Giordania, terra d’incontro di popoli e culture

La storia della Giordania si incrocia con la storia di molti popoli dell’antichità, ed è stato teatro e sfondo di numerosi più o meno noti eventi legati alla storia dell’umanità e della cultura occidentale.

Monte Nebo

IlIl Monte Nebo, da cui Mosé vide la Terra Promessa

Innanzitutto è legata alle Storie della Bibbia, sia del Vecchio che del Nuovo Testamento. Il Monte Nebo, per esempio, è la cima da cui Mosé vide, senza potervi mai mettere piede, la Terra Promessa, e il luogo dove morì e dove si trova la sua tomba o, meglio, il suo cenotafio. Sul Monte Nebo, con l’avvento della Cristianità, e in particolare della Chiesa Bizantina, si installò un monastero, che ha lasciato traccia negli splendidi mosaici pavimentali che si possono ammirare ancora oggi. I Francescani poi si insediarono qui e sono qui ancora oggi. Alcuni di essi, come il compianto Padre Michele Piccirillo, sono figure di frati archeologi che hanno contribuito, attraverso lo studio dei mosaici di Monte Nebo e non solo, allo studio del passato più antico della Giordania. Nel Nord della Giordania si trova la città di Gadara, Umm-Qais, dove tradizione vuole che Gesù abbia guarito gli indemoniati. Bisogna effettivamente pensare che i confini politici attuali sono diversi da quelli di 2000 anni fa (all’epoca non c’erano i posti di blocco alla frontiera) e Gesù, come qualunque abitante della terra di Israele, poteva varcare come e quanto più gli piaceva il fiume Giordano e il Mar Morto, che oggi segnano il confine.

mar morto

Tramonto sul Mar Morto

A Mukawir, Macheronte, invece, si trovano i resti del Palazzo di Erode Antipa: solo poche suggestive rovine, sulla cima di questo monte, sono ciò che resta del luogo in cui si consumò il capriccio più nefasto della storia, ovvero la decapitazione di Giovanni Battista per assecondare un desiderio di Salomé.

Macheronte, Palazzo di Erode

Ciò che rimane del Palazzo di Erode, dove si svolse la danza di Salomè e la decollazione del Battista. Queste pietre trasudano di storia!

Gerusalemme, l’ombelico del mondo per ben tre religioni, il “Regno dei Cieli” per i crociati che nel Medioevo si misero in testa di fare di Gerusalemme la capitale della Cristianità, è poco lontana da qui. Poche centinaia di km in linea d’aria. E il territorio giordano è cosparso di castelli crociati, il più importante dei quali, Kerak, è stato teatro di notevoli episodi della crociata che vide protagonisti il Saladino, il re Baldovino, Guido di Lusignano e Baliano di Ibelin (tutti voi avete visto il film “Le crociate” di Ridley Scott? Bene, sapete di chi sto parlando). Altri castelli crociati sono rimasti in Giordania, a testimonianza di quel periodo storico; tra questi è Showbak, scavato archeologicamente da una missione italiana dell’Università di Firenze (e i cui risultati sono confluiti in una Mostra, “Da Petra a Showbak, archeologia di una frontiera” nel 2009 a Firenze): un sito importante, posto su un punto di passaggio nevralgico durante le crociate, ma esistente fin dall’età romana.

I Romani effettivamente hanno lasciato in Giordania un’impronta importante. Si guardi una città come Gerasa ad esempio: in età imperiale, in particolare sotto l’imperatore Adriano e i suoi successori, la città si dota si dota di un centro monumentale che ancora oggi è impressionante, segno della ricchezza di queste terre e della loro importanza strategica in questi luoghi di confine.

Gerasa - Jerash

La città romana di Gerasa

E poi… come dimenticare Petra? Capitale del Regno dei Nabatei, un popolo la cui storia si mescola alla leggenda e del quale si conosce veramente poco, è a tutti gli effetti una delle meraviglie del mondo, sia antico che moderno. Petra, dove i Nabatei hanno lasciato le loro tombe scavate nella roccia, le cui facciate caratteristiche sono un’impressionante e quasi inspiegabile opera di architettura, era un punto di passaggio lungo la Via della Seta che dal Mediterraneo andava in Arabia e da qui verso l’India e l’Oriente. Qui arrivarono naturalmente anche i Romani, che lasciarono la loro inconfondibile impronta. Ma quando, dopo qualche secolo, Petra cadde nell’oblìo, divenne luogo di rifugio e di vita per le popolazioni beduine, eredi degli antichi splendori di questa regione, che ancora oggi vivono nelle lande desertiche della Giordania, nel Wadi Rhum, nelle loro tende nere.

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