Dubai. Diario di un week-end da Mille e una Notte 5/02/2012 parte II

Luxury Dubai

Finita la visita cerchiamo, e troviamo, la fermata del Big Bus Tour. Questo passa davanti alla spiaggia di Dubai, la famosa Jumeirah Beach; passa accanto al Burj-al Arab, l’hotel a forma di vela, uno tra gli hotel più famosi del mondo, non fosse altro che perché quando fu costruito entrò subito nel Guinness dei primati per essere l’hotel più alto del mondo con i suoi 322 m di altezza e per essere uno dei pochissimi hotel 7 stelle del pianeta; passa accanto al vicino hotel a forma di onda, il Jumeirah, famoso per aver ricostruito sui fondali della sua spiaggia privata una barriera corallina;  passa accanto al Madinat Jumeirah. Qui io e Lorenzo scendiamo.

Il Madinat Jumeirah è un centro commerciale, né più né meno, costruito però a imitazione di una cittadina araba, con tanto di edifici con torri del vento che ricordano quelle di Bastjakia e souq su cui si aprono negozi e botteghe più o meno tradizionali. Certo non è un mall come gli altri visti finora, ma è un posto decisamente originale, scarsamente frequentato, che dà l’idea del luogo di pace, aiutato in questo anche dal corso d’acqua (artificiale) che gli corre intorno e che trasforma l’esterno in un elegante giardino sul cui sfondo si staglia l’inconfondibile silhouette a vela del Burj Al Arab: sfondo perfetto per ogni foto ricordo che si rispetti.

Burj Al Arab

il Burj Al Arab visto da Madinat Jumeirah

Il Burj Al Arab da qui è vicino, per cui andiamo a piedi fin dove ci è concesso: l’accesso è consentito infatti solo agli ospiti dell’hotel, e casomai a chi prende il taxi apposta per arrivarvi sotto. È a 100 m da noi, questo capolavoro dell’architettura contemporanea, simbolo allo stesso tempo di lusso e di genio architettonico, invidiato e chiacchierato nel resto del mondo. È a vedere ostentazioni di questo tipo che ci chiediamo perché, da cosa derivi il bisogno di creare qualcosa di talmente esagerato da essere inarrivabile alla maggior parte dei comuni mortali, a cosa serva questa ostentazione di ricchezza, che è insieme di ego, questo bisogno di far parlare di sé. Perché ogni cosa qui a Dubai è stata e sarà costruita con il placet dell’emiro Sheikh Mohammed Bin Rashid Al Maktoum, uomo visionario, dall’ego smisurato (ma non è detto che debba essere necessariamente un difetto) che ha deciso di investire nella creazione di un mito, quello di Dubai, invece di mettere sotto il materasso i proventi derivanti dal petrolio. Un uomo dalle risorse illimitate, sia di denaro che di terre, che ha saputo sfruttare entrambe: questo è l’emiro di Dubai, e ciò che vediamo intorno a noi non è altro che l’ostentazione del risultato cui la combinazione di queste due risorse può portare, unitamente ad una mente aperta e ricettiva di tutto ciò che può essere sfida, eccesso, fantasia trasformabile in realtà.

Burj Al Arab Dubai

L'inconfondibile hotel a vela Burj Al Arab, simbolo della Luxury Dubai

Riprendiamo il Big Bus Tour e veniamo portati proprio in uno di questi luoghi dove eccesso e genio architettonico/ingegneristico si incontrano: Palm Jumeirah, il famoso arcipelago artificiale a forma di palma in cima al quale si trova l’Hotel Atlantis, un altro dei vanti dell’Emirato.

Atlantis Hotel Dubai

Attraversiamo in autobus tutto il tronco della palma. Prendiamo poi un sottopasso che ci porta accanto all’hotel Atlantis. Qui scendiamo, anche se in realtà non possiamo né entrare in hotel né andare al Parc Adventure all’interno del complesso. Ci accontentiamo così semplicemente di affacciarci sul Golfo Persico, braccio di mare così intessuto di storia – anche recente – da essere indotti a guardarlo con deferenza e rispetto.

Burj Al Arab

Burj Al Arab visto da Palm Jumeirah

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2 thoughts on “Dubai. Diario di un week-end da Mille e una Notte 5/02/2012 parte II

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