VACANZE DI PASQUA IN TOSCANA – 3: PASQUETTA AD ANGHIARI E IN VAL DI CHIANA

Anche oggi il tempo non è dei migliori, ma il nostro serratissimo programma prevede di spingerci ben lontano, e da tutt’altra parte della Toscana rispetto ai giorni precedenti: questa mattina si punta verso Anghiari, oltre Arezzo e quasi vicino all’Umbria. Il territorio è collinare, a tratti boscoso, addirittura si passa un valico, mentre il cielo sempre più plumbeo non promette niente di buono. Comunque in questa parte della Toscana scordatevi i vitigni estesi, le dolci colline e i casali stile pubblicità del Mulino Bianco. Qui l’ambiente è decisamente più montano, sarà anche per via del tempo atmosferico, comunque è qualcosa di diverso dall’idea che noi tutti abbiamo di Toscana.

Anghiari si trova nelle cosiddette “Terre di Piero”. Piero è Piero della Francesca, il pittore che proveniva da queste terre e che ha lasciato memoria di sé ad Arezzo, a Sansepolcro e in altri borghi medievali della zona. Anghiari è invece importante per la famosa battaglia di Anghiari, combattuta nel 1440 dai Milanesi contro una coalizione di Fiorentini che risultò vincitrice. Questa battaglia, a sua volta, deve la sua importanza alla rappresentazione che ne fece Leonardo da Vinci in Palazzo Vecchio, e che poi andò perduta. Ora, siccome tutto ciò che fece Leonardo è oro, anche un affresco perduto può dare notorietà e gloria ad un borgo che altrimenti sarebbe come tanti in Toscana e Umbria. Si arriva ad Anghiari dall’alto, e fa impressione vedere che il borgo si sviluppa lungo il fianco di una collina con una pendenza imbarazzante. L’accesso al borgo, ai suoi vicoli e ai suoi pertugi è da piazza Garibaldi, che a qualcuno sarà nota perché qui Leonardo Pieraccioni ha ambientato il mercato nel suo film “Una moglie bellissima”. Da qui si diparte un reticolo disordinato di vicoli in salita, in discesa, torti e ricoperti di muschio su cui si affacciano antiche case con le pareti a vista in pietra e mattoni, inframmezzate alle chiese. Già, questa è una particolarità di Anghiari: piccole chiesette si affacciano sulla pubblica via senza quasi segno di distinzione dalle altre case. Tutto è costruito in continuità. Si scorgono alcune chicche: il Museo della Misericordia, un piccolo museo gratuito che illustra la storia delle Opere di Misericordia di Anghiari attraverso documenti d’archivio, lettighe e quant’altro possa riportarci ai tempi in cui le ambulanze non esistevano. Quasi di fronte si trova la chiesina più strana che possa capitare di vedere: è la Badia-Abbazia di S. Bartolomeo, una chiesina antichissima, la prima chiesa cristiana di Anghiari, che ha una particolarissima pianta asimmetrica: entrando, l’altare non è immediatamente davanti a te, ma è posto di sbieco e le navate convergono l’una verso l’altra..semplicemente strana!

anghiari

uno scorcio del borgo di Anghiari

Dato che una discreta pioggia si stava abbattendo sulle nostre teste, abbiamo deciso che era giusto giusto ora di pranzo! A pochissimi km da Anghiari, tornando verso Arezzo, si trova l’Osteria della Pergola, anch’essa segnalata dal Mangiarozzo 2010: ottimo rapporto qualità-prezzo, credo che quell’anatra in porchetta rimarrà a lungo nella mia memoria!

Invece che proseguire per San Sepolcro, patria di Piero della Francesca, decidiamo di scendere verso Cortona. La strada, che supera un valico appenninico, attraversa boschi e tutto sembra fuorché una provinciale toscana, sbuca alle spalle di Castiglion Fiorentino. Risalta il Castiglion, appunto, la rocca fortificata da cui prende nome il borgo, e che domina il territorio circostante, la Val di Chiana, per km. Avvicinandoci a Cortona, la strada costeggia la zona del Sodo: qui si trovano due grandi tumuli etruschi, tombe principesche che si elevano come due grosse cupole coperte di alberi e di verde nella piana circostante. Chi ha l’occhio allenato le riconosce; per tutti gli altri c’è il Museo Archeologico in Cortona, città che tra l’altro ha la cinta di mura che risale proprio ad età etrusca.

E così, con un breve giro a Cortona vanno a chiudersi queste vacanze di Pasqua all’insegna della cultura e della gastronomia toscana.

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