PASSEGGIATA AL LAGO BLU. NATURA E SPLENDORE IN VAL D’AOSTA

In fondo è l’aspettativa di tutti coloro che intraprendono una passeggiata in montagna: la fatica dev’essere ripagata dalla bellezza del percorso, innanzitutto, e della meta, naturalmente. Quando si va a passeggiare in montagna, raramente si rimane indifferenti alla vista spettacolare di boschi, dirupi, panorami dove le cime dei monti si alternano con i loro picchi aguzzi. Lo spettacolo è assicurato, le viste mozzafiato non mancano mai.

Vi voglio raccontare nello specifico la passeggiata che abbiamo fatto quest’estate in Val d’Aosta: chissà che non ispiri qualcuno di voi per il futuro? Ne ho già parlato qui, nel diario, ma vale la pena di approfondire l’argomento.

Innanzitutto il punto di partenza: il piccolo paesino di Saint-Jacques, 1689 m, inizio di numerosi,numerosissimi percorsi naturalistici. Questo piccolo borgo di montagna è l’ultimo baluardo raggiungibile in auto della Val d’Ayas. Lo si può raggiungere da Verrès oppure scollinando da Saint-Vincent, passando per Brusson e Champoluc.

La meta: il Lago Blu, un laghetto di montagna non particolarmente grande, ma splendido per il suo colore intenso, blu appunto, nel quale si riflettono le pareti rocciose delle cime circostanti e i pochi abeti che ancora spravvivono a quell’altitudine, 2215 m.

Si lascia la macchina nel parcheggio di Saint-Jacques, sul quale si affaccia la piccola chiesina davanti al cui ingresso sta un pavimentino in nuclei di pietra ollare, una pietra scavata per ottenere pentole da cucina, i resti della cui lavorazione, veri e propri coni di pietra con la base tonda, vengono utilizzati come materiale da costruzione a scopo ornamentale. Da qui inizia il percorso a piedi: si prosegue lungo la strada asfaltata ch costeggia un torrentello impetuoso per circa 200 m, poi, in frazione Blanchard si attraversa mediante un ponte i torrente, che in questo punto crea qualche piccola cascatella, e si inizia la salita su una larga mulattiera realizzata in pietre verdi levigate. La mulattiera entra nel bosco, che dopo poco si apre in una radura dove sorgono le case di Fière. Ormai divenuto un sentierino in salita, il percorso entra nel bosco vero e proprio. La salita non è particolarmente faticosa e, fatta al mattino permette di godere dello spettacolo della rugiada che ammanta le foglie del sottobosco. Il sentiero nel bosco di apre nella prateria del Plan di Verraz inferiore, dove vi darà il benvenuto una mandria di mucche al pascolo che, magari si abbevera al torrente nel punto in cui esso si butta nel bosco. I campanacci al collo delle mucche insieme ai loro muggiti ne preannuncia la presenza già a qualche centinaio di metri di distanza. Ciononostante la visione della prateria che si apre davanti ai nostri piedi in quest’immagine bucolica in cui le mucche la fanno da padrone è decisamente suggestiva, soprattutto per chi non c’è abituato. La prateria, piuttosto ampia, è chiusa su tutti i lati dalle alte montagne. Il terreno, completamente piatto qui, ex ghiacciaio che ormai si è ritirato per sempre lasciando come ricordo solo il fiumiciattolo, è interrotto da un’enorme piramide di roccia, staccatasi chissà quando (ma non credo tantissimo tempo fa) dalla montagna vicina e venuto a depositarsi in mezzo al prato. Risalendo da qui la strada sterrata, si costeggia sulla sinistra la montagna che chiude da questo lato il Plan di Verraz inferiore, mentre sulla nostra destra rimane il fiumiciattolo e il ricovero per le mucche. Quando la strada comincia nuovamente a salire, termina la prateria e ricomincia il bosco, ci si inerpica per un sentiero, sempre sulla sinistra, che costeggia dall’alto il fiumiciattolo, in questo tratto appena un torrentello. Qui la salita è più faticosa della precedente. E’ più ripida, mentre il bosco da folto, rigoglioso e vivace, grazie alla presenza di fiori coloratissimi e di margherite all’inizio, diviene via via più rado, fino a che rimangono solo abeti e qualche arbusto del sottobosco. La salita termina in corrispondenza di un piccolo ponticello oltre il quale si apre la vista sul Lago Blu. Si trova ai piedi del grande ghiacciaio di Verraz, questo lago del color del topazio, vero gioiello per l’escursionista che ha compiuto il pecorso carico di aspettative. Il colore dell’acqua è così intenso per via dei minerali in esso contenuti. La spiegazione scientifica comunque non mina la poesia di questo luogo e la suggestione che provoca in chi lo vede per la prima volta.

val d'aosta

Il Lago Blu, meta del nostro percorso

La salita dura un’ora e mezzo, il percorso è ben segnalato da frecce gialle e numeri 7 dipinti su rocce lungo la via oppure da cartelli direzionali agli incroci.

Il livello di difficoltà è E – escursionistico, il dislivello in totale è di 526 m e il periodo ideale è da giugno a ottobre. Decisamente da non perdere.

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