Quella pioggia tropicale che ci sorprese a Cape Tribulation…

L’ispirazione è fatta così: un’associazione di idee, un pensiero, un’immagine che ti appare improvvisa davanti agli occhi… e così poco fa, durante il fortissimo temporale che ha annegato Firenze, talmente forte che dalle finestre  non riuscivo a vedere gli alberi davanti a casa mia, mi è venuto da pensare a quand’era stata l’ultima volta che ho beccato una pioggia del genere. Ed ecco dove: in Australia, durante un’escursione di un giorno nel Queensland, nel Daintree National Park fino a Cape Tribulation. Quella volta, a differenza di questa, mi ero decisamente scolata, perché la pioggia era stata così improvvisa e violenta che non aveva dato modo né a me né a nessuno dei partecipanti all’escursione di proteggersi o di ripararsi. Un’esperienza da foresta pluviale, non c’è che dire. Ed ecco come andò…

Il Daintree River durante la pioggia tropicale che ci sorprese durante l'escursione nella foresta pluviale del Daintree National Park

Il Daintree River durante la pioggia tropicale che ci sorprese durante l’escursione nella foresta pluviale del Daintree National Park

Sì, il tempo minacciava pioggia, anche se due giorni prima a Cairns avevamo fatto il bagno in piscina, dal caldo che faceva (e comunque Cairns è sul tropico del Capricorno: fa caldo per forza). Nessuno avrebbe potuto immaginare però che quelle nuvole nere ci avrebbero riversato addosso tutta la potenza delle piogge tropicali. Già il giorno prima a Kuranda una bella pioggia di quelle potenti ci aveva sorpreso tra un mercatino e l’altro; ma ci eravamo potuti riparare, per cui non ci aveva limitato più di tanto nei movimenti (e comunque sotto la pioggia aveva il suo fascino…). Ma il giorno dell’escursione a Cape Tribulation il cielo non prometteva niente di buono sin dall’inizio, tanto che qualcuno dei nostri compagni di escursione già chiedeva se non fosse il caso di non partire nemmeno. E invece si parte, con buona pace di chi vorrebbe che i viaggi (di nozze soprattutto) fossero sempre perfetti e splendesse sempre il sole sul loro cammino. La pioggia ci sorprese fin dalla prima tappa, Mossman Gorge, che doveva essere una tranquilla passeggiata nella foresta pluviale fino a raggiungere un bel laghetto. Il laghetto si trasformò in un fiume impetuoso, mentre la pioggia ci bagnava da ogni lato lungo il sentiero nella foresta. Fu lì che io e Lorenzo, unica voce tutto sommato ottimista in mezzo a un gruppo di altri italiani incazzati neri, provammo a dire timidamente “Vabbé, dai, più foresta pluviale di così..!”. Per la cronaca, eravamo bagnati come pulcini anche noi, non eravamo né più ganzi né più riparati, semplicemente avevamo preso l’esperienza con filosofia, inutile stare a recriminare.

Seconda tappa di questa escursione bagnata era un percorso in barca lungo il Daintree River, all’interno del Daintree National Park. Qui ci siamo resi conto che se a Cairns la pioggia era arrivata solo la mattina, sul fiume invece doveva piovere già da un po’, e comunque molto più forte, perché il fiume era già gonfio e si era già alzato parecchio, andando a coprire le rive e sommergendo la foresta di mangrovie. Il giro inizialmente doveva servire a vedere i coccodrilli, ma le rive erano quasi tutte sommerse, per cui siamo riusciti a vedere solo un esemplare. Anche questo fu motivo di malcontento tra i nostri compagni di escursione, evidentemente già troppo di cattivo umore per potersi rendere conto del perché eravamo già stati fortunati a vederne uno. Infatti anche durante il giro in barca la pioggia incessante non ci lasciò in pace, ma anzi ci colpiva da ogni lato, complice il vento che soffiava con particolare enfasi.

Le mangrovie immerse nell'acqua durante la pioggia incessante sul Daintree River

Le mangrovie immerse nell’acqua durante la pioggia incessante sul Daintree River

Ma la pioggia più forte, e quella che effettivamente ha influito in negativo sulla nostra escursione è stata quella che ci ha ulteriormente lavato a Cape Tribulation. Questa spiaggia bellissima – quando c’è il sole – è una baia che si apre improvvisamente in fondo ad un tratto intricato di foresta pluviale. Un paradiso da mari del Sud, secondo l’idea che ci siamo fatti di tali paradisi. Peccato, dunque, in questo caso, che la pioggia troppo potente abbia impedito di godere appieno non solo della vista, ma della spiaggia in sé. E’ l’unico cruccio che mi rimane di quell’escursione (oltre alla mia fotocamera alluvionata), ma è un cruccio contro cui non si può fare nulla.

tribulation

Al nostro ritorno abbiamo saputo che quella pioggia così potente era stata un evento eccezionale: non pioveva così tanto e così in anticipo sulla stagione da almeno 47 anni. In sostanza siamo stati testimoni di un evento meteorologico di un certo rilievo, di cui per giorni si parlò sulla stampa locale e nazionale. C’è di che essere soddisfatti, dunque!

Questa storia ha una morale: quando si viaggia non si può sempre sperare che tutto vada per il verso giusto, che il sole ci accompagnerà sempre e che le condizioni climatiche e meteorologiche saranno sempre quelle ottimali. Soprattutto non ci si può rovinare la giornata, l’esperienza, il viaggio, per una pioggia improvvisa fuori stagione, per quanto esagerata essa possa essere. Se non succede nulla di dannoso, come potrebbe essere un incidente, o un evento catastrofico in cui ci si fa del male o si rischia addirittura la vita, è proprio inutile lamentarsi del tempo e perdere il buon umore. Dei nostri compagni di viaggio, noi italiani si fece una pessima figura: tolti me e Lorenzo (ma non perché vogliamo apparire bene, ma semplicemente perché è la verità) gli altri fecero una lamentela continua; gli americani presenti invece, tra cui un arzillo vecchietto di circa 90 anni, si godettero l’avventura per come realmente si presentò: un’esperienza non particolarmente comoda, certo, ma non per questo da buttare o da far passare la voglia. Viaggiare, signori miei, è anche questo: essere pronti ad affrontare le varie esperienze che ci si presentano, anche quelle non positive. Fanno tutte parte del bagaglio di esperienza che ci riporteremo a casa, e che racconteremo perché chi parte a sua volta possa essere preparato ad ogni evenienza.

Quanto a Cape Tribulation, beh, anche se non l’ho potuta gustare in tutto il suo splendore, penso proprio che non la dimenticherò mai, proprio per l’esperienza che vi ho vissuto. E sono sicura che questa è una cosa positiva.

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