Tour fotografico della Val d’Orcia, tra campi di grano, vigneti, casali e cipressi – 1: Sabato

La primavera quest’anno ci ispira particolarmente! Dopo essere stati in giro nell’entroterra di Imperia, in Liguria, e dopo aver trascorso lo scorso week-end nella Tuscia, quest’ultimo finesettimana ci siamo lanciati all’esplorazione della Val d’Orcia. Paesaggio tra i più noti d’Italia, tra i più rappresentativi della Toscana e tra i più famosi tra i turisti stranieri, la Val d’Orcia mette d’accordo la mia sete di conoscere per raccontare e la passione di Lorenzo per la fotografia: qui in effetti le occasioni per scatti d’autore non mancano, come avremo modo di vedere.

val d'orcia

Un albero solitario in un campo di grano: un’immagine tipica della Val d’Orcia

Anche se la Val d’Orcia non è così ampia, abbiamo deciso di dedicarle un intero week-end perché la vogliamo battere metro per metro, scandagliando ogni campo di grano, ogni, borgo, ogni casolare alla ricerca dello scatto perfetto e dello scorcio incantato. Così il nostro itinerario di sabato mattina prevede di uscire dall’autostrada a Bettolle-Sinalunga, oltrepassare Torrita di Siena e dirigersi alla volta di Pienza. Non ci fermiamo a Pienza, proseguiamo invece verso Radicofani, verso Sud, vicino al Monte Amiata che chiude a meridione la valle.

La rocca di Radicofani veglia sul paesaggio circostante per km e km: in questi due giorni spesso e volentieri ne scorgeremo la fisionomia in lontananza. Del resto è inconfondibile: su un alto rilievo si eleva un’alta e sottile torre, difficile da non riconoscere! Mentre andiamo verso Radicofani notiamo il paesaggio che all’altezza di Castiglion d’Orcia è un susseguirsi di campi di grano non ancora maturo e casolari, mentre man mano che ci si avvicina al Monte Amiata e a Radicofani diventa più vario e a tratti meno coltivato.

Radicofani

Radicofani, la rocca sullo sfondo

Radicofani è dunque il primo borgo in cui ci fermiamo. Il paese è piccolo, totalmente restaurato (e si vede); molto caratteristica, dentro e fuori, la chiesa di San Pietro, che ha gli altari arricchiti da tre pale in terracotta invetriata della scuola dei Della Robbia, inconfondibili con le figure di santi bianche che si stagliano contro lo sfondo azzurro del cielo.

Non saliamo alla rocca, ripartiamo invece, alla volta di Monticchiello, piccolo borgo vicino a Pienza, percorrendo questa volta non la SS2 Cassia, ma un’altra via che passa per le colline, tra campi di grano e filari di cipressi. In uno degli spiazzi che si aprono (appositamente) lungo la via ci fermiamo per cominciare a scattare qualche foto al paesaggio. È la prima di una lunga serie di soste che faremo in questi due giorni.

val d'orcia

Una vista panoramica sulla val d’Orcia

Ci dirigiamo ora verso Pienza, da qui costeggiamo San Quirico d’Orcia, arriviamo a Montalcino e la superiamo; è quasi ora di pranzo, e il locale che abbiamo scelto si trova a Sant’Angelo in Colle, un piccolo borgo immerso nei vigneti. Perché qui, nei dintorni di Montalcino, non ci sono campi di grano, ma vigne e vigne e vigne: d’altronde è qui che viene prodotto il Brunello di Montalcino, uno dei vini italiani più pregiati e noti nel mondo (e costosi…)… Pranziamo alla Trattoria Il Pozzo, poi, tornando verso Montalcino, deviamo per l’abbazia di Sant’Antimo.

sant'antimo

L’abbazia di Sant’Antimo, gioiello della Val d’Orcia

Credo che ci siano pochi luoghi al mondo dove natura e cultura si fondono così bene da suscitare pura bellezza. L’abbazia di Sant’Antimo è secondo me uno di questi luoghi. Una grande chiesa in pietra bianca, col campanile quadrato, un cipresso accanto, davanti le colline e dietro campi e vigneti. In una stagione come questa, poi, con il verde brillante dei prati e i papaveri rossi in fiore, è impossibile non emozionarsi, non restare estasiati di fronte a tanta bellezza. La chiesa all’interno è un’oasi di freschezza e di pace, anche se qui abbondano i pullman di turisti, e il brusio tra le navate è ahimè inevitabile.

Ci dirigiamo ora, dopo esserci fermati lungo la strada a far foto tra i vigneti, a Montalcino. Il borgo ci delude un pochino, ci sembra troppo “finto”, restaurato più per compiacere i turisti che altro. Merita la fortezza, dentro la quale si può entrare: è un bello spiazzo aperto, inondato di sole, con un’enoteca da cui si accede al cammino di ronda.

