Cronaca di un week-end improvvisato ma riuscito… nel tufo! Sabato pomeriggio: la Tuscia e il Lago di Bolsena

La meta successiva è Villa Lante a Bagnaia, famosa per il suo superbo giardino all’Italiana nel quale i cardinali succedutisi alla proprietà della villa hanno messo in motto tutto un percorso allegorico affidando all’acqua il messaggio. Il percorso di visita in realtà è al contrario rispetto alla lettura simbolica del significato trasmesso dalle fontane monumentali che animano il giardino. Appena si entra nel giardino ci si trova davanti ad una grande vasca quadrata dominata nel centro da 4 figure maschili, il gruppo scultoreo dei Quattro Mori. È questo il punto di arrivo di un percorso che parte dal fondo del giardino, dove la ricostruzione di una grotta (cosa che andava molto di moda nei giardini cinque-seicenteschi in tutta Italia, da Nord a Sud) con fontana a cascata simboleggia il Diluvio Universale, da cui tutto ebbe inizio, e continua in tre fontane che simboleggiano i 4 elementi: l’aria; la terra e l’aria in una fontana monumentale in cui dominano le due statue colossali dei fiumi Arno e Tevere realizzate dal Giambologna; il fuoco. La vasca quadrangolare con i 4 mori rappresenta l’uomo che con la ragione riesce a dominare gli elementi e l’irrazionale, simboleggiati dalle altre fontane. Se nelle fontane infatti dominano i giochi d’acqua, simbolo di una natura irrequieta e incontrollabile, nella vasca quadrata l’acqua è domata, piatta, nessun gioco d’acqua, ad indicare la capacità dell’uomo di reggere il mondo. Concetto assolutamente umanista, figlio del suo tempo, concepito da un cardinale, Francesco Gambara, dall’infinita cultura e dalla voglia di lasciare la sua impronta in ogni dove nel giardino, con il rilievo di un gambero, simbolo della sua famiglia. Le fontane si trovano su più terrazze, tra aiuole e fiori, nello stile migliore del giardino all’Italiana. Scherzando, ma neanche più di tanto, con Lorenzo elenchiamo le caratteristiche dei Giardini all’Italiana, che ultimamente abbiamo visto in grande quantità (solo a Firenze, i giardini delle Ville di Castello e della Petraia): siepi a labirinto, terrazze, fontane, giochi d’acqua, aspetto scenografico dell’insieme e statue del Giambologna, che anche a Firenze ha molto successo ed è inconfondibile…

Villa Lante Bagnaia

Villa Lante, Bagnaia

Lasciamo Bagnaia e Villa Lante e ci dirigiamo ora verso il Lago di Bolsena, in particolare verso Montefiascone. Questo bel borgo sorge su un’altura poco distante dal Lago. Dalla sommità del paese, dove si trova, manco a dirlo, la Rocca dei Papi – ormai ridotta ad immenso e impressionante rudere – si gode di una splendida vista sul Lago. Prima di salire a Montefiascone, però, ci fermiamo alle pendici del borgo, presso la chiesa di San Flaviano, sicuramente unica nel suo genere, dato che è su due piani! Al piano più basso, dell’ingresso, è una normale antica chiesa a tre navate, con tre absidi sul fondo, le pareti affrescate e colonne con capitelli decorati con motivi assolutamente medievali, uno diverso dall’altro. Il piano superiore, cui si accede attraverso una scala a chiocciola, è una sorta di balconata che affaccia sul piano di sotto, cosicché la chiesa inferiore è illuminata dalle finestre che si trovano al livello della chiesa superiore. Bizzarra quanto bella esperienza architettonica, non c’è che dire!

san flaviano montefiascone

Dal piano superiore della chiesa di San Flaviano ci si affaccia sulla chiesa inferiore…

Montefiascone è nota per la produzione del vino Est Est Est, ma noi non siamo qui per ubriacarci di vino bianco, quanto piuttosto per esplorare il borgo e vedere il panorama migliore che si possa avere sul Lago di Bolsena. Saliamo su, sempre più su: non ci fermiamo neanche quando arriviamo alla Rocca dei Papi, perché saliamo in cima alla grande torre, ormai sventrata, per andare in alto, sempre più in alto!

rocca dei papi montefiascone

Ciò che resta della Rocca dei Papi, dall’alto della sua torre

Lasciamo Montefiascone e ci dirigiamo verso la città che muore: è Civita di Bagnoregio, un piccolissimo borgo costruito su un costone di tufo che, però, di anno in anno si sfalda e si consuma. Il destino del paese è segnato: prima o poi crollerà del tutto, e intanto è quasi completamente disabitato. Di tutte quelle che abbiamo visitato oggi, questa è la meta più gettonata dai turisti, che tornano a schiere dal borgo arroccato, passando su quel ponte, unico collegamento tra il borgo arroccato e Bagnoregio. Vedere la Civita, con il sole basso poi, è un’immagine suggestiva di quelle che rimangono ben impresse nella mente: il paese, di tufo, si staglia contro il blu del cielo; sullo sfondo i calanchi, formazioni rocciose particolarissime, la cui forma ondulata è dovuta all’erosione e al dilavamento. La passeggiata di avvicinamento lungo il ponte è dunque un’esperienza altamente suggestiva, e certo gioca un certo ruolo il fatto di stare osservando un paese che lentamente muore, dunque unico nel suo genere, per il suo tragico e ineluttabile destino. Ma tutta la poesia a mio parere finisce nel momento in cui, varcata la porta ad arco che dà accesso al borgo, ci si ritrova tra case in pietra decadenti ad arte accanto a edifici sempre in pietra perfettamente curati. Dà l’impressione di essere troppo finto, una trappola per turisti. Non rimane che tornare sui propri passi e godersi la vista del paese da fuori, anche dal belvedere, il punto panoramico più gettonato.

civita di bagnoregio

Civita di Bagnoregio vista dal belvedere

Lasciamo Civita di Bagnoregio al tramonto e scendiamo verso Bolsena, dove trascorreremo la notte. Mentre costeggiamo il lago il sole lentamente cala e scompare, lasciando un bel rosso di sera che rende il panorama particolarmente romantico. Arriviamo a Bolsena; il tempo di sistemarci in hotel e cala la notte. È così che fa la sua apparizione la luna più grossa che si sia mai vista, la superluna, com’è stata soprannominata dai media per fare notizia. L’ammirazione è d’obbligo, dopodiché andiamo verso il borgo di Bolsena (il nostro hotel è sul lungolago) a caccia di un luogo per mangiare. Troviamo la Trattoria Da Picchietto, dove ceniamo a base di pesce di lago nelle sue declinazioni nei primi e nei secondi. Ci leviamo decisamente una soddisfazione! E, stanchi e satolli, dopocena ce ne torniamo in hotel, e il mondo dei sogni ci avvolge in un attimo.

sunset lago di Bolsena

Il tramonto sul Lago di Bolsena

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