Concedersi (più di) una pausa a Roma

roma B/W

A chi va a Roma do un solo consiglio: giratela a piedi. Non fatevi ammaliare dalla comodità della metropolitana o dalla presunta velocità dell’autobus. Se avete una giornata da spendere a Roma, ad esempio arrivando la mattina in stazione a Termini e ripartendo la sera, non sprecate energie nel capire quale autobus prendere per arrivare nei luoghi di attrazione, ma semplicemente partite a piedi. Anche perché già lungo il percorso che da qui porta a Piazza Venezia, da dove in un senso e nell’altro si trovano tutte le attrazioni, c’è di che lustrarsi gli occhi: su Piazza dei Cinquecento gravitano le Terme di Diocleziano (oggi Museo Nazionale Romano delle Terme di Diocleziano) in un’aula delle quali è stata ricavata Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, nota per l’orologio solare che ogni giorno indica il mezzogiorno sul pavimento attraverso una fessura nella parete dalla quale filtra il sole. In via Nazionale, poi, se non vi interessano le mostre al Palazzo delle Esposizioni, in fondo trovate i Mercati di Traiano, per cominciare ad entrare nell’atmosfera della Roma Imperiale. E in ogni caso, risalendo da una traversa accanto a Palazzo delle Esposizioni potete risalire fino al colle del Quirinale, che anch’esso merita, sia per il luogo in sé che per il panorama che offre della città eterna.

Piazza dei Cinquecento all'imbrunire

Piazza dei Cinquecento all’imbrunire

Camminare per Roma, dunque, senza bisogno di ricorrere ai mezzi pubblici. Vivere con calma l’esperienza della città, avere anche il coraggio di perdersi nelle sue vie, da una parte e dall’altra di via del Corso o di via Vittorio Emanuele, le due arterie che si dipartono da Piazza Venezia, scoprire posti interessanti dove fare colazione, merenda, gustare un buon caffè e, se si ha voglia e si è stanchi, prendere una tazza di tè.

Per la colazione – ma anche per uno spuntino – consiglio in Galleria Esedra la pasticceria siciliana D’Agnino. La galleria è praticamente in Piazza dei Cinquecento, per cui si presta bene come prima sosta appena arrivati in città. Io poi vi sono particolarmente affezionata: mi ricorda il mio primo viaggio a Roma, a 12 anni, quando mio padre portò qui me e mia sorella per pranzo e tutti insieme mangiammo una bella cassata siciliana!

Un altro locale in zona dove i Romani che vogliono fare bella figura portano i loro conoscenti “stranieri” è Castroni, in via Nazionale proprio di fronte al Palazzo delle Esposizioni. Castroni al piano interrato ha un reparto vendite molto interessante, con prodotti alimentari di lusso e di importazione, dal caffè al tè alle spezie ai biscotti… ce n’è di che rifarsi quantomeno gli occhi!

Se volete prendere il caffè in un posto ben frequentato (oppure mal frequentato, a seconda dei punti di vista!) dovete andare nello storico Sant’Eustachio il Caffè, in Piazza di S.Eustachio, praticamente accanto a Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica: un piccolo locale, con un’insegna insignificante, che non si nota se non lo si cerca, ma che all’interno rivela un piccolo mondo meraviglioso e gustosissimo: oltre al merchandising, ovvero caramelle e praline al caffè, caffè in polvere e caffè in grani, caffettiere, servizi da caffè e quant’altro la vostra mente caffeinomane possa desiderare, qui si prepara il caffè di default con lo zucchero (tanto che se lo volete amaro lo dovete dire prima), ma io che di solito lo prendo amaro sono stata contentissima di cambiare, per una volta: la schiuma cremosa che completa la tazzina è un’esperienza mistica. Dietro il bancone un particolare arredo in legno racconta la storia delle piantagioni di caffè in Sud America.

L'interno del Sant'Eustachio Caffé, uno dei caffé migliori di Roma

L’interno del Sant’Eustachio Caffé, uno dei caffé migliori di Roma

Accanto al Tempio di Adriano, la Roma bene va a prendere il tè oppure a fare l’aperitivo al Gran Caffè la Caffettiera, interni chic di ispirazione partenopea. I prezzi non sono esattamente convenienti, ma il locale in sé e l’aria che vi si respira regalano uno spaccato di vita della capitale: signore impellicciate che pasteggiano a prosecco, accompagnate a signori che parlano di politica, per esempio…

Ma la sala da tè più chic di Roma non è un locale italiano, ma inglese: si tratta di Babington’s, in Piazza di Spagna, nientemeno, sala da tè aperta a fine ‘800 da due signore inglesi trasferitesi a Roma che con una bella intuizione e una grande tenacia seppero gestire e mantenere un’attività che superò le due guerre mondiali e l’epoca fascista. Oggi è un luogo frequentato dalla Roma che conta, ma ha saputo mantenere il rigore tutto inglese nell’arredamento sobrio e nell’atmosfera giusta che uno si immagina per il tè delle cinque. E infatti questo è il luogo adatto per una pausa relax verso sera, dopo che si è camminato tutto il giorno per le vie di Roma e prima di riprendere il cammino.

La tavola apparecchiata per il té delle cinque da Babington’s, in Piazza di Spagna

Infine, se vi fermate a cena nella capitale, vi lascio la scelta tra due quartieri: il ghetto ebraico e Trastevere. A Trastevere in particolare, la scelta è molto ampia ma, soprattutto, non abbiate paura di finire in un posto turistico: qui c’è chi è proprio contrario, anzi, ad ogni sorta di menu turistico…

Significativo messaggio sulla vetrina di una trattoria a Trastevere

Significativo messaggio sulla vetrina di una trattoria a Trastevere. Credits: @irinaser

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