, con l’Aurelia solo nel primo tratto, tra Livorno e Rosignano, dopodiché prendi l’autostrada Rosignano-Genova e a seguire la Genova-Ventimiglia. L’Aurelia è superstrada solo nel tratto toscano fino a Rosignano, non so dirti più in su, mentre di sicuro in Liguria attraversa tutti i borghi che si affacciano sul mare e prende perciò tutto il traffico della regione. Addirittura il tratto tra La Spezia e Sestri Levante è nell’interno, non passa sottocosta. Il viaggio è molto bello, la strada offre qua e là scorci panoramici davvero meravigliosi e alcuni dei paesini che attraversa sono delle vere chicchine. Bisogna preventivare però di metterci una giornata intera!

  1. Pingback: I più bei borghi del Ponente Ligure | Viaggiare è il mio peccato

  2. Io nel 2011 ho fatto Ventimiglia Roma con l’Aurelia. 7 ore per lasciare la Liguria, ma i paesaggi sono spettacolari. Da Pietrasanta fino a Roma è abbastanza scorrevole con 4 corsie da Cecina a Grosseto

    • Sì, il tratto toscano dell’Aurelia è una bella strada scorrevole, tutt’altra cosa rispetto alla Liguria. Ma proprio questo è il bello dell’Aurelia ligure: i paesaggi mozzafiato che è in grado di rivelare dietro ogni curva ☺

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