AUSTRALIA: IN LUNA DI MIELE DALL’ALTRA PARTE DEL MONDO – 11/10/11

Come in un documentario…

Oggi tour dell’isola, a caccia dei suoi meravigliosi abitanti e paesaggi. La nostra guida, Mark di Manchester, ci intrattiene raccontando gustosi aneddoti sul modo di parlare australiano, dicendo che gli australiani tagliano le parole: per esempio per dire “Have a good day” dicono “G’day”, e che per dire biscotto (biscuit) dicono biky e per dire breakfast dicono breaky; parlano, continua, come se avessero paura che una mosca entri loro in bocca (espressione che capiremo a partire da domani, nel deserto…). Gli Australiani, però, hanno anche un proverbio che ben si adatta ad una coppia in luna di miele: happy wife, happy life! E con questa grande verità possiamo partire per il nostro tour. Nel frattempo si uniscono a noi altre 3 coppie di sposini italiani, più una coppia di attempati neozelandesi ora residenti in Australia, entusiasti di tutto ciò che li circonda. La prima tappa del tour, che è partito da Penneshaw, è nell’interno, una distilleria di eucalipto. L’eucalipto, che da noi è usato per i fumenti, produce ad un particolare enzima che essi producono, ma opportunamente distillato, è ottimo per oli essenziali e prodotti di bellezza. Come in ogni tour turistico che si rispetti, invece di visitare la distilleria, visitiamo il negozietto che vende i prodotti derivati dall’eucalipto e un altro prodotto particolare del territorio: il miele prodotto dalle api liguri di Kangaroo Island. Api Liguri? E che ci fanno qui? Semplice: ce le hanno portate! Nel 1872 un allevatore di api austriaco ebbe l’intuizione di portare api per il miele sull’isola, che era priva di api indigene. Da lì è cominciata la produzione e il miele delle api liguri è a tutti gli effetti il prodotto tipico di Kangaroo Island! Da non credere!

eucalipto Kangaroo Island

Uno degli eucalipti a Kangaroo Island

Si unisce a noi un’altra guida, Marina, e insieme scendiamo a Sud dall’isola, nella Seal Bay. Qui la spiaggia è abitata da una colonna piuttosto numerosa di leoni marini. Stare lì sulla spiaggia, a così poca distanza, è meraviglioso: l’odore di salmastro e pesce copre ogni cosa, davanti a noi ci sono mamme col cucciolino, maschi pesantissimi che fanno 4 “passi” e poi si stonfano nella sabbia, femmine che riemergono dalle acque dell’oceano e arrivano a riva, maschi che fanno finta di lottare tra di loro e femmine che rotolano via per non farsi travolgere dalla lotta… un vasto campionario di situazioni tipo di una giornata tipo da leoni marini… di fatto sembra di stare in un documentario del National Geographic… è bellissimo! Staremmo ore in contemplazione, e in effetti ci stiamo una buona mezz’ora, ma è tempo di ripartire, destinazione l’interno dell’isola, in un punto non ben precisato sulla mappa, in una bella foresta di eucalipti. Qui viene allestito un bel pranzo con tanto di vino australiano sia rosso che bianco (e noi proviamo tutto!) e di dessert, il tutto allietato dalla bellissima presenza di un uccellino azzurro, il cui nome australiano è fairy-wren.

leoni marini kangaroo island

la colonia di leoni marini a Seal Bay, Kangaroo Island

Ci spostiamo poco lontano dopo pranzo, per cercare koala. Non ne troviamo molti: un paio di mamme con koalino aggrappato che ci fanno tanta tenerezza. E la guida, Marina, con nostra grande meraviglia, prende in mano degli escrementi di koala, simili a capsule, e ce li fa annusare: incredibile! La cacca di koala è balsamica, profuma di eucalipto! Marina ci spiega che i cuccioli di koala al momento dello svezzamento, prima di iniziare a mangiare le foglie di eucalipto, mangiano gli escrementi della madre, perché è all’interno di essi che trovano per la prima volta l’enzima che annulla la tossicità delle foglie. A due passi da noi, intanto, una goanna prende il sole, incurante di questi 10 esseri umani che le scattano foto. È un grosso lucertolone, assolutamente innocuo per l’uomo, ma chissà come, la notte poi me lo sogno…

