Svegliarsi all’alba nella foresta amazzonica

La notte è silenziosa nella foresta. Probabilmente il silenzio sarebbe rotto dall’incessante ronzare degli insetti, ma i bungalows del lodge, qui lungo il Rio Madre de Dios nella foresta amazzonica peruviana, sono forniti di zanzariere e il letto stesso é sotto un baldacchino di zanzariera, che isola i nostri corpi dall’assedio delle bestiole di qualsiasi tipo, volanti o zampettanti che siano. Il caldo umido dell’inizio della notte è pesante, chi non lo regge dorme male, ma va smorzandosi verso notte fonda, fin quando a rasentare il fresco delle prime luci dell’alba.

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Ma non è la sensazione di fresco che ci sveglia, non il brividino di piacere che ci fa rintanare sotto il lenzuolo, ma un’altra sensazione, che si insinua nel sogno, fino a catturare la nostra attenzione dormiente e a svegliarci, senza nessuna possibilità di riprender sonno. Parte piano, come un ronzio, poi cresce, si alimenta, si avvicina e ci travolge come un’onda: è la sveglia della foresta amazzonica.

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Al primo chiarore la prima cicala inizia a dare l’avviso che é l’ora di dare avvio alla giornata. Subito è imitata dalla sua vicina, e da un’altra e da un’altra ancora. In pochi minuti migliaia di cicale intonano il loro canto, un suono squillante, continuo, talmente forte da sembrare una sirena. E in effetti della sirena ha anche la funzione: avvisa tutta la foresta, avverte che “oh, è l’ora di svegliarsi!”
La sirena delle cicale avverte i pappagallini verdi che ogni mattina, poco dopo l’alba, si riuniscono alla qolqa nel bel mezzo della foresta, per far rifornimento di sali minerali sulla parete d’argilla. Ne arriva prima uno, sorvolando l’area per verificare che non vi sia pericolo, poi un altro, poi 5, 10, 30 pappagallini che si attaccano alla parete verticale di argilla trasformandola in un muro verde in perenne movimento. Mentre la maggior parte si nutre, qualcuno sta di vedetta, perché il falco, anch’esso svegliato dalla sveglia dalle cicale, deve fare colazione e la colazione dei campioni per i falchi della foresta amazzonica prevede proprio un pappagallino verde… I pappagallini hanno i minuti contati, devono fare in fretta e infatti, di punto in bianco… Flap flap, un battito d’ali e pressoché all’unisono si dileguano nel folto della foresta. Le vedette hanno visto un falco? Forse: certe mattine è talmente puntuale che i pappagallini non riescono neanche ad avvicinarsi alla qolqa. Oppure sempicemente la loro colazione è finita e come noi solitamente sparecchiamo dopo mangiato e andiamo a lavorare, loro tutti insieme partono per la loro vita quoridiana.

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Nella foresta ora è giorno fatto. Il caldo sale pian piano, man mano che il sole sale, e tra poco sarà soffocante. La foresta si riempie dei suoni di insetti e uccelli, ormai tutti intenti nelle loro attività di tutti i giorni.

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