Una giornata a Siracusa

Il bello di Siracusa è che sorge su un’isola, Ortigia. Ed è una scoperta continua. Scoperta di una città antica, antichissima, dal passato incredibilmente potente, quando ancora Roma non esisteva ed erano i Greci che facevano il bello e il cattivo tempo nel Mediterraneo. Anzi, i Greci d’Occidente, per essere precisi. Siracusa era una città potentissima, la più potente della Sicilia all’epoca in cui erano tiranni Dionigi e Ierone. La grande area archeologica della città antica, Nèa Polis (in greco “città greca”) mostra ancora la sua potenza, dopo ben 2500 anni! Grandissimo, il teatro greco che risplende, bianco per il candore della pietra, sotto la luce sfolgorante del sole a mezzogiorno.  Qui si trova anche il cosiddetto “Orecchio di Dionisio”, che oggi si trova in uno splendido giardino mediterraneo, mentre un tempo era il terrore dei nemici dei Siracusani, perché è una delle Latomie, le grotte nelle quali erano rinchiusi i prigionieri. Il nome di “Orecchio” è dovuto alla sua forma, che ricorda quella di un orecchio, e al fatto che all’interno c’è un’acustica spettacolare: provate a cantare al suo interno, e mi crederete!

Come in tutti i blog per viaggiatori che si rispettino, vi consiglio, per esperienza personale, per esserci stata ormai parecchi anni fa nel corso del mio viaggio in Sicilia, di visitare, certamente, la città antica con i suoi splendori archeologici, ma di non snobbare anche la città moderna, su Ortigia. Potrete decidere di fare tutto in giornata, come abbiamo fatto noi all’epoca. Potrete anche, così,  scegliere un bel posticino dove pranzare (abbiamo un nome, la Spaghetteria O Scogghiu, con pesce freschissimo e personale assolutamente fuori le righe, per un pasto da ricordare per tutta la vita!). In centro non potete non visitare il Duomo, che ingloba un tempio greco dedicato ad Athena. Come in molti altri casi in Italia (ad esempio il Pantheon a Roma) e altrove (il Partenone ad Atene fu trasformato in chiesa cristiana), spesso un tempio pagano è giunto fino a noi perché fu trasformato in chiesa cristiana. Quello di Siracusa è un esempio eloquente, all’interno potrete vedere le colonne e i capitelli dell’antico tempio. Se invece volete vedere i resti di un tempio greco ancora in piedi, c’è l’area del Tempio di Apollo.

Siracusa è una città ricchissima di storia, ma la sua visita sarebbe incompleta, se non si inserisse nel percorso la fonte Arethusa. Sorgente di acqua dolce, ebbe nell’antichità un ruolo determinante per l’insediamento del primo nucleo di abitanti. L’esistenza della fonte è legata ad una leggenda. Arethusa, ninfa di Diana perseguitata dall’amore del cacciatore Alfeo, chiese aiuto alla dea che la fece fuggire lungo una via sotterranea. Raggiunta così l’isola di Ortigia, la ninfa si trasformò in fonte. L’importanza di questo mito si riflette nella storia della città antica, dato che il volto di Arethusa compare su tantissime emissioni di monete della città di Siracusa. Oggi la fonte è un’immagine bucolica ed esotica, ricca di piante di papiro che vivacizzano la superficie dell’acqua.

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