Perdersi a Roma: via del Pellegrino

Uno pensa a Roma e immagina i Fori, il Colosseo, San Pietro, Piazza Navona, il Pantheon e la fontana di Trevi. In genere un primo approccio all’Urbe non può fare a meno di toccare queste tappe fondamentali. Ma una visita approfondita, o concentrarsi su un quartiere ristretto, può rivelare delle chicche che renderanno il viaggio o il proprio itinerario qualcosa di unico e indimenticabile.

Uno dei paesaggi urbani più belli del mondo: i tetti di Roma con San Pietro sullo sfondo

Uno dei paesaggi urbani più belli del mondo: i tetti di Roma con San Pietro sullo sfondo

Roma non è solo vie eleganti dello shopping di gran classe e aree archeologiche esagerate, non è solo musei e chiese. Allontanandosi di poco dai percorsi prestabiliti, infilandosi nelle viuzze strette in cui si articola il centro storico – che è a dir poco enorme – si svelano scorci incredibili di un’intimità che si farebbe fatica a credere. Non solo, ma si trovano qui botteghine molto particolari, dall’abbigliamento alternativo all’artigianato radical chic, ai ristorantini un po’ meno turistici di quelli segnati sulle guide. Trastevere è il quartiere più noto in questo senso: già solo passeggiando in via della Lungaretta è un piacere deviare ogni tanto per inseguire questa o quell’altra vetrina… anche la dedalo di viuzze che conduce a Piazza Navona è una piacevole passeggiata, naturalmente se non la si percorre con la paura di perdersi! Ma uno dei luoghi più affascinanti di questa Roma seminascosta è la zona che gravita intorno a Campo dei Fiori.

Una composizione di zucche davanti ad un banco di verdura in Campo dei Fiori

Una composizione di zucche davanti ad un banco di verdura in Campo dei Fiori

Il celebre mercato di Campo dei Fiori è in realtà ormai piuttosto turistico: e se non lo sono i banchi che vendono frutta e verdura, lo sono senz’altro i ristorantini che si affacciano sulla piazza; ma per sfuggire all’assalto dei ristoratori in triplice lingua, basta infilarsi in via dei Balestrari per trovare un’osteria senza troppe pretese, accogliente e rustica, in cui si può stare tranquilli per il tempo del pranzo.

Le viuzze, più strette, più larghe, che gravitano su Campo dei Fiori sono ricche di negozietti e botteghine: i negozi di abbigliamento qui non appartengono alle ormai solite catene in franchising e mostrano nelle loro vetrine qualcosa di diverso rispetto a quello che le solite catene di abbigliamento vogliono che noi indossiamo. Si respira aria di paese, qui. Non sembra di essere nella capitale; eppure, in fondo ad una viuzza che si diparte da Campo dei Fiori spicca l’imponente architettura di Palazzo Farnese, palazzo rinascimentale oggi sede dell’Ambasciata di Francia.

Per completare il giro del quartierino che gravita su Campo dei Fiori merita inoltrarsi in via del Pellegrino: una viuzza stretta che costeggia il Palazzo della Cancelleria. Lì per lì non sembra niente di eccezionale, ma ad un certo punto ci si imbatte in una piccola bottega. L’insegna dice “Restauro Tappeti” e dentro un giovane ragazzo arabo sta effettivamente restaurando tappeti. Ma è immerso in perle, perle, perle e ancora perle di vetro. Vetro colorato, vetro verde, vetro opaco o trasparente, vetro assemblato in lampadari o in biglie sciolte, bicchieri e ampolline. Il posto sembra piccolo, ma un’apertura immette su una scala che scende in cantina. E qui la gazza che è in noi esce allo scoperto e si lascia stordire dalla quantità di vetri affastellati alle pareti, accatastati in casse per terra e pigiati in scaffali a muro. I colori creati dalle luci che illuminano la cantina sono inebrianti, e non solo per le donne che amano i gingilli sbrilluccicanti.

