Gozo, l’isola di Calipso

Tradizione vuole che Gozo, l’isola più grande, dopo Malta, dell’arcipelago maltese, sia insieme a Malta stessa,  il luogo dove l’Odissea colloca la ninfa Calipso. Mitologia a parte, l’isola rivela a chi la vuole scoprire tesori naturalistici, storici e archeologici che vanno oltre il semplice andare in spiaggia.

Si raggiunge Gozo via mare dal porto di Cirkewwa, nel Nord di Malta, dopodichè per girare l’isola basta anche solo una giornata: i punti focali del tour sono pochi ma buoni, e comprendono la città di Victoria-Rabat, il sito archeologico di Ggantija e le attrazioni naturalistiche di Fungus Rock e Inland Sea, vicine l’una all’altra a Dwejra, nella parte Nord dell’isola. Fino all’8 marzo 2017 vi era la più spettacolare di tutte, Azure Window, che è crollata però durante una tempesta.

Victoria-Rabat è la città storica dell’isola, nonché il capoluogo. Il nome rivela un’origine araba, poi diventato in italiano Rabatto del Castello, e infine Victoria in onore della Regina Vittoria a fine ‘800; il nucleo storico di fatto è una cittadella che si arrocca sull’altura, percorsa da mura dalle quali si domina il panorama circostante sul resto dell’isola. È nel centro di Gozo, tutte le strade portano ad essa e da essa si dipartono tutte le strade in direzione delle altre località dell’isola.

Rabat Gozo

Le mura della cittadella di Rabat e la sua cattedrale

Il sito archelogico di Ggantija ospita due templi megalitici, risalenti a 5000 anni fa circa. Queste architetture caratteristiche hanno colpito l’immaginazione sin dai tempi dei primi scopritori e tuttora molto c’è da capire riguardo la loro funzione, il perché della loro forma e della loro posizione rispetto al territorio. Quello che è certo è che i costruttori furono i primi architetti della storia, perché i più antichi templi maltesi sono stati costruiti addirittura prima delle piramidi! I templi di Ggantija hanno la caratteristica pianta a trifoglio, ottenuta dall’utilizzo di sole forme curve in pianta che creano una serie di lobi, una cosa inconsueta questa presso tutti i popoli antichi (e soprattutto così antichi). I templi sono realizzati in enormi lastre di pietra, che presuppongono, per il loro trasporto e la loro posa in opera, un grande lavoro di squadra che dovette impegnare anche centinaia di persone e richiedere molto tempo. Visitare questi templi, così come gli altri analoghi complessi archeologici che si trovano su Malta, come Tarxien o Mnajdra, vuol dire venire a contatto con una pagina della storia più antica del Mediterraneo che in pochi conoscono.

Ggantija

L’interno di uno dei due templi di Ggantija

Ma la vera meraviglia di Gozo è probabilmente Dwejra con le sue favolose attrazioni naturali. L’Azure Window, innanzitutto, che era ciò che rimane di una falesia consumata dall’incessante lavoro di erosione del mare e del vento. Quella che una volta era una falesia fino al marzo 2017 è stato un arco che proteso in acqua, una porta attraverso cui vedere il mare blu agitato dal vento, che qui si fa sentire particolarmente veemente. Poco distante, Fungus Rock è un grosso pilone, ciò che rimane di un altro tratto di falesia letteralmente mangiato dal mare e dal vento. Nei pressi si trova Inland Sea: una piccola apertura nella falesia fa sì che l’acqua di mare scorra attraverso e vada a formare un mare interno, una laguna, spettacolare a vedersi, intorno alla quale sorge un porticciolo.

fungus rock

Fungus Rock

Azure window

Azure Window

inland sea

Inland Sea

Storia, archeologia e natura: su un’isola così piccola si trovano ben rappresentati tutti questi elementi. Ma se proprio non potete fare a meno di andare al mare, Ramla Bay è una delle spiagge più belle e ampie di Gozo, dalla splendida sabbia dorata. Che poi, in effetti, un bel bagno a mare dopo un tour storico-culturale ci sta proprio bene…

Ramla Bay

La spiaggia dorata di Ramla Bay, Gozo

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