kangaroo island koala

Un Koala e il suo cucciolino a Kangaroo Island

E proseguiamo. Dopo una breve sosta toilette andiamo verso la costa nord, nel Lathami Conservation Park. Qui, in mezzo al bush, vivono wallabies e canguri in completa libertà. Non è facile vedere i canguri. Più facile vedere i wallabies, alcuni dei quali sembra amino mettersi in posa per le foto. I canguri invece, più sfuggenti, se ne stanno nel fitto della boscaglia, indisturbati. D’altronde è giorno, e sia wallabies che canguri sono animali notturni. Ora pertanto si riposano, e ciascuno lo fa a modo suo: il canguro è semisdraiato, poggiato su un fianco, il wallaby è seduto sulla propria coda. È un riposo con un occhio solo, pronti a scappare al minimo segnale di pericolo.

wallaby kangaroo island

Un wallaby nel bush

Il tuffo nella natura che quest’escursione ci ha regalato termina qui. Io e Lorenzo veniamo accompagnati al mitico aeroporto di King’s Cote che, scopriamo, non ha neanche il controllo al metal detector. Sempre più divertiti dalle meraviglie che il microaeroporto ci riserva, facciamo rotta per Adelaide.

Un italiano in Australia

Nella capitale del South Australia decidiamo di prendere un taxi per arrivare in hotel, un Mercuri Hotel molto più accogliente di quello di Melbourne. Qui finalmente ci dicono che per noi novelli sposi è riservata una bottiglia di vino: negli altri hotel in cui ciò era previsto si sono guardati bene dal farlo. A maggior ragione apprezziamo il pensiero, e ci prepariamo per cena. Stasera incontriamo un nostro amico italiano, che da un anno e mezzo vive ad Adelaide per lavoro. Uscire insieme è per lui occasione per parlare finalmente in italiano dopo tanto tempo, e per noi di apprendere qualcosa di più sull’Australia e i suoi abitanti. L’Australia è un paese che funziona, ci dice, si lavora, si guadagna bene, e i prezzi sono in relazione agli stipendi (e infatti abbiamo notato che i prezzi qui sono piuttosto alti e non solo per le cose da turisti); è una società ormai multiculturale e multietnica, un crogiolo di popoli che se sulle prime crea qualche perplessità (noi italiani non ci siamo ancora abituati), in realtà è una fonte grandissima di ricchezza culturale. Per il resto invece, si lamenta, manca la cultura nel senso italiano del termine, manca nella gente comune una certa propensione alla profondità di pensiero, cosa che fa allibire chi ha vissuto per 30 anni in Italia ed è intriso fin nel midollo di millenni di cultura e civiltà. Così pare che gli australiani tendano a non porsi domande esistenziali, vivono invece tranquillamente la loro vita e ciò appare destabilizzante per chi ha un altro modo di porsi nei confronti del mondo. Cosa gli manca dell’Italia dunque? La cultura. Ma si trova bene in Australia? Oh sì! Al punto che non sa se rientrerà in Italia. Di sicuro per ora resta qui dov’è. Ci porta a mangiare vegetariano in un ristorante tailandese (anche il cibo, il mangiar sano, a pensarci bene, è un’altra cosa dell’Italia che gli manca), ci porta fino nel centro della città (dove non c’è granché di rilevante, solo una fontana al centro della piazza e la Townhall in stile neoclassico il cui interno, ci dice, è molto molto bello). Concludiamo la serata beveno un’ottima birra Pale Ale Little Creatures, in un bel locale, il Casablabla, dove fanno ballo latinoamericano, l’arredamento è indiano-orientaleggiante, con buddha e elefanti vari, e dove i tavolini imitano i tipici grandi vassoi marocchini. Torniamo in hotel arricchiti dalla chiacchierata. E si conclude l’unica serata nella capitale del South Australia. Domani ci aspetta il Red Center.

4 thoughts on “AUSTRALIA: IN LUNA DI MIELE DALL’ALTRA PARTE DEL MONDO – 11/10/11

  1. Pingback: E se al mio té all’eucalipto australiano… aggiungo il miele delle Api Liguri di Kangaroo Island? « Il mio te Blog

  2. Pingback: L’isola dei Canguri « Viaggimarilore

  3. Mi interessa comprare il miele australiano fatto dalle api italiane liguri !
    Come devo fare ?
    C è pure quello delle api bolognesi ?
    Mia sorella mi ha portato sto miele favoloso e me ne sono innamorato .
    Come devo fare x comprarlo ?
    Grazie

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