Queste bottiglie in vetro blu decorate con motivi arabeggianti sono solo alcuni dei meravigliosi oggetti venduti nella bottega di Via del Pellegrino

Queste bottiglie in vetro blu decorate con motivi arabeggianti sono solo alcuni dei meravigliosi oggetti venduti nella bottega di Via del Pellegrino

Qui c’è davvero di che rifarsi il servizio di bicchieri e di scodelle: la scelta è vastissima, i bicchieri da té alla menta tipicamente maghrebini sono bellissimi, verdi con le dorature damascate, le bottiglie sono elegantemente decorate senza essere esagerate, le ampolline sono oggetti senza tempo, che dall’antichità ad oggi non hanno cambiato forma né tecnica di esecuzione. Ma forse la meraviglia delle meraviglie la suscitano i lampadari, costituiti da tante perline e gocce di vetro di varia forma, colore e dimensione, che rifrangono in giro i loro riflessi iridescenti.

Lampadari in perline di vetro e bicchieri per il té alla menta nella cantina del vetro di Via del Pellegrino

Lampadari in perline di vetro e bicchieri per il té alla menta nella cantina del vetro di Via del Pellegrino

L’ambiente è polveroso e sa di antico: siamo nel centro storico di Roma, del resto, e le volte della cantina riflettono l’antichità dell’edificio, contribuendo a creare un clima assolutamente suggestivo e da sogno. A fatica si esce da qui.

Un’altra chicca che si incontra in via del Pellegrino è, pochi metri più avanti, la Libreria del Viaggiatore, al cui interno mi riservo prossimamente di fare un giro: una libreria tematica, dedicata a chi ama viaggiare e perdersi nei racconti di viaggio altrui. A suo modo una bottega di libri, come ne esistono sempre di meno, e non solo a Roma, un luogo che al solo vedere l’insegna mi fa viaggiare con la mente, mette le ali alla mia fantasia, fa fare le valigie alla mia voglia di partire per chissà dove. Un luogo prezioso, di cui personalmente, ora che l’ho scoperto, avverto il bisogno.

La Libreria del Viaggiatore in Via del Pellegrino, Roma

La Libreria del Viaggiatore in Via del Pellegrino, Roma

Più avanti ancora c’è il negozio Té e Teiere, che oltre a vendere té pregiati espone teiere di tutti i tipi, da quelle cinesi alle porcellane inglesi in un ambiente piccino e raccolto, ma in cui tutto è sistemato con cura e attenzione ai dettagli.

Via del Pellegrino è solo una delle tante vie di Roma in cui, se si ha la ventura di perdersi, se ne esce con una ricchezza di esperienze ed emozioni come solo la bellezza delle piccole cose può suscitare. Il viaggiatore, o turista, che a Roma ha i minuti contati, è bene che non venga qui: preso dalla frenesia del dover vedere quante più attrazioni “comandate” nel minor tempo possibile perderebbe solo tempo tra libri di viaggio e perline di vetro. Ma a tutti gli altri, a tutti coloro che hanno voglia e la possibilità di prendersi un po’ di tempo, rivolgo il mio invito a passare in via del Pellegrino e in tutte quelle viuzze che costituiscono il cuore pulsante di Roma e pure il più sconosciuto. Anzi, se conoscete altre vie di Roma capaci come via del Pellegrino di suscitare simili emozioni grazie alle loro botteghe, segnalatele qui: e la prossima volta che verrò a Roma sarò lieta di percorrerle con la vostra guida!

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3 thoughts on “Perdersi a Roma: via del Pellegrino

  1. Pingback: Concedersi (più di) una pausa a Roma | Viaggimarilore

  2. Ci sono capitata per sbaglio lunedì. Avevo il pomeriggio libero dopo una mattinata di lavoro e ho approfittato per farmi un giro tra le principali attrazioni turistiche della città. Sono finita in Via del Pellegrino. Sarei entrata in ogni negozietto, avrei mangiato qualcosa in ogni ristorantino/baretto…avrei fotografato tutto!
    Sono entrata nella Libreria del viaggiatore per prendere il bigliettino da visita per paura di scordarmi dove potesse trovarsi.

    Tutto meraviglioso!

    Sto pensando di tornarci a breve e sicuramente me la girerò in lungo e in largo!
    Promesso!

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