ANDAR PER CASTELLI…IN VAL D’AOSTA – 2

Di fronte a Issogne si innalza, sulla cima di una collina a controllo della valle, il castello-fortezza di Verrès, un cubo col tetto a 4 spioventi, circondato da mura, che nulla ha di elegante nelle forme: di una praticità spartana, la sua architettura è unica nel panorama pur ampio delle fortificazioni valdostane. Eretto a fine XIV secolo da Ibleto di Challant, esso è il simbolo della potenza militare raggiunta dall’illustre dinastia durante il Medioevo.

Percorrendo a ritroso il corso della Dora Baltea si incontra ora il castello di Montjovet: posto su un’altura, è difficile non vederlo, così come non doveva essere difficile, da qui, controllare la valle per chilometri e chilometri. Ormai è ridotto a rudere, dato che fu abbandonato nel 1661, ma la sua storia, molto antica, risale fino all’XI-XII secolo, quando fu costruito. Appartenne dapprima agli Challant, poi ai Savoia. Forme semplici ed efficaci: una torre centrale, alcuni edifici minori e la poderosa cinta di mura che segue tortuosamente il profilo della cresta montuosa su cui sorge.

Di fronte a Chatillon e a Saint-Vincent, sorge, su una montagnetta isolata, l’elegante castello di Ussel anch’esso appartenuto, niente meno, agli Challant che lo fecero costruire nel 1350. È un solido rettangolare la cui sommità è animata da torrette angolari, posto a sormontare uno strapiombo pazzesco. Mentre si conservano bene i muri perimetrali, che conferiscono tutta la monumentalità che da sempre questo castello ha, l’interno è completamente diroccato.

Poco oltre, a Saint-Denis, sorge il castello di Cly, costruito a controllo della Valtournenche e dei territori di Verrayes e di Chambave, oggi importantissimo distretto vinicolo della Val d’Aosta, eretto a questo scopo nel 1280 dall’ennesimo Challant, Bonifacio, nella forma di un mastio quadrato circondato da mura merlate.

Fenìs è però il castello “più castello”di questo tratto di vallata, ed è il più importante. Costruito da Aimone di Challant nel 1340, esso non sorge in una posizione particolarmente strategica. Per questo è protetto da una doppia cinta di mura merlata e animata da feritoie e caditoie. Persino il corpo interno del castello è studiato per offrire riparo in caso di assalto: passaggi “segreti” e botole varie permettevano di mettersi in salvo in caso di attacco. Nonostante tutte le accortezze del caso, pare che il castello non sia mai stato assalito. La scelta della posizione, quasi da casa di campagna, fa pensare a scopi abitativi per qualche rampollo Challant.

Fenìs

Il castello di Fenìs

L’interno del castello offre un’altra particolarità: il camino più grande che occhio umano abbia mai visto! Occupa la superficie di quella che potrebbe essere una camera di modeste dimensioni, ma ha le pareti nere di fuliggine, inclinate e altissime, che vanno a restringersi in alto. Il grande fuoco che ardeva qui permetteva così di riscaldare anche il piano superiore, il piano nobile. Alcune sale, come la cappella, sono affrescate, così come il cortile centrale, nel quale campeggia un San Giorgio che affronta il drago. Nella cappella scene di santi, di religiosi e un crocifisso di legno, originale del Quattrocento; nel cortile una teoria di sapienti che esprime alcune massime di saggezza.

Dall’altra parte della valle, nel borgo di Nus, ci si imbatte nel cosiddetto “Castello di Pilato”, un edificio quattrocentesco ormai sventrato, in pietra a vista. All’interno è allestita una mostra a pannelli sul territorio di Nus e dintorni, un bel modo per far conoscere le proprie tradizioni ai turisti. Il nome “Castello di Pilato” deriva da una leggenda secondo la quale l’ex-procuratore romano avrebbe soggiornato in questa casa-forte in mezzo al borgo di Nus nel suo viaggio verso Vienne (Francia) dopo l’esilio inflittogli dall’imperatore Caligola. Questo presuppone che lì esisteva una casa o un edificio da chissà quanto tempo…

L’ultimo castello, prima di giungere ad Aosta, è il bel castello dei Signori di Quart, un agglomerato di più corpi di fabbrica dislocati all’interno di un recinto fortificato che segue l’andamento naturale di una impervia balza rocciosa. Bello a vedersi da valle, è posto in collina in posizione insieme di controllo e di difesa, come molti dei castelli valdostani.

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