Viaggio in Perù: esploratori nell’antica terra Quechua – 2/09/2012

Sgrunt, per cominciare

Oggi la giornata è piuttosto intensa, dato che da Cusco ci trasferiremo ad Aguas Calientes – Macchu Picchu Pueblo dopo aver fatto un tour – sempre consigliatoci e promosso dal nostro rappresentante Carlos – che passando da Pisac arriverà a Ollantaytambo dove prenderemo l’Inca Rail.

Il tour si rivela una mezza fregatura, innanzitutto perché per venderci il prodotto Carlos ci ha detto che il giro turistico, dopo averci fatto visitare le poderose rovine Inca di Ollantaytambo, ci avrebbe portato vicino alla stazione del treno, cosa che non è stata così, in secondo luogo perché avremmo voluto dedicare più tempo al famoso mercato domenicale di Pisac, che invece è stato quasi una toccata e fuga. Ma andiamo con ordine. La guida è informata che noi dobbiamo prendere il treno alle 15.37 (in stazione mezz’ora prima) e ci dice fin dall’inizio che non riusciremo a vedere le rovine di Ollantaytambo. Sgrunt. Vabbè, pace, ormai incazzarci non serve. Vediamo almeno di goderci il mercato di Pisac. Intanto, però, il pullman si ferma nel piccolo paese di Qollao, noto per la produzione ceramica. Peccato che di ceramica non ci sia nemmeno l’ombra, mentre c’è l’ennesimo mercatino nel quale noi, gregge di turisti evidentemente visto solo come un mazzo di soles facili da fare, veniamo buttati. La cosa ci indispone non poco: perché se ci fermiamo al mercatino qui, non è che quello di Pisac passa in cavalleria? A Pisac ci andiamo, sì, ma a visitare, molto brevemente, le belle rovine inca che si addossano al fianco della montagna: più in basso le andenes, gli ormai familiari terrazzamenti inca, e sulla sommità l’insediamento, che posto così in alto poteva controllare la valle da una posizione privilegiata, avendo visibilità a 360°.

Le rovine inca di Pisac

Ora si scende verso Pisac. Finalmente si andrà al famoso mercatino domenicale, nel quale abbiamo riposto molte aspettative… Macché! Si va piuttosto a vedere una dimostrazione sull’argento, che viene lavorato da queste parti, per riconoscere l’argento vero da quello finto. Interessante, eh, per carità. Ma il mercato? Ci vengono lasciati solo 25 minuti per percorrerlo. Il mercato occupa la Plaza de Armas del paese ed è distinto in 2 parti, una tradizionale dedicata ai generi alimentari e di origine animale dove ancora oggi pastori e contadini praticano il baratto, e la parte ormai totalmente snaturata dei banchini che vendono principalmente per i turisti. Come in tutti i mercati del mondo, anche qui la parte tradizionale ha un fascino incredibile, mentre la parte turistica è, per l’appunto, turistica, uguale a chissà quanti altri mercatini in giro per il Perù. Alla fine, per fortuna o purtroppo, il mercato domenicale di Pisac delude un po’ le nostre aspettative.

Una donna in abiti tradizionali vende la sua merce al Mercado di Pisac

Riprendiamo a questo punto il viaggio di avvicinamento a Ollantaytambo. Ma al momento della pausa pranzo lungo il percorso avviene quello che in un tour organizzato – che è stato pagato per un determinato servizio – non dovrebbe succedere: io e Lorenzo veniamo parcheggiati in un ristorante, ci viene detto di farci chiamare un taxi che a nostre spese ci porterà a Ollantaytambo. In questo modo la guida se ne lava le mani di noi e si toglie dall’impiccio di rischiare di farci arrivare in ritardo. Ora sì che siamo incazzati. Il taxi, che poi è l’auto di un amico del ristoratore, dato che “taxi” non è neanche scritto col dito sul finestrino sporco, ci costa 30 soles e in mezz’ora di guida atroce (in Perù il codice della strada è continuamente disatteso) ci porta alla piccola stazione di Ollantaytambo. Le poderose rovine Inca le vediamo da lontano, ci consoliamo così. La morale della favola è questa: se dovete prendere il treno delle 15.37 per Macchu Picchu prenotate un taxi che vi scarrozzi quel giorno, portandovi a Pisac e alle rovine di Ollantaytambo, non affidatevi a un tour organizzato. Sui tour dei giorni precedenti niente da dire, ma questo di oggi è decisamente da dimenticare.

 

In treno verso Macchu Picchu

Ma per un capitolo che si chiude male, un altro si apre alla grande: è il trenino per Macchu Picchu lungo l’inca Rail. È un treno a due carrozze, ultracomfort, che nel corso del tragitto prevede anche una merenda. Favoloso! Il panorama è magico: la ferrovia segue il corso del Rio Urubamba, lungo un percorso di 47 km che copre un’ora e mezzo di tempo. L’ambiente naturale dapprima vede cactus e fichi d’india, poi diventa foresta piena, con impagabili scorci sul fiume e sulle montagne. Pochi gli esseri umani che vivono da queste parti: qualche casupola ogni tanto, soprattutto nel primo tratto, e qualche animale d’allevamento. Il resto però è tutta natura pressoché incontaminata.

L’interno del trenino per Macchu Picchu

Arriviamo ad Aguas Calientes poco prima delle 17. Il paesino è creato e concepito apposta per turisti, tra negozietti, hotel, 1000 locali e ristorantini turistici e il mercato artigianale vicino alla stazione. Ma l’insieme è piacevole sia per l’ambientazione, tra le montagne, col fiume che passa accanto, sia per la temperatura, un bel fresco che è proprio delizioso. Visitiamo il mercatino artigianale, che non ha niente da invidiare a quello di Pisac (intendo per la parte turistica), anzi, offre merce più varia sia per quanto riguarda i tessili che per l’oggettistica in sé. L’unica nota negativa è la cena: tutti ristoranti turistici nei quali la cucina peruviana, cui ci siamo abituati, va a farsi benedire. Si torna in hotel presto, domani ci si alza prima dell’alba: Macchu Picchu ci aspetta.

Aguas Calientes, termine corsa del treno per Macchu Picchu

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One thought on “Viaggio in Perù: esploratori nell’antica terra Quechua – 2/09/2012

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