È quando lasciamo Montalcino che facciamo la scoperta più bella del nostro week-end: lungo la strada che porta verso San Quirico d’Orcia si apre uno spiazzo dall’una e dall’altra parte della carreggiata, da cui parte una strada sterrata sia in una direzione che nell’altra. Questo sterrato è la via Francigena, che passa di qui, attraversando distese e distese di campi di grano che, mosse dal vento, sembrano onde del mare increspate dalla brezza. Un mare verde, velluto verde che si stende per ettari ed ettari, a perdita d’occhio. Il panorama è di una bellezza che toglie il fiato.

val d'orcia

Viene voglia di tuffarcisi dentro, in questo mare verde, il sogno bucolico di accarezzare le spighe di grano ora diviene reale e la sensazione è bellissima, di quelle che non si dimenticano. Passeggiamo per un po’ lungo la Francigena che attraversa i campi, cerchiamo lo scorcio più poetico, ma qui tutto è poesia e fonte di ammirazione. Qui il secolare, forse millenario lavoro dell’uomo ha trasformato questo paesaggio con tale maestria da farci credere di essere in mezzo alla natura. Definirlo paesaggio antropico sembra azzardato, eppure è proprio così: è solo grazie al lavoro dell’uomo se ora mi trovo circondata da una distesa di grano che si perde all’orizzonte. E mentre ammiriamo estasiati il sole inizia a calare e frotte di fotografi più o meno dilettanti si cominciano a schierare nella direzione del tramonto. La Francigena diventa un set fotografico, e noi ce ne andiamo.

val d'Orcia

Campi di grano, una distesa come il mare

Giungiamo a Rocca d’Orcia, dove ha sede il ristorante-affitta camere presso cui passeremo la notte. Per essere precisi, però, non dormiremo qui, ma nella vicinissima Castiglione d’Orcia, in un bellissimo appartamentino sulla piazza principale del paese. Ma per il check-in, intanto ci rechiamo a Rocca d’Orcia, che prende il nome dall’imponente rocca che domina il panorama per km sulla valle. Il ristorante/affittacamere si chiama “La cisterna nel borgo”; il perché lo scopriamo non appena arriviamo nella piazzetta sulla quale si affaccia: in mezzo c’è una grande cisterna sormontata da un pozzo. Fa davvero molto medioevo, non c’è che dire!

rocca d'orcia

La cisterna nel borgo di Rocca d’Orcia by night

Sbrighiamo tutte le faccende del check-in, ma prima di andare a cena decidiamo di fare un’ultima girata all’imbrunire, per cogliere i colori del sole che si spegne sulla Val d’Orcia. Stamani avevamo individuato un paio di siti lungo la Cassia in direzione di Radicofani che ora vogliamo ritrovare per scattare le ultime istantanee sui campi di grano. Una delle postazioni che scegliamo guarda dritto un casale in lontananza, posto sulla sommità di una dolce collina, collegato alla Cassia da un lungo filare di cipressi. Tra noi e il casale, ettari di grano che col sole al tramonto sembra quasi maturo. L’altro punto lungo la Cassia che scegliamo è, un po’ più avanti, in prossimità di un casale in abbandono che di fronte ha, ormai allo stato di rudere, quella che sembra una piccola cappelletta di campagna, ormai priva di tetto e coi muri in parte crollati, nel bel mezzo di un campo incolto in cui i papaveri la fanno da padrone. Vale la pena di essere arrivati fin qui. Ma fa buio, e siamo attesi per cena.

val d'orcia

Un casale lontano in collina, immerso tra i campi di grano: un’immagine tipica della Val d’Orcia

“La cisterna nel borgo” è stata la nostra scelta tra la grande offerta proposta dalla Smartbox “soggiorno gustoso”. La scelta si è rivelata ottima, data la cena che ci viene proposta, e che si compone di un antipastino, due primi, due secondi, due contorni e due dolci. Usciamo dal ristorante che potremmo rotolare da quanto si è mangiato! Ma riusciamo comunque ad apprezzare la piazza con la cisterna, illuminata particolarmente bene. Quando arriviamo nel nostro appartamentino a Castiglione d’Orcia, ci tuffiamo nel letto e addormentarsi è un attimo.

Per proseguire la lettura cliccare qui

2 thoughts on “Tour fotografico della Val d’Orcia, tra campi di grano, vigneti, casali e cipressi – 1: Sabato

  1. Pingback: Tour fotografico della Val d’Orcia, tra campi di grano, vigneti, casali e cipressi – 2: domenica « Viaggimarilore

  2. Pingback: I colori del sole in Val d’Orcia « Viaggimarilore

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...