Che ci fa un elefante a Roma?

Eh sì, avete capito proprio bene: un elefante a Roma. Può capitare di incontrarlo, in effetti, se si decide di passeggiare per quella dedalo di strade e stradine che è il centro, senza sapere dove si finirà, solo con la consapevolezza che sicuramente, prima o poi, troveremo qualche punto di riferimento col quale raccapezzarci.

L'Obelisco della Minerva, uno dei 13 obelischi di Roma, è sorretto da un elefantino nel disegno di G.L. Bernini

L’Obelisco della Minerva, uno dei 13 obelischi di Roma, è sorretto da un elefantino nel disegno di G.L. Bernini

Così, in una delle mie peregrinazioni romane, un bel giorno mi sono imbattuta nella piazza di una chiesa, nel bel mezzo della quale si innalza un piccolo obelisco sostenuto da un irriverente elefantino in marmo.  La chiesa è Santa Maria sopra Minerva e si trova immediatamente alle spalle del Pantheon. Non chiedetemi come ci sono arrivata.

Guardo la piazza, osservo incuriosita l’elefante, entro in chiesa, mi documento. Scopro così che questo insolito monumento ha una storia molto strana. Perché sì, di obelischi a Roma non ne mancano, così come di statue esotiche, ma un elefante che sostiene un obelisco ancora non l’avevo visto!
Scopro così che l’obelisco fu sistemato sulle spalle dell’elefante da niente meno che Gian Lorenzo Bernini, il quale pare che fece realizzare nel 1667 la scultura da un suo allievo, Ercole Ferrata, e lo sistemò in modo da rivolgere… sì… insomma… il sederone all’indirizzo dei Frati Dominicani che vivevano nel convento sul lato della piazza, e con i quali evidentemente il Bernini non doveva aver avuto buoni rapporti. Oltre a mostrare ai frati il lato B, la proboscide dell’elefantino sembra che stia facendo una beffarda pernacchia: e in effetti a guardarlo il nostro simpatico e marmoreo amico ha molto poco del grande e fiero animale selvaggio mentre ha piuttosto l’aspetto di una caricatura. Chissà perché Bernini ce l’aveva tanto con questi frati: forse ha a che fare col fatto che è proprio in quel convento che poco più di 30 anni prima Galileo Galilei fu costretto ad abiurare le sue tesi?

La chiesa di Santa Maria sopra Minerva, legata al Convento dei Dominicani, ha la facciata molto particolare: quadrata, in stile rinascimentale, mentre l’interno è gotico. Al suo interno ospita le spoglie di Santa Caterina da Siena e del Beato Angelico. La piazza in sé non è grande e rimane nascosta alla vista anche di chi gira intorno al Pantheon, del quale da qui appena si intravvede il retro. Rimane perciò appena fuori dai consueti percorsi più turistici, che collegano via Vittorio Emanuele con Piazza Navona, quindi con la chiesa di San Luigi dei Francesi, il Parlamento e Montecitorio oppure il Pantheon e Via del Corso. Ma la storia che custodisce è importante e anche, in qualche modo, divertente. E del resto siamo a Roma: cosa possiamo aspettarci se non che ogni via, piazza, monumento, abbia una storia da raccontare?

elefante bernini

2 thoughts on “Che ci fa un elefante a Roma?

  1. Scavando sotto il tempio, I Templari scoprirono che l’arca dell’aleanza era nascosta sull’isola Elefantina in Egitto. Tentarono di recuperarla, scatenando l’ira del Papa contro il loro ordine. Il papa fece spostare l’arca in Ethiopia. La scultura enigmatica significa quanto segue: L’arca e’ su Elefantina in Egitto.

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