AUSTRALIA: IN LUNA DI MIELE DALL’ALTRA PARTE DEL MONDO – 22/10/11

Immersi nella barriera corallina

Il nostro programma di oggi prevede una gita lungo il limite della barriera, lungo quello che nel cartone animato “Alla ricerca di Nemo” viene chiamato “il salto nel blu”, in una barca che ha il fondo di vetro, in modo da poter vedere il fondale e tutto ciò che lo popola. Il tour, sempre guidato da una ragazza dello staff, dura un’ora, durante la quale vediamo una barriera corallina che prende vita sotto i nostri occhi, con branchi di pesci, coralli colorati, pesciolini variopinti che cercano cibo tra gli anemoni di mare… questa volta non siamo all’acquario, siamo noi piuttosto quelli intrappolati in uno spazio angusto, ma lo spettacolo ripaga dell’ambiente stretto. Vediamo sia le razze che le mante, che sembra volino in acqua (non per niente in inglese si chiamano Eagle Ray), le tartarughe, che sembrano sospese, e gli squali, sia quelli con la pinna bianca che i cosiddetti Lemonshark, accompagnati dal pesciolino che in cambio della protezione li pulisce delle impurità, classico caso di simbiosi come si studiava a scuola nelle ore di scienze. La varietà di pesci che popolano il reef è impressionante: a righe, bianchi e neri, blu con la coda gialla, gialli con la coda blu, grandi, piccoli, piccolissimi, da soli o in branco… è uno spettacolo degno di un documentario. E ci convinciamo sempre di più della necessità di fare snorkeling questo pomeriggio, quando l’alta marea lo consentirà.

heron island underwater

Lungo il "salto nel blu": underwater Heron Island

Andiamo a pranzo presto, e qui mangio la cosa più strana che mi sia capitata in questo viaggio: non è filetto di canguro, non è salsiccia di emù, non è curry di barramundi né spiedino di coccodrillo: è una lasagna di nachos. Sì, nachos con sugo di pomodoro e formaggio a profusione disposti a lasagna da ingentilire, dato il sapore effettivamente forte di questo piatto da gourmet, con panna acida. Da morire.

“Cos’hai fatto di bello oggi?” “Ho nuotato tra gli squali”

Il tempo non gioca molto a nostro favore. In attesa di un’ora decente per lo snorkeling andiamo a Shark Bay, dove ieri avevamo visto le tracce della tartaruga, e in effetti anche oggi una di esse è emersa, ha fatto due passi sulla spiaggia, poi è tornata in acqua. E una tartaruga si avvicina parecchio al bagnasciuga mentre siamo lì: la seguo per un po’, ma poi riprende il largo. Intorno, intanto, è tutto un gran movimento di razze, neanche a dirlo, più qualche squalo in lontananza. L’alta marea è prevista per le 5 PM. Le 4 PM sono quindi un orario ottimo per lo snorkeling. Andiamo ad affittare l’attrezzatura, maschera e boccaglio, pinne e muta, ci vestiamo e ci buttiamo nella nuova avventura.

heron island

L'alta marea è il momento ideale per fare snorkeling

Non ho mai fatto snorkeling e sostanzialmente sono tutt’altro che una gran nuotatrice: abituarmi a respirare con la bocca è il primo scoglio da superare. In più sono emozionata e agitata allo stesso tempo, e tutto ciò non fa bene alla respirazione! Finalmente partiamo, e Lorenzo avvista uno squalo in lontananza, mentre io mi ritrovo in mezzo ad un branco di pesci argentei di media dimensione. Ma fin qui il fondale è principalmente sabbioso. Decidiamo di allontanarci ancora da riva, di inoltrarci lungo la barriera e qui veniamo ricompensati dalla vista di un universo sommerso di vita, fatto di pesci variopinti, coralli, stelle marine, che nuotano tutti intorno a noi! È una meraviglia, un incanto assoluto!

Quando riemergiamo siamo entusiasti : i pesci che abbiamo visto oggi attraverso il vetro della barca ora li possiamo quasi toccare! Nuotiamo da queste parti, estasiati da ciò che ci circonda per circa mezz’ora, poi decidiamo di tornare indietro.

E succede l’irreparabile.

Mentre nuoto, Lorenzo alla mia destra, mi passa accanto uno squalo, non saprei dire se dalla pinna bianca o un Lemon Shark. Penso “Oh-Oh” e accelero per levarmi il più in fretta possibile da lì. “Fiuuu! È fatta”, penso, ma mi passa un altro lemon shark davanti a sbarrarmi la strada, al suo fianco il fido pesciolino. Mi blocco, cerco Lorenzo. È accanto a me, davanti a lui un altro Lemon Shark, mentre io mi giro e alla mia sinistra ora ne nuotano due. Oddìo, è un incubo! Emergo: sopra le nostre teste c’è la terrazza del bar, con la gente che si sta godendo lo spettacolo. Un obiettivo: nuotare il più in fretta possibile fuori di lì. Ma non è facile, con tutti gli squali che ci nuotano intorno. Finalmente riusciamo ad uscire dalla situazione, e concludiamo la nostra nuotata.

Troppe emozioni, direi che può bastare! Usciamo dall’acqua con l’adrenalina a mille: “Hai visto quanti erano? Ma che era, la vasca degli squali?” Siamo a metà tra lo spaventato e l’esaltato, euforici per quella che ci sembra un’avventura titanica. Sulla spiaggia un ragazzo con la maschera in mano è indeciso se andare in acqua. Fa vedere alla fidanzata uno squalo che passa di lì e non è molto convinto che entrare in mare sia la cosa giusta. Poi ci vede arrivare esaltati, con la muta e le pinne in mano. Ci chiede se ci sono sjarks, Lorenzo risponde, con poca sensibilità, che abbiamo appena nuotato in mezzo a 5 squali, sorridendo come un bambino. I due ragazzi se ne vanno. Nuotare in mezzo agli squali non fa evidentemente per loro!

fonte: @TheAzulOcean

Decido che d’ora in avanti lo Squalo Limone (traduzione di Lemon Shark, che trasforma un terribile squalo in un personaggio da cartoni animati) diventerà il mio animale preferito, il simbolo della nostra permanenza sull’isola. Nella nostra nuotata non avremo visto le tartarughe, ma l’esperienza è valsa ugualmente la pena!

Dopo questa esaltante esperienza ci vuole qualcosa di forte: un cocktail al bar, per esempio, e poi cena. A base di pesce, off course!

E domani l’ultima mattina qui. Peccato, ci stavamo davvero divertendo!

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6 thoughts on “AUSTRALIA: IN LUNA DI MIELE DALL’ALTRA PARTE DEL MONDO – 22/10/11

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