III Giorno: In missione al Lago Blu

26/07/09

Il sole non ci tradisce, oggi, e così ci agghindiamo opportunamente per andare a camminare: scarponi da trekking, abbigliamento a cipolla, zaino con riserva d’acqua e immancabile macchina fotografica.

Il nostro punto di partenza è Saint-Jacques, ultimo baluardo della Valle d’Ayas, il nostro obiettivo il Lago Blu.

Per raggiungere Saint-Jacques prendiamo una via che supera i monti da Saint-Vincent, scollina nella valle d’Ayas dove per prima si incontra Brusson, poi Champoluc e infine, appunto, Saint-Jacques. Casette caratteristiche di montagna e una chiesina con l’ingresso lastricato con i caratteristici cunei in pietra ollare infissi nel terreno, ci danno il benvenuto. E noi iniziamo la scalata.

Da Saint-Jacques hanno origine parecchi sentieri. Noi imbocchiamo quello indicato col numero 7. La passeggiata dovrebbe durare 2 ore e mezzo, e noi partiamo baldanzosi, attraversando dapprima un ruscello che crea continue cascatelle, poi inoltrandoci nel bosco. Il sentiero è piuttosto in salita, o forse lo avverto così io, che non sono una camminatrice esperta. Dopo il primo tratto nel bosco, nel quale è possibile vedere le piante ancora bagnate dalle gocce della rugiada del mattino, si sbuca in una radura, detta Case di Fiere, dopodiché inizia il tratto di bosco vero e proprio decisamente più lungo, tortuoso e ripido. Questo bosco, che costeggia comunque sempre il ruscello che avevamo attraversato a valle, si apre in una prateria, Pian di Verraz basso, nel quale veniamo accolti dalla superba immagine bucolica di una mandria di mucche al pascolo che scendono a bere al fiume. Intanto uno dei cani da pastore sta richiamando un vitellino che si stava incautamente allontanando dal gruppo.

val d'aosta

Rimango rapita davanti a quest’immagine, ma dobbiamo proseguire. La prateria è piuttosto grande, divisa a metà dal passaggio del fiume, chiusa su tutti i lati dai monti. Quelli di fronte a noi, da dove scende il fiumiciattolo, sono la nostra meta. Attraversando la prateria ci imbattiamo in una cosa stranissima: un vero e proprio pezzo di roccia a sé stante nella radura pianeggiante forma una piramide curiosissima. Probabilmente è un pezzettone di roccia staccatosi chissà quando dalla montagna e venuto a poggiarsi nella prateria pianeggiante creando questo curioso paesaggio. Al termine della radura ricomincia il sentiero in salita nel bosco, costeggiando il fiume, ora più un torrentello che altro. Il sentiero qui è piuttosto ripido, il bosco si sta rarefacendo, mentre sopravvivono gli arbusti e alcuni fiori, tra cui persino le margherite! I colori dei fiori sono incredibili: viola, rossi, gialli intensi che contrastano col colore bruno e verde cui pensiamo solitamente quando guardiamo alle montagne. La ripida salita termina davanti alla nostra meta, il Lago Blu. E’ un laghetto non particolarmente grande, ma la cui vista ripaga della fatica della salita. Una montagna grigia di roccia nuda dalle pareti scoscesissime si riflette in questo bacino lacustre incredibilmente blu, per via dei minerali presenti nelle rocce di queste montagne. La conca in cui il laghetto si trova è circondata da rari abeti, i più intrepidi a sfidare l’altitudine e il gelo invernale. Qui siamo a quota 2000…. e già ora, piena estate, tira un’arietta  molto fresca, anzi quasi fredda. Da quassù il panorama è splendido, così come il laghetto. Quando arriviamo non c’è ancora nessuno, ma poco dopo le prime comitive si fanno vedere, e si fermano per il pic-nic, mentre molti altri, la maggior parte, proseguono il cammino e vanno oltre. Noi no, decidiamo di tornare indietro. Il nostro obiettivo, il lago blu, è raggiunto, possiamo dire di aver fatto una camminata, e che camminata, in montagna.

val d'aosta

Il Lago Blu, Val d'Aosta

La discesa è ovviamente più breve dell’andata, e per un tratto, oltre la prateria, siamo accompagnati dal cane da pastore che prima aiutava il vitellino: chissà che non tema che ci perdiamo anche noi!

Tornati a Saint-Jacques, riprendiamo la via per tornare verso Aosta. Passiamo nuovamente da Champoluc, da Brusson, dove ci fermiamo a prendere un pezzo di schiacciata valdostana, poi scendiamo a Verrès in modo da avere sotto di noi il castello. Fa uno strano effetto vedere da sopra un castello che domina la valle.

Andiamo ora ad Aosta, dove dobbiamo ultimare la visita dei resti romani pubblici. Nella piazza della Cattedrale si trova infatti il criptoportico, una curiosissima opera di architettura romana che ha, o meglio aveva, la doppia funzione di sostruzione delle strutture soprastanti sulla piazza del Foro, e di luogo di passeggio per i Romani di Augusta Praetoria. Il criptoportico è infatti un portico sotterraneo. Ha andamento a ferro di cavallo, realizzato in murature possenti e altrettanto possenti arcate. Camminarvi all’interno è decisamente suggestivo, ed è interessante per chi ama l’archeologia poter vedere fino a che punto si sono spinte le soluzioni architettoniche dei Romani nel campo dell’edilizia pubblica.

Ora abbandoniamo Aosta perché ci manca ancora uno step per avere completa la panoramica sui castelli valdostani. Ci spingiamo perciò lungo la Dora Baltea a Ovest di Aosta, continuando a risalirne il corso.

Incontriamo i castelli di Sarre, Aymaville, che vediamo da lontano, i due bellissimi castelli di Saint-Pierre, l’uno, in altura, vero castello delle fiabe, l’altro, il castello di Sarriod-de-la-Tour, tra i campi, decisamente poetico per via del frutteto che lo circonda.

val d'aosta

Il castello di Sarriod-de-la-Tour, Val d'Aosta

Proseguiamo lungo la via che porta fino a Courmayeur, sullo sfondo un Monte Bianco che non vuole mostrarsi, coperto dalle nuvole che in serata sono tornate. Incontriamo Villeneuve, poi Arvier, Avise e infine La Salle e Morgex. Proprio qui individuiamo un interessante caseificio che potrebbe essere saccheggiato domani da due ingordi turisti a caccia di fontina…

A cena ci fermiamo in un ristorantino a Saint-Pierre, per la nostra ultima serata in terra valdostana. E qui, tra carbonada di cervo, crema di Cogne e una bottiglia di Torrette, assaporiamo la nostra ultima cena in Val d’Aosta.

 

ecco le altre tappe del nostro viaggio in Val d’Aosta:

I giorno: a zonzo per castelli

II giorno: Gressoney e dintorni

IV giorno: passi di montagna, passi di frontiera, passi di storia

4 thoughts on “III Giorno: In missione al Lago Blu

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