Come smart phone e social network stanno cambiando il mio modo di viaggiare

smartphone travel

É stato tutto un percorso graduale il mio: innanzitutto scrivo blog dal 2006, e per un tot di anni mi sono fatta bastare l’idea che i miei post potessero essere utili a chi casualmente capitava sulle mie pagine, vuoi grazie ad una certosina cernita delle voci di Google, vuoi per caso, vuoi per una studiata e in qualche caso (me ne compiaccio) accurata scelta delle parole chiave…
Poi é arrivato facebook, e ho scoperto che se pubblicavo i link ai miei articoli sulla mia pagina, un tot di miei amici magari li apriva e li leggeva, commentandoli anche. Qualcuno li condivideva addirittura, veicolando così il link verso altri lidi e altri soggetti. Facebook ha fatto sì che l’argomento “viaggi” sia un argomento di conversazione sempre presente quando mi capita di vedermi con qualche vecchio amico che non vedo da tanto tempo, e di solito la conversazione inizia con “Ho visto su Facebook che sei stata a… Com’é?” e continua con “E il prossimo viaggio, dove andate?“. Grazie a Facebook, insomma, si é consacrata, almeno nella mia cerchia di conoscenze, e tra queste, di quelle che scelgono di vedere i miei aggiornamenti di stato, l’immagine di me come blogger e di me e Lorenzo come grandi appassionati ed esperti viaggiatori. Mi piace!
Nel frattempo, e ammetto che non sono mai all’avanguardia tecnologica, né troppo aggiornata sul mondo web 2.0, nella mia vita é entrato il tablet. Scaricata subito l’app di wordpress, ho cominciato ad esplorare le potenzialità dello scrivere direttamente mentre sono in viaggio, il che mi consente maggiore immediatezza e tutta la freschezza del post scritto in tempo reale. Il fatto che il tablet possa anche scattare foto é un ulteriore arricchimento da non sottovalutare..e in effetti i post che ho scritto in Australia li ho realizzati sfruttando le poche connessioni wireless raccattate qua e là. Addirittura postare sul blog in quel periodo è stato il modo per comunicare col mondo più ancora che tramite facebook e la posta elettronica.
L’I-phone e Twitter sono arrivati quasi contemporaneamente. Ho visto subito in twitter la possibilità di crescere come contatti e come conoscenze, di uscire dal mio guscio di blog di viaggi autoreferenziato, di vedere più da vicino cosa succede nel mondo. E infatti tramite twitter ho saputo del Travel Blogger Elevator 2012 che si è svolto a Roma a febbraio, cui Viaggimarilore ha partecipato portandosia a casa un bagaglio arricchito dal confronto con le esperienze altrui.
Infine è arrivato instagram. La sua esistenza l’ho scoperta, inutile dirlo, con twitter, e l’ho subito trovato come un modo ulteriore per promuovere il blog, per condividere soprattutto le mie esperienze di viaggio.
Si é creata così una situazione che, se da un lato sviluppa fortemente le potenzialità offerte dalle moderne forme di comunicazione, dall’altra – mi rendo conto – forse sta snaturando, o magari semplicemente evolvendo, il mio modo di viaggiare. Ora, è successo ad esempio nell’ultimo week-end che abbiamo trascorso nel Viterbese: non ho postato sul blog in tempo reale, non ho voluto perché non sarei riuscita a realizzare un post ben congegnato. Ma mi sono scatenata su twitter, usando il tablet, da cui ormai non mi separo mai, e instagram, sfruttando sia tablet che I-phone. In sostanza ora scatto fotografie con la fotocamera, col tablet e con il telefono, roba da malattia mentale. O no?
Gli smart phone con gps integrato, e i tablet di conseguenza, ci hanno abituato anche a fare a meno della cartina: basta segnalare la tua posizione, indicare dove vuoi andare et voilà, il percorso diventa um tracciato scritto che non ci resta che seguire, con pessime conseguenze ogni tanto, come ad esempio ieri a Venezia, in un momento in cui il gps non mi trovava, io volevo andare disperatamente nella chiesa di Santo Stefano, della quale però non ricordavo la collocazione, ma sarebbe bastato alzare la testa e leggere sul muro di un edificio “Campo Santo Stefano” per sapere che il mio orientamento può tranquillamente sostituire in tanti casi la tecnologia.
Mi rendo conto che viviamo nella società della comunicazione e dell’informazione condivisa. I dispositivi che utilizziamo, la tecnologia che vi sta dietro, la stessa filosofia del web 2.0 che è il motore che guida social network e apps per la condivisione immediata di file e di status, sono tutti strumenti di aiuto e di miglioramento delle nostre capacità e potenzialità. A patto che non ci facciano diventare loro schiave. Personalmente non utilizzo tutti i social che il bravo blogger professionista utilizza per promuoversi o per lavoro. Ma francamente, se ci penso bene, ciò che mi spinge oggi, come mi spingeva allora, quando ho aperto il blog, prima che tutta la moderna tecnologia influenzasse il mio modo di viaggiare, è sempre lo stesso obiettivo: scrivere per aiutarmi a ricordare, innanzitutto, e per condividere con chi ha bisogno di informazioni. Il resto vien da sé. Continuerò a usare twitter e instagram, off course, non vedo perché no: i social non sono satana, é casomai l’uso che se ne fa, soprattutto se diventa il primo pensiero della giornata, che può essere satanico. Ma per fortuna ho accanto Lorenzo. Quando a suo parere starò esagerando, mi calmerò. La cosa che mi consola é che vedo blogger molto più attivi di me, il che vuol dire che non sono l’unica. Mi piace vedermi, allora, come una che esplora le varie potenzialità offerte dalla rete per non rimanere indietro nella grande corsa alla comunicazione globale.
Ah, e comunque sto scrivendo questo post dal mio tablet mentre sono in treno verso Roma, con l’app di wordpress, sfruttando la wifi del Frecciarossa. Appena postato, l’articolo sarà immediatamente condiviso su twitter e il mondo andrà avanti, come ha fatto fin qui.

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2 thoughts on “Come smart phone e social network stanno cambiando il mio modo di viaggiare

  1. O.O mi son persa sui termini…mari…io son più indietro…twitter??? ma che è?? si mangia??? manco ho skype….vecchio e caro msn…
    XD XD XD

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