Una giornata sul Lago Titicaca

Si trova a 3800 m di altitudine, ed é pettanto il lago navigabile più gtande del mondo ad un’altezza così estrema. In effetti é molto grande, ed é tagliato in due dal confine tra Perù e Bolivia.

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Panorama del lago Titicaca
Non é solo una meraviglia naturale e paesaggistica (anche se non é patrimonio UNESCO), ma ospita sulle sue isole, naturali o artificiali che siano, popolazioni con una storia e delle tradizioni davvero uniche. Noi oggi siamo andati a scoprire due di queste tradizioni, quella degli Uros, che hanno creato una società che vive su isole galleggianti, artificiali, costruite da loro stessi come suolo per abitarvi, e quella degli abitanti dell’isola di Taquile, con i loro particolari abiti e copricapi.
Siamo andati con un gruppo organizzato, fortemente improntato al turismo, tuttavia é stata in ogni caso una piacevole esperienza e occasione per apprendere qualcosa in più sul Perù e i suoi abitanti.
Gli Uros sono la società più ecologica che mi sia capitato di vedere finora in tutta la mia vita: i particolari giunchi che crescono nel lago, la totora, sono l’elemento base della loro sopravvivenza: con essa costruiscono infatti le isole su cui poi realizzano le capanne e svolgono le loro attività quotidiane. Vivono di caccia, di pesca, di totora (che é anche commestibile, ha un vago sentore di cetriolo) e di turismo. Turismo che ha snaturato totalmente le loro abitudini, trasformandoli in artigiani che realizzano quei souvenirs che poi vendono a caro prezzo ai turisti. Tolto però questo aspetto, resta l’incontro con una società che ha saputo inventarsi un modo di vivere unico del suo genere, sfruttando nel modo più completo una risorsa dell’ambiente naturale.

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Le capanne degli Uros sulle isole galleggianti
L’isola che però mi é piaciuta di più é Taquile, a due ore di navigazione da Puno. Qui vive, nell’assoluto rispetto delle proprie tradizioni, una popolazione di pastori e pescatori. L’isola é tutta sistemata a terrazze dove le pecore pascolano; sulla sommità dell’isola sta il villaggio, mentre case sparse si trovano lungo il pendio.
La caratteristica degli abitanti é l’abbigliamento, che non ha eguali nel resto del Perù: gli uomini sposati indossano un berretto rosso, una fascia intessuta in vita e portano una borsa con dei ponpon colorari sul fondo in cui conservano foglie di coca. Quando si incontrano tra uomini, si scambiano alcune foglie di coca.in segno di saluto. I giovani non ancora sposati hanno il berretto mezzo bianco e mezzo rosso, e non portano la borsa della coca. Completano l’abbigliamento, uguale per gli uomini sposati e non, una camicia bianca, un gilet nero e pantaloni neri. Le donne invece portano un lungo scialle nero: nelle donne sposate esso é decorato da pochi ponpon poco colorati, nelle giovani nubili invece é completato da una serie di ponpon variopinti.
Sull’isola facciamo una bella passeggiata che prima ci porta in cima, al villaggio, poi ci fa ridiscendere per altra via all’approdo: il panorama che godiamo é incantevole: il lago é di un blu meraviglioso, ed é immenso, vediamo all’orizzonte la cordigliera andina innevata già in Bolivia.

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L’isola di Taquile e la vista sul Titicaca
La nostra gita si conclude dunque a Puno, dopo altre due ore di navigazione quando, ormai alle 5 del pomeriggio, il sole sta già scomparendo dietro le montagne.

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