#parliamodarte: serata blogger a Palazzo Strozzi

Innanzitutto la gioia: la gioia per essere stata invitata ad un evento per soli blogger organizzato da Palazzo Strozzi. Poi l’opportunità: l’opportunità di partecipare ad un’attività che fa parte dell’offerta didattica che Palazzo Strozzi propone a chiunque lo desideri il 3°giovedì di ogni mese: “Parliamo d’arte“, una visita guidata ad alcune delle opere in mostra a “La Primavera del Rinascimento“, durante la quale i partecipanti sono invitati a sedersi davanti all’opera, a guardarla e a dire quello che ne pensano, quello che notano, quello che trasmette loro. Non c’è nulla di sbagliato, quando si parla d’arte, perché l’opera d’arte è fatta di emozioni, di sensazioni, di percezioni e di senso estetico, dunque di qualcosa di assolutamente personale. Solo in un secondo tempo, infatti, l’opera viene spiegata, inquadrata nel suo contesto: ma già tanta parte del lavoro di comprensione è avvenuta parlandone da profani tra profani.

Il cortile di Palazzo Strozzi

Il cortile di Palazzo Strozzi

Così, armate del nostro sgabellino, noi blogger veniamo accompagnate nella nostra personalissima visita.

Si inizia con l’opera scelta come locandina della mostra “La primavera del Rinascimento“: il San Ludovico da Tolosa, di Donatello, imponente statua in bronzo dorato destinata alla chiesa di Orsammichele che, scopriamo, è realizzata a partire da un manichino costituito da stracci: tale e tanta è la sperimentazione in campo artistico da parte di Donatello!

Donatello, Protome Carafa. courtesy: Palazzo Strozzi

Donatello, Protome Carafa. courtesy: Palazzo Strozzi

La seconda opera è la Protome Carafa, una monumentale testa di cavallo in bronzo che doveva far parte di un monumento equestre colossale mai portato a termine da Donatello. Evidente l’ispirazione all’antico, nella testa di cavallo Medici-Riccardi, opera di età greca classica, che Donatello dovette studiare dal vivo a Firenze e che è esposta in mostra, accanto alla Protome Carafa (dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze). Siamo in una fase, all’inizio del Rinascimento, in cui gli artisti guardano ai modelli dell’antico, li studiano e da essi colgono la spinta al rinnovamento, creando un nuovo linguaggio.

Ci soffermiamo poi davanti alla “Serie delle donne e degli uomini illustri” dipinti da Andrea del Castagno per la villa di Filippo Carducci a Soffiano: una commissione privata, questa galleria di personaggi (esposti Pippo Spano, la Regina Tomiri, Boccaccio e la Sibilla Cumana) inseriti in una serie di nicchie il cui fondo vuole imitare il marmo.

A seguire il basamento del tabernacolo che regge la statua di San Giorgio a Orsammichele commissionata dall’Arte dei corazzari (i fabbricanti di corazze e armature) a Donatello: il rilievo raffigura San Giorgio che assale il drago mentre la principessa minacciata guarda la scena fuori da un porticato che funge da quinta prospettica. Donatello ha un ruolo decisivo nella formazione del linguaggio artistico del Rinascimento, che vive una vera innovazione con la scultura, non con la pittura.

Desiderio da Settignano, Marietta Strozzi. courtesy: Palazzo Strozzi

Desiderio da Settignano, Marietta Strozzi. courtesy: Palazzo Strozzi

A seguire, la Madonna col Bambino (Madonna di Fiesole) di Filippo Brunelleschi (o Nanni di Banco) in terracotta dipinta: riscoperta solo nel 2008, questa Madonna, così innovativa nel contatto davvero materno con un bambinello che invece che essere benedicente si attacca alla veste della sua mamma, costituì il modello per le successive Madonne con bambino in terracotta dipinta della bottega di Lorenzo Ghiberti.

Infine, ultima opera davanti alla quale ci sediamo col nostro ormai inseparabile sgabello, il busto di Marietta Strozzi, realizzato da Desiderio da Settignano. Una giovane fanciulla della famiglia Strozzi, dunque padrona di casa, qui a Palazzo Strozzi, ritratta in un mix di realismo e di idealizzazione: anche qui il modello dell’antico è la base di partenza per nuove sperimentazioni nel campo dell’espressività. E il ritratto non è mai stato così vivo.

La serata si conclude con un aperitivo al Caffé Giacosa in Palazzo Strozzi: momento conviviale durante il quale abbiamo modo, tra blogger, tutte donne!, di conoscerci finalmente di persona: ci seguiamo su twitter, ci leggiamo, ci commentiamo. Ma conoscerci dal vivo è decisamente un’altra cosa. E dalla rete, virtuale, si creano relazioni, anche reali…

Impressioni dunque positive per “Parliamo d’arte”: l’evento è pensato per piccoli gruppi di persone di qualsiasi età o formazione, ma disposti a guardare l’opera d’arte, a leggerla e a lasciarsi coinvolgere da essa. Meno se ne sa di storia dell’arte, anzi, e meglio è, paradossalmente: perché ci si può accostare meglio, senza alcun preconcetto o nozionismo, alla sensazione che l’opera procura. Una visione spontanea, dunque. Non esistono risposte giuste o sbagliate, ma quello che conta, che anima l’attività, è l’osservazione e la sensazione che l’opera trasmette. Il resto vien da sé.

Per saperne di più: Parliamo d’arte

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...