Val d’Aosta II giorno: Gressoney e dintorni

25/08/09

Questa mattina saremmo dovuti andare a fare una bella camminata, come da programma, ma una pioggia fitta seppur non forte ci ha obbligato a cambiare i nostri piani. Sperando quindi che domani il tempo sia più clemente, oggi intanto decidiamo di fare un bel giro nella valle di Gressoney.

Arriviamo a Pont-Saint-Martin. Da qui la strada sale lungo questa stretta valle. Dapprima incontriamo un paesino, Fontainemore, del quale ci colpisce il bel ponte medievale a schiena d’asino che collega il paese alla chiesa. Da qui parte un sentiero/pellegrinaggio fino al santuario di Oropa, con un rituale sempre uguale tutti gli anni che affonda le sue radici fino a qualche secolo fa. Di fatto a Fontainemore, sarà lo scorcio del ponte, il tempo sembra essersi fermato davvero a qualche secolo fa.

