Civita di Bagnoregio, la città che muore

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Sembra un’apparizione, un miraggio di chi abbia letto troppi racconti fantasy, e gli elementi del resto ci sono tutti: il piccolo borgo sulla cima di una quasi inaccessibile rocca, un solo ponte, lungo, stretto e ripido per raggiungerla, le mura che quasi sporgono dal perimetro della rocca, gli edifici dello stesso colore della roccia, che sembrano originarsi direttamente dalla roccia, di un colore che é giallo-rosato quando accarezzato dal sole del pomeriggio inoltrato. Sorge isolato; intorno é il paesaggio della Valle dei Calanchi, unica nel suo genere, ondulata, alternatamente boscosa e nuda, per via della forte erosione cui va soggetta: paesaggio che sembra fermo, immutabile, e che invece é in perenne movimento, per via della sua conformazione geologica.

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É Civita di Bagnoregio, piccolo borgo medievale noto per via del suo ineluttabile destino. É conosciuto infatti come “la città che muore”, in quanto la rocca tufacea su cui sorge lentamente ma inesorabilmente si consuma, si sfalda, é soggetta a erosione, in passato a vere e proprie frane che hanno costretto la popolazione ad andare via. Oggi nel borgo di Civita di Bagnoregio resta la chiesa sulla piazza centrale e le case di epoca medievale in parte abbandonate, in parte adibite a fini turistici. I restauri sono stati condotti ad arte per dare il senso del tempo, dell’erosione e dell’abbandono: muri semicrollati, ma perfettamente fissati nel loro essere rudere accompagnano l’accesso al borgo, mentre l’erta salita che conduce alla porta delle mura consente di verificare quanto ogni cm del bordo della rocca sia stato edificato e oggi sia, forse, pericolante.

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Il lungo ponte che si conclude con l’erta salita di acceso al borgo é l’elemento più spettacolare: da esso si gode la vista del borgo man mano che ci si avvicina, e la vista panoramica sulla valle dei Calanchi. Ci si ritrova sospesi a decine di m da terra, su questo ponte che é stato ricostruito dopo il crollo del ponte originario: foto d’epoca mostrano gli abitanti del borgo che transitando sul vecchio ponte portavano le merci a dorso di mulo sulla “terraferma”. Oggi sono centinaia di turisti che attraversano il ponte, portati fin qui anche da tour organizzati. Di tutta questa zona che gravita sul Lago di Bolsena Civita di Bagnoregio é forse la meta più frequentata dai turisti, attratti dalla sua peculiarità di borgo maestoso nel suo essere solitario e isolato, condannato con dignità al suo ineluttabile destino: Civita di Bagnoregio, la città che muore.

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