Una valigia di libri, per prepararsi all’Australia

Ottobre 2011 sarà un momento storico per Viaggimarilore: io e Lorenzo andremo in viaggio di nozze in Australia! Convinti che il viaggio di nozze debba essere un’esperienza unica e irripetibile della vita, la scelta della destinazione non poteva essere diversa: un continente agli antipodi tuttora esplorare, un viaggio che è il sogno di una vita; ecco perché l’Australia!

Un viaggio non si organizza da sé, ha bisogno di una certa dose di documentazione pregressa, come spiegavo in un post sull’importanza del documentarsi. Del resto anche il filosofo/teorico del viaggio Michel Onfray nella sua Filosofia del Viaggio sostiene che dopo la scelta della meta, per accrescere il nostro desiderio di partire e scoprire nuovi mondi, bisogna partire dalla biblioteca, dai libri, da chi ha già disegnato, riprodotto, descritto, narrato ed evocato i luoghi che ci interessano, per stimolarci la voglia, la curiosità, l’aspettativa e la fantasia. Si parte dall’Atlante, si passa alla guida, poi al racconto di viaggio e infine tutti però concorrono in egual misura a sollecitare il nostro spirito e la nostra immaginazione.

In questi mesi ci siamo molto documentati sull’Australia, privilegiando soprattutto le guide, per meglio scegliere l’itinerario, ma non disdegnando fonti “altre”. In questo senso internet è senza dubbio efficace e fondamentale, in quanto le sue innumerevoli pagine web traboccano di racconti di viaggio e di forum di viaggiatori. Ma se volessimo  riempire un’ipotetica valigia di libri – a stampa, voluminosi, da sfogliare – sulla scia di quello che facevano i viaggiatori di un tempo che, nei looro racconti di viaggio raccontavano di quanto le loro letture li influenzassero (mi viene in mente l’evocativo Voyage au Congo di André Gide e più recentemente lo sfortunato Alex Supertramp/Chris McCandless che nelle sue peregrinazioni nelle Terre Estreme d’Alaska leggeva e annotava gli scritti di Thoreau), anche io e Lorenzo abbiamo il nostro bel pacco di volumi che potenzialmente potremmo consultare durante il viaggio. Nella nostra valigia virtuale (ma qualcuno di essi finirà anche nella valigia reale!) non potranno mancare, innanzitutto, le guide: una guida Lonely Planet e una guida Rough, per avere un’informazione completa, e una guida Mondadori che è sempre piacevole da sfogliare. Ad essi si aggiunge la Guida Polaris, discorsiva, a racconto, da leggere per l’ultima volta ancora in aereo, una descrizione, più che una guida tout-court come siamo  abituati oggi. A me personalmente sono utili altre due guide, che non riguardano direttamente l’Australia, ma che si riveleranno sicuramente utili ai fini della buona riuscita del viaggio: la Guida Completa alla Fotografia di Paesaggio della National Geographic e English in viaggio, una guida fatta apposta per gli Italiani in viaggio all’estero. Tra l’altro pare che la pronuncia in Australia sia drammaticamente incomprensibile, per cui ben venga un aiutino dall’esterno.

Cambiando genere non puo’ mancare  il re dei racconti di viaggio: Bill Bryson, In un paese bruciato dal sole: divertente e accattivante, una grave mancanza non leggerlo prima di affrontare questo viaggio della vita. E un altro grande, anzi il più grande, autore di letteratura di viaggio, Bruce Chatwin, introduce con “Le vie dei canti” alla cultura aborigena, nomade e ricca di miti per ogni pietra, ogni polla d’acqua, ogni ansa di fiume, ogni animale e ogni anfratto della roccia, che fu cantato da un qualche ancestrale animale totemico e fu così creato nelle forme attuale. Trovo affascinante tutto ciò, la ricchezza della cultura aborigena e la tristezza a pensare che tanto purtroppo si è perso di questo inestimabile sapere!

E conoscere l’Australia vuol dire anche approfondire gli aspetti della storia più recente degli aborigeni. È importante, per non dimenticare quell’oscuro periodo della storia australiana noto come “la generazione perduta”, il racconto autobiografico  “La mia Australia” di Sally Morgan, una discendente di aborigeni che racconta per l’appunto di quel periodo in cui i bambini figli di aborigeni e di bianchi e aborigene venivano strappati ai loro genitori per essere educati nelle missioni, in realtà per ghettizzarli e privarli della loro identità di popolo e di etnia, storia portata a conoscenza planetaria dal film Australia con Nicole Kidman. Lo stato australiano solo nel 1996 ha chiesto ufficialmente scusa alla comunità aborigena e solo nel 2008 ha reso veramente ufficiale, pubblica e significativa questa richiesta di scuse.

Questa valigia di libri si potrebbe riempire con altri titoli, altri saggi, altri racconti di viaggio, altre guide… penso però che questi pochi libri che ho elencato siano i migliori e i più adatti allo scopo. Se conoscete altri testi, comunque, non esitate a segnalarli: lo spazio in valigia per un buon libro non manca mai…

valigia di libri

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