Domenica pomeriggio al Museo Stibbert

Frederick Stibbert era un tipo strano. Era ricco, molto ricco. Per cui non diremo che era un tipo strano, ma piuttosto che era un tipo eccentrico. Sì, era un tipo eccentrico, Frederick Stibbert. Innanzitutto era un po’ troppo legato, morbosamente, direi, alla madre, e poi era un collezionista esagerato, anzi, maniaco! In particolare le armi e le armature lo interessavano, che fossero europee, islamiche, indiane, turche o giapponesi, medievali o rinascimentali, lui le doveva possedere tutte; che fossero elmi, corazze, spade, scudi, scimitarre, fucili e finimenti dei cavalli, nella sua collezione doveva rientrare tutto quanto! La sua vita si svolge tra il 1838, anno della sua nascita a Firenze, al 1906, quando muore non prima di aver donato alla città la sua casa convertita in un museo che ospitava la sua collezione: Frederick aveva speso una vita a metterla insieme, non poteva certo permettere che potesse essere smembrata dopo la sua dipartita!
La casa-museo Stibbert sorge all’interno di un parco ad ingresso libero nel quale i Fiorentini passano i loro pomeriggi, chi con i figlioli, chi con il cane, chi semplicemente in compagnia di un buon libro. Per chi vuole visitare il museo, la visita, di un’ora, accompagnata, costa 8 euro e catapulta nel mondo magico di quest’uomo probabilmente mai diventato adulto del tutto. Se i bambini amano giocare coi soldatini, infatti, lui poteva giocare con i modelli a grandezza naturale: tra i cavalieri a cavallo dell’armeria europea e quelli dell’armeria islamica, aveva l’imbarazzo della scelta!

Museo Stibbert

Entrare nel mondo di Stibbert equivale a immergersi in un universo fantastico, dove ogni sala racconta di un’epoca , di un’area geografica popolata da valorosi e immortali soldati, cavalieri di un esercito fantastico e prezioso che fa impazzire i bambini. Ma andiamo con ordine. Nella prima sala, la quadreria, più che le armature attira la grande quantità di dipinti appesi alle pareti, tra cui, a saper guardare, si cela un dipinto di Peter Brueghel il Giovane… Andando avanti, è molto suggestiva l’armeria islamica, che nelle pareti si rifà agli interni della Alhambra di Granada, e che ospita armature e abiti turchi, persiani e indiani. Il nostro Stibbert era un gran viaggiatore, e dai suoi viaggi in giro per il mondo riportava sempre qualcosa per la sua collezione. C’è chi colleziona biglietti da visita (come la sottoscritta) e chi colleziona armature. Ognuno ha lo spazio che si merita, del resto…

Divertenti sono i paramenti per gli elefanti, direttamente dall’India, ma la sala più bella in assoluto, più suggestiva sia per il corteo di cavalieri che sfila, sia per l’ambientazione in una sala medievale, è la sala della cavalleria dell’armeria europea. Qui i bambini, che hanno già avuto modo di indossare qualche elmo, si divertiranno come matti a guardare i cavalli bardati, le vetrine piene di elmi, di spade, di scudi, le armature pesantissime eppure riccamente decorate  come fossero opere d’arte… Anche gli adulti rimangono affascinati. Forse un po’ sopraffatti, ma affascinati.

Museo stibbert

Museo stibbert

Dopo queste, che sono le sale del museo vero e proprio, si entra nell’abitazione privata di Frederick Stibbert, della sua amata madre e delle sue sorelle Erminia e Sofronia (non ridete, per favore!). Una serie di sale, piccine, più grandi, sontuose, come la sala da ballo, intime, come la camera da letto di mamma e quella di Frederick (rigorosamente accanto), infine la collezione di porcellane (di Doccia, di Capodimonte, di Meissen) che completano il percorso, ci danno un’idea del lusso in cui quest’uomo viveva a Firenze alla fine del XIX secolo, quando l’Italia aveva da poco raggiunto la sua Unità politica e Firenze, dopo pochi anni da capitale, era tornata ad essere una città importante, soprattutto dal punto di vista culturale.

museo stibbert. La sala da ballo

museo Stibbert. La sala da ballo

La passeggiata nel parco è una tranquilla e rilassante camminata nel verde di alberi frondosi e di aiuole dove timide margherite in fiore biancheggiano in questa primavera finalmente sbocciata. Centro del parco è il laghetto dominato da un tempietto egittizzante che sembra arrivato lì per caso… ma che poi non è così strano, se pensiamo al nostro padrone di casa..

il tempietto egizio nel parco Stibbert

il tempietto egizio nel parco Stibbert

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2 thoughts on “Domenica pomeriggio al Museo Stibbert

  1. Ci sono stata l’estate scorsa e ancora ricordo la meraviglia provata nell’entrare nel palazzo, la sensazione di trovarsi catapultati in un castello fiabesco…uno stupore che non avevo più provato da quando ero bambina!

  2. Pingback: Samurai al Museo Stibbert | Il mio te Blog

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