La visita a Macchu Picchu

Macchu Picchu panorama

E’ uno dei siti archeologici più importanti e spettacolari del mondo, ma allo stesso tempo è piuttosto difficile da capire e interpretare, mentre si cammina tra i resti di muri e di edifici. Se si vuole visitare Macchu Picchu andando oltre il semplice cercare scorci fotografici mozzafiato, quindi con l’intenzione di sapere in mezzo a cosa si sta camminando, è importante avere un’idea almeno di base del percorso e dei monumenti che si incontrano lungo il cammino. Noi appena arrivati in Perù ci siamo procurati una guida, turistica, certo, ma completa e ben fatta, corredata di fotografie utilissime per orientarsi; se non volete comprarla, però, potete sfruttare questo post, che ho confezionato apposta sia per fungere da promemoria per quando riguardo le foto, soprattutto se devo spiegarle a qualcuno che le vede per la prima volta, sia per aiutare quanti di voi si troveranno un bel giorno lassù, varcato l’ingresso, davanti al cosiddetto posto di vedetta e, dopo aver contemplato per ore la vista mozzafiato sulla città in rovina e sulla montagna dell’Huayna Picchu, si diranno: “E adesso?

macchu picchu panorama

E adesso leggete qui:

La visita inizia, dopo aver percorso dall’entrata una delle andenes del settore agricolo della città, dove può capitare di veder pascolare dei lama, dalla porta di accesso alla cittadella vera e propria, che è separato dal settore agricolo dal cosiddetto fossato secco e chiusa da un poderoso muro in opera poligonale inca, ovvero con grosse pietre di varia forma perfettamente incastrate tra loro. Il primo settore che si incontra è il cosiddetto Gruppo Alto, un probabile quartiere abitativo, con edifici a 1 o 2 piani, ma muri in pietre più piccole legate con terra.

Macchu Picchu, il cosiddetto Gruppo Alto

Macchu Picchu, il cosiddetto Gruppo Alto

Si nota subito la differenza nelle tecniche costruttive che fa vedere come vi fosse una gerarchia nella tipologia degli edifici, cui corrisponde una gerarchia nelle opere murarie per cui mura di cinta, edifici religiosi o importanti sono nel cosiddetto stile Inca Imperiale, mentre gli altri edifici sono in murature che potremmo definire più comuni. La differenza è tangibile perché poco oltre si incontra il complesso del Tempio del Sole, così chiamato perché la sua pianta circolare ricorda il Coricancha di Cusco, anch’esso destinato al culto solare, e con le murature nella tecnica Inca Imperiale.

Macchu Picchu, Il tempio del Sole

Macchu Picchu, Il tempio del Sole, interno

Macchu Picchu, il tempio del Sole

Macchu Picchu, il tempio del Sole

Accanto, nella stessa tecnica muraria si trova la cosiddetta casa della Nusta, la principessa Inca, la donna più importante nella società inca. Andando avanti c’è il complesso di edifici del Gran Sacerdote, una serie di edifici quadrangolari destinati all’esercizio del culto. In realtà non è ben chiara la funzione di tutti gli edifici di Macchu Picchu, i nomi sono spesso convenzionali, ma poiché gli scavi furono condotti negli anni immediatamente seguenti il 1911, anno della scoperta, le tecniche di scavo non erano sicuramente approfondite e scientifiche come quelle attuali e la documentazione lasciata non consente di ricavare dati più accurati. È sicuramente più comprensibile la funzione della cosiddetta Piazza Sacra, sulla quale affacciano, in murature del tipo Inca Imperiale, il Tempio delle 3 Finestre, così chiamato perché ha 3 finestre che affacciano sulla grande piazza centrale di Macchu Picchu, e il Tempio Grande, aperto sul lato che affaccia sulla Piazza Sacra e con il muro di fondo fortemente danneggiato da eventi tellurici del passato.

Macchu Picchu, la Piazza Sacra con il Tempio Grande

Macchu Picchu, la Piazza Sacra con il Tempio Grande

Di fronte, sul lato opposto della piazza sta la cd Casa del Gran Sacerdote, costruita nella tecnica muraria minore. All’esterno della piazza, un piccolo recinto circolare è interpretato come tempio della luna, o quantomeno come osservatorio celeste. Da qui si sale alla Piramide dell’Intiwatana.

Macchu Picchu, l'Intiwatana

Macchu Picchu, l’Intiwatana

Questo è una sorta di altare con un piccolo obelisco che serviva nella misurazione dei solstizi d’inverno e d’estate. Lungo la salita c’è una chicca che vale la pena di segnalare: su una roccia è stata scolpita in miniatura la montagna di Huayna Picchu che in prospettiva compare alle spalle. Il percorso ridiscende ora, attraverso la grande piazza centrale per arrivare alle pendici di Huayna Picchu.

Macchu Picchu, la montagna di Huayna Picchu

Macchu Picchu, la montagna di Huayna Picchu

Qui, se avete il biglietto comprensivo potete affrontare la dura salita (il consiglio allora è di farlo la mattina presto, quando fa ancora fresco: per gli amanti del trekking, come Anna del blog Dallo Scarpone alle Ciaspole è assolutamente da fare) altrimenti se non lo avete nel biglietto continuate la visita dell’altra parte ella città, dove si colloca il quartiere artigianale, il cosiddetto Edificio delle 3 facciate, e il Tempio del Condor con annesse prigioni con tanto di nicchie trapezoidali ricavate nei muri alte quanto un uomo e che infatti erano celle per i detenuti nelle quali i condannati erano murati vivi con un minuscolo spazio per respirare.

Il guardiano di Macchu Picchu...

Il guardiano di Macchu Picchu…

La visita è allietata dalla presenza di alcuni lama che pascolano nelle piazze e sulle andenes. La vera foto ricordo è riuscire a fotografare proprio un lama che pascola con la montagna di Huayna Picchu sullo sfondo e le rovine in 2° piano.

A completamento della visita c’è una bella passeggiata che dal punto panoramico vicino al Posto di Vedetta, vicino all’ingresso del parco, porta fino al ponte inca, un sentiero nella foresta che costeggia la montagna. Il ponte non si può attraversare, è pericoloso dato che non ha protezioni ed è sospeso nel vuoto (e soprattutto si è verificato in passato un incidente mortale, per cui si è chiuso definitivamente l’accesso), ma il percorso è piacevole, per nulla faticoso e immerso nel verde.

Questo è in estrema sintesi il racconto di ciò che incontrerete nel corso della vostra visita a Macchu Picchu. Credo che sia importante capire dove si sta camminando, non vivere passivamente la visita, ma invece capire dove si è, che cosa c’era e come era fatto. Solo così la visita a Macchu Picchu ci potrà dare qualcosa in più, e le nostre foto non saranno solo scatti, ma veri ricordi.

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