NEW YORK dietro i grattacieli!

Dopo una settimana passata a NYC scrivere un pezzo sulle solite cose sembrerebbe banale e scontato e non renderebbe giustizia ad un viaggio cercando di assaporare, per quanto possibile, qualcosa di più dei soliti “Skyscrapers”, Statua della libertà e gli immensi Musei. Cercherò di non stare troppo sui soliti resoconti e mi focalizzerò maggiormente su ciò che mi ha colpito di più.

In generale, dal mio punto di vista, osservare NYC è stato come stare davanti ad un grande schermo  e vivere un grande déjà vu, come se tutto quello che vedessi, l’avessi visto mille volte alla televisione o al cinema.  A partire dalle strade, alla gente , ai poliziotti, alle abitudini dei “newyorkesi” , al senso di appartenenza alla loro patria di una grande intensità.

Se volessimo definire NY la potremmo definire una Grande Mela con centinaia di spicchi ognuno con un gusto diverso, perché questa megalopoli racchiude una moltitudine di diversità ed identità.

Cercando di essere sintetici e mettere insieme gli highlights  di questa città mi voglio focalizzare su solo 3 cose che, a mio parere valgono la pena di essere menzionate e restano scolpite nella mia mente:

1-      La concezione di semaforo per i Newyorkesi.  Da sempre sappiamo che gli abitanti di NY sono dei frettolosi di natura, che sui marciapiedi delle Avenue corrono a dritto e guai a chi li ferma. Con un passo da marcia, le cuffie dell’ipod agli orecchi tengono un passo veramente sostenuto, facendo slalom tra chi “si permette” di fermarsi e andare più lento. Unico inconveniente il semaforo!….Niente affatto, il semaforo è solo una scocciatura nella corsa lungo la 5° o Madison, si passa lo stesso!! I poveri automobilisti (tassisti per la maggior parte) sono costretti ad accelerare agli incroci per far desistere i frenetici pedoni, ma non con grandi risultati. Il “rosso” per un Newyorkese è come un semaforo per qualcuno che sta facendo jogging o che va su una bici da corsa…se può passa lo stesso, altrimenti rompe il ritmo. Vedere la gente costretta a fermarsi al semaforo o attraversare ugualmente con il rosso e le macchine che passano, i poliziotti accanto è stato abbastanza particolare. Una luce rossa non può rallentare la frenesia di NYC.

incrocio new york

2-      Broadway e il Musical. A chiunque vada a NYC è caldamente consigliato di andare a vedere un Musical di Broadway. Ammetto che ero un po’ restio ad andare, non ho mai avuto una gran passione, ma tutti lo consigliavano, guide e persone, per cui abbiamo deciso di provare quest’esperienza…non poco costosa. Ne vale senz’altro la pena! A parte il teatro (almeno quello dove siamo stati noi) splendido da vedere, con una struttura affascinante, il musical è avvolgente, con la sua coreografia e la scenografia. I cambi di scena e di abiti sono eseguiti con attrezzature e tempi a cui in Italia non siamo per niente abituati! Veramente indimenticabile.

locandina musical mary poppins

3-      La Domenica a Messa ad Harlem. Purtroppo non siamo riusciti a partecipare ad una messa  Gospel ad Harlem, complice l’aereo troppo presto che non ci ha permesso di poter assistere ad una delle messe delle 11 di Domenica. Abbiamo provato ad andare all’Abyssinian Baptist Church che tiene una messa anche alle 9, ma a questa partecipa quasi tutta la comunità della chiesa per cui i posti disponibili per i turisti curiosi sono davvero pochi. Quando siamo arrivati la coda era troppo lunga da permetterci di occupare quei pochi posti. Ciò che abbiamo potuto vedere però è stato come gli abitanti di Harlem vanno a messa la Domenica: vestiti come se andassero a Teatro o ad un matrimonio, elegantissimi, gli uomini in completo, le donne eleganti con colori sgargianti, capelli agghindati da gran festa e i bambini altrettanto bene vestiti.  E’ stato davvero interessante vedere la cura con cui vanno a Messa, questo è significativo dell’importanza che danno a tale evento settimanale.

Queste sono solo tre fotografie soggettive di una New York che ha mille facce e mille fascini. Ciò che rende NY quello che è sono convinto che non sia solo a 300 metri di altezza, ma laggiù in fondo, nelle mille stradine tenute in ombra dai giganti di cristallo.

Lorenzo

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