Pasquetta nei dintorni di Firenze

Come avevo annunciato, io e Lorenzo abbiamo dedicato Pasquetta 2012 ad un’attività che ultimamente ci sta piuttosto a cuore: approfondire la conoscenza dei dintorni di Firenze. Il capoluogo toscano, cuore della cultura e dell’arte italiana, sorge in una conca al limitare dell’Appennino, le cui propaggini da queste parti, il Monte Morello, regalano un paesaggio dolce, vario, dove natura e cultura si fondono amabilmente, e da cui spesso con lo sguardo si può vagare su Firenze, a cercare la Cupola del Brunelleschi e la cupola, più piccola ma ugualmente riconoscibile, di San Lorenzo.

Negli scorsi giorni avevamo già fatto un giro di ricognizione alle pendici di Monte Morello, passando da Serpiolle, Cercina, oppure dall’altra parte, dal lato di Sesto Fiorentino, andando verso Santa Maria a Morello e salendo fino all’abbandonato Borgo di Morello.

Oggi abbiamo cominciato con un lauto pranzo al ristorante “I Ricchi” di Cercina: alla buona cucina abbina una vista da urlo sulle colline, vista che spazia fin quasi a Fiesole, e che incontra uliveti, prati, casolari, e ancora colline, a perdita d’occhio.

Andiamo poi a Cercina, della cui bella chiesina dedicata a Sant’Andrea ci siamo già innamorati nella nostra precedente escursione. Ne approfittiamo, oggi, per fare una breve passeggiata nei dintorni, per vedere da altri punti di vista la bella e antica chiesa, e ci inoltriamo lungo un sentiero sul quale incrociamo un piccolo gregge di pecore e capre e, più in là, una vera e propria fattoria, credo, con mucche, cavalli, galline… è bello poter vedere che esistono ancora, a pochi passi da casa, luoghi di questo tipo.

Cercina

Quando abbandoniamo Cercina, scendiamo lungo via delle Masse, la via che, inoltrandosi tra campi, oliveti, casolari che in questo periodo mostrano superbi pergolati viola di glicine, torna verso Firenze. E qui, è ormai pieno pomeriggio, dedichiamo le restanti ore di sole alla visita dei giardini delle ville medicee aperte in occasione di Pasquetta, di Castello e della Petraia.

Entrambe le ville, insieme a Villa Corsini, sorgono in una bella posizione, poco elevata rispetto alla città, distante quel tanto che basta per consentire alle nobili famiglie che di generazione in generazione si avvicendarono nella proprietà, a godersi l’ozio e il riposo lontano dal clamore del centro urbano. Veri paradisi in terra, palazzi d’arte all’interno e con splendidi giardini all’esterno, sono tutt’ora un tesoro nascosto e poco noto rispetto all’immenso patrimonio culturale di Firenze. A maggior ragione vale la pena di visitarle.

Villa della Petraia Firenze

Villa della Petraia, Firenze

La villa Reale di Castello è la sede dell’Accademia della Crusca. La costruzione della villa risale al ‘500, e fu da subito corredata di un ampio giardino a terrazze al cui centro campeggia una bella fontana decorata dalla scultura in bronzo di Niccolò Ammannati raffigurante Ercole e Anteo. Il giardino, che Vasari definì come il più ricco, il più magnifico e il più ornato giardino dell’opera, aveva anche un bellissimo ninfeo, la Grotta degli Animali, realizzata dal Giambologna e dalla sua scuola, con le pareti e il soffitto decorato a mosaico di conchiglie e con gruppi animali di ogni specie. Nel parco retrostante una fontana è decorata con una statua in bronzo realizzata da Bartolomeo Ammannati e raffigurante un vecchio rabbrividente, personificazione di Gennaio. Vedere il giardino in una giornata di sole come questa è uno spettacolo che fa bene agli occhi, anche perché sono molti i fiori che stanno sbocciando in questa stagione. La primavera è arrivata anche qui.

villa di castello firenze

Il giardino della Villa di Castello, Firenze

La villa della Petraia è poco distante. Esisteva già come edificio fortificato quando fu trasformata in villa di piacere a fine ‘500. Anch’essa ha un bel giardino a terrazze con fontana e splendida vista su Duomo di Firenze e Campanile di Giotto, ma più che per l’esterno, ricco di aiuole fiorite a tulipani, merita visitare la villa per vedere gli interni, le stanze affrescate e arredate, nelle quali ben si legge lo scorrere del tempo e il passaggio di proprietà dai Medici ai Lorena e poi, a fine ‘800, ai Savoia, Vittorio Emanuele II e consorte.

villa della petraia firenze

Villa della Petraia, Firenze

Si conclude qui, sulla terrazza della villa della Petraia, con la vista su Firenze, nella luce calda di questo tardo pomeriggio di primavera, la nostra Pasquetta 2012.

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