Mendatica, dove il tempo si è (quasi) fermato

Siamo stati a Mendatica (IM) all’inizio di Gennaio, in una bella e calda giornata di sole, piuttosto piacevole qui, alle pendici delle Alpi Marittime: gli impianti sciistici di Monesi sono a pochi Km, mentre il paese, a 800 m slm, dista 40 minuti circa da Imperia, quindi dal mare, lungo una via che attraversa un entroterra fatto dapprima di oliveti, poi di boschi, e da una serie di paesini e borghi abbarbicati alle loro colline, poche case in mezzo alle quali svetta il campanile.

Vista panoramica di Mendatica sotto le cime innevate, dalla chiesa della Madonna dei Colombi

Vista panoramica di Mendatica sotto le cime innevate, dalla chiesa della Madonna dei Colombi

Mendatica è piuttosto lontana dal mare. Eppure siamo ancora in Liguria, una Liguria, però, diversa da quella costiera che basa sul mare la propria economia anche turistica: una Liguria che vede nella montagna, invece, la propria ricchezza, ricchezza che oggi viene sfruttata in senso turistico e paesaggistico, ma che un tempo era data dall’unica risorsa a disposizione degli abitanti: la pastorizia.

Già mentre saliamo verso Mendatica incrociamo lungo la strada un gregge di pecore: immagini che di solito associamo al Sud Italia o alla Sardegna le ritroviamo anche qui, e subito capiamo che ci sono tradizioni dure a morire, da queste parti. Alle porte del paese, poi, incontriamo un mulino ad acqua restaurato recentemente, che in passato sfruttava il giovane corso del torrente Arroscia, che nasce poco lontano da qui e che più a valle diventa un’arteria fluviale importante dell’entroterra di Albenga.

Il mulino sul fiume Arroscia

Il mulino sul fiume Arroscia

Il borgo, costituito per la maggior parte da vecchie case in pietra e dominato dalla chiesa barocca dei SS. Nazario e Celso, ospita un Museo Territorio, un museo diffuso, se così lo vogliamo definire, che ha il fine di raccontare a chi passa da queste parti la storia di questo paese, una storia fatta di pastori, di pascoli e di transumanza, una storia povera di eventi ma ricca di tradizioni, tradizioni che è giusto conservare e trasmettere ad altri. Questo museo, che poi è un itinerario, viene chiamato “I volti dell’Ubagu”, perché ubagu significa luogo selvatico, nascosto, impervio, come nascosta, selvatica e impervia è questa parte della Valle Arroscia. Nel borgo è stato ricostruito, in un’abitazione, il laboratorio del latte, che raccoglie tutti gli strumenti che servivano per la mungitura, dai campanacci delle mucche ai secchi del latte ai colini per filtrarlo e iniziare la produzione del formaggio, in particolare la toma e il bruss, tipici di questa valle (e anche piuttosto buoni!); al piano superiore dell’abitazione è ricostruita invece l’umile casa del pastore, completa di vano cucina e di camera da letto. Nel territorio è ben radicata la cosiddetta cultura della malga: le malghe sono dei rifugi estivi di montagna per il pascolo, dove venivano ricoverati gli armenti durante l’estate; attraverso un sentiero a piedi (che probabilmente torneremo a percorrere nella bella stagione) che parte da Mendatica, si giunge a Poilarocca, più su in montagna, che è un villaggio di malghe, ormai abbandonato ma recuperato per raccontare a chi oggi passa di lì come funzionava l’economia pastorale di questa gente di montagna.

Il laboratorio del latte ricostruito a Mendatica

Il laboratorio del latte ricostruito a Mendatica

In paese non mancano altri segni delle antiche tradizioni: nell’aia di una vecchia casa quasi fatiscente si trova un vecchio torchio ormai inutilizzato, ma indicativo di attività che oggi non si svolgono più. La piccola prigione del paese è invece adibita a sezione del museo etnografico, con una raccolta di scarponi e di utensili che ci parlano anche dello sfruttamento del bosco e della legna, oltre che della sola pastorizia.

