Una passeggiata sotterranea: le grotte di Toirano

Il nostro inizio d’anno è stato spumeggiante: siamo stati a Genova a visitare la superba mostra di Steve McCurry, a Imperia a visitare il Museo del Presepe, a Mendatica, nell’entroterra imperiese e nelle Grotte di Toirano: non male per i primi 3 giorni dell’anno!

Siamo stati a Toirano nella fredda mattina del 2 gennaio: un vento freddo sferza la montagna nell’entroterra di Borghetto Santo Spirito, ai piedi della quale sorge il borgo di Toirano. Toirano è un borgo medievale, ma la montagna dietro di lei è frequentata da migliaia di anni: in una delle grotte che si aprono sul fianco roccioso, gli uomini preistorici che vivevano nelle caverne hanno lasciato tracce evidenti del loro passaggio e della loro convivenza con l’orso delle caverne.

La sala del Patheon nella Grotta di Santa Lucia

La sala del Patheon nella Grotta di Santa Lucia

A raccontare questa storia vecchia di migliaia di anni ci pensa la visita alle Grotte di Toirano (biglietto 10 €) che in un percorso sotterraneo di un’ora ci porta nel cuore della montagna attraverso la Grotta della Bàsura (= strega, per i suoni sinistri provocati dal vento che si infila nelle sue fessure) e di Santa Lucia. La Grotta della Basura è quella che fu frequentata dall’uomo, mentre quella di Santa Lucia è semplicemente – si fa per dire – uno spettacolo naturale di concrezioni calcaree, stalattiti e stalagmiti.

Il percorso inizia dalla Grotta della Basura. Qui non si possono fare fotografie perché – dice – è un sito archeologico (!), per cui occhi ben aperti e sensi ben attenti per poter recepire tutte le informazioni che la visita guidata ci propone: importanti sono, innanzitutto, le impronte di piedi e ginocchia di uomini, uomini che migliaia di anni fa trovarono riparo qui dentro, al buio più totale, guidati dalla fioca luce di torce che servivano, anche, probabilmente, per tenere lontani gli altri abitanti della grotta, gli orsi. La visita si svolge lungo un percorso che si snoda tra stalattiti, stalagmiti, impronte di piedi umani fiumi sotterranei che ospitano, unica forma di vita, un gamberetto trasparente dal nome irripetibile e, sul finale, l’impressionante cimitero degli orsi e un angolo cerimoniale per riti di iniziazione umani. Il cimitero degli orsi deve il suo nome al fatto di essere un mucchio incoerente di ossi di orsi delle caverne trascinati in un punto specifico della grotta dal fiume interno in un momento successivo alla morte di queste bestie preistoriche, che venivano a ripararsi in fondo alla grotta per trascorrere i mesi invernali del letargo. L’ammasso di femori, mandibole, teschi e costole è abbastanza impressionante per chi non è abituato a una tale vista… di ben altro tipo è invece l’esperienza di cercare di individuare sul fondo della parete della grotta delle palline di argilla che furono scagliate dagli uomini che abitavano la caverna contro qualche giovane del branco, forse per un qualche rito di iniziazione che non è stato meglio spiegato.

Da qui gli scopritori della grotta negli anni ’50-’60 del Novecento scavarono una galleria per collegare la grotta della Basura con l’altra grotta, di Santa Lucia, mai frequentata dall’uomo. Le due grotte sono state così messe in comunicazione artificialmente, e la seconda non è meno spettacolare della prima: stalattiti, stalagmiti, concrezioni coralloidi e stalattiti mammellari (così chiamate perché ai primi esploratori della grotta, tutti uomini, evidentemente, ricordavano delle mammelle…) creano un ambiente magico, dove il tempo è scandito dal gocciolare incessante dell’acqua. Questa seconda grotta, che è fotografabile, non fu mai occupata da essere umano (o almeno, nessun essere umano lasciò traccia), quindi è solo e semplicemente una meraviglia della natura.

La grotta di Santa Lucia

La grotta di Santa Lucia

Gli ultimi metri prima dell’uscita della grotta ospitano una curiosa cantina di un produttore di vini locale: ha il suo fascino vedere le botti e le bottiglie invecchiate in una cantina dalle pareti di nuda roccia; a seguire, si incontra lo spazio riservato ai laboratori didattici: e mi sono immaginata come dev’essere per un bambino delle scuole elementari fare attività didattica all’interno di una grotta! Di sicuro un’esperienza di quelle che restano nel cuore!
Ah, una confidenza, prima di uscire dalle grotte: le ho visitate quand’ero in terza elementare e ricordavo ancora le cose più salienti: le impronte degli uomini, degli orsi, persino il gamberetto! Visitare le stesse grotte dopo 20 anni è stato… strano, il ricordo mi ha fatto sorridere… incredibile come dopo tutti questi anni io avessi ancora ricordi così forti!

La chiesa rupestre di santa lucia

La chiesa rupestre di santa lucia

Fuori dalla grotta di Santa Lucia, se si alza lo sguardo, si vede il santuario rupestre di Santa Lucia: una chiesina del XV secolo realizzata dentro una grotta nella montagna, con la facciata costruita a bordo della parete di roccia; il campanile invece svetta, in muratura, accanto alla chiesa. E’ chiusa da un cancello con tanto di catenaccio, impossibile avvicinarsi più di tanto, ma rande l’idea di un luogo che è stato frequentato davvero per millenni, che ha una storia lunghissima, molto più lunga di tanti luoghi a noi più familiari.

L’esplorazione delle Grotte di Toirano è stata un’esperienza diversa dalle solite cui siamo abituati: le grotte sono ambienti particolarissimi, non così diffusi, e spettacolari. Le Grotte di Toirano, che uniscono insieme i caratteri del sito di archeologia preistorica e il sito di importanza geologica/naturalistica sono uno spettacolo che vale la pena di visitare, se si viene nel Ponente Ligure.

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