L'aia che ospita il vecchio torchio, in una delle case di Mendatica

L’aia che ospita il vecchio torchio, in una delle case di Mendatica

Passeggiare su e giù per questo borgo che si addossa al fianco della montagna seguendone pedissequamente l’andamento è il modo migliore per osservare come accanto ad un’architettura antica, in pietra e povera, in legno, si vanno aggiungendo case moderne in mattoni, molte delle quali non finite, in costruzione. Molte delle case più vecchie, d’altro canto, sono in vendita, quando non addirittura in stato di evidente abbandono e fatiscenza. Perché nonostante il forte impegno dell’amministrazione e della proloco per attirare turismo e quindi ricchezza, Mendatica è un paese in abbandono. Si popola d’estate, questo sì, perché molti degli abitanti d’inverno si trasferiscono a Imperia, sul mare, vicino al posto di lavoro, e tornano alla base nella stagione più calda, quando qui è fresco e quiete, alla faccia del delirio di agosto lungo la costa. Ma d’inverno sono pochissimi gli abitanti, per la maggior parte anziani. Alcuni li vediamo impegnati in attività che nel mondo d’oggi ci sono totalmente estranee: uno taglia la legna da ardere con la motosega, un altro sega l’intelaiatura di una finestra in tocchi di legno tutti uguali senza prendere alcuna misura; un altro ancora fa da sé il cemento per aggiustare un piccolo tratto di strada accanto ad una cappella, ma il campione è quell’anziano signore che lava alla fontanella/lavatoio la verdura colta nell’orto. A dispetto di ciò che si dice dei Liguri – chiusi e scontrosi – qui sono tutti molto gentili, salutano col sorriso, una signora ci suggerisce qualche scorcio del paese da visitare, un’altra si scusa perché è accidentalmente entrata in una foto; tra di loro parlano in dialetto, ovviamente, seduti alla panchina fuori di casa. Ci scommetto che non chiudono a chiave il portone: per lo meno, in macchina lasciano la chiave inserita! Ma le case abbandonate, quelle sì, hanno il portone in legno chiuso con tanto di catenaccio, segno di un abbandono che forse è definitivo.

delle antiche tradizioni sono rimasti ormai solo dei dettagli...

delle antiche tradizioni sono rimasti ormai solo dei dettagli…

A pranzo andiamo all’Agriturismo il Castagno, un posto che vale tanto oro quanto pesa: menu a prezzo fisso, roba da 10 antipasti, 2 primi, 3 secondi, frutta, dolce, acqua, vino, caffè e ammazzacaffé a 25 €. Ebbene sì, esistono ancora luoghi di questo tipo, con un’offerta decisamente di qualità. A conduzione familiare, l’anziana signora che sta in cucina e che sostituisce la figlia quando questa deve preparare il formaggio, è una persona squisita, che cancella col suo sorriso tutte le leggende più o meno vere sui ristoratori liguri. Stiamo a tavola 2 ore, quando ci alziamo rotoliamo via da tanto s’è mangiato.

Dopo aver visto Mendatica dall’interno decidiamo di vederla dall’esterno: raggiungiamo la poco distante chiesetta della Madonna dei Colombi, su un poggio di fronte al paese, da cui si gode una splendida vista panoramica sul borgo e sulle montagne innevate al di sopra di esso. La chiesina è piccolina, ed ha un’architettura piuttosto ricorrente nelle pievi del territorio, con un piccolo arco davanti all’ingresso che offriva riparo a chi passava di qui e voleva riposare dicendo magari due preghiere.

Madonna dei Colombi

Madonna dei Colombi

Mendatica racconta una storia. La storia di un paese che si sforza di mantenere vivo il ricordo di tradizioni ormai quasi del tutto scomparse e che si attacca ad esse per non essere risucchiato dal vortice dell’abbandono. La storia di un paese in cui c’è ancora qualcuno che lava la verdura alla fonte come faceva quand’era piccolo, in cui chi vive qui tutto l’anno raccoglie la legna perché riscalda la casa col camino; e poi la storia di case in pietra che vengono lasciate decadere e di case in mattoni che non vengono completate. A Mendatica si leggono le contraddizioni che attraversano molti borghi dei nostri entroterra, stretti tra l’esigenza di adattarsi al mondo contemporaneo e il senso di appartenenza ad un modo di vivere che se per i più anziani è tutto, per i giovani è estraneo. Il lavoro svolto dal comune e dalla proloco per salvaguardare le tradizioni e rendere Mendatica un borgo accogliente è encomiabile, e merita molto di più di questo post per essere celebrata.

mendatica

Comunque torneremo con la bella stagione. Vogliamo approfondire la conoscenza di questi luoghi. Non è turismo, non è voglia di fare un giro. È voglia di conoscere un mondo così lontano, così vicino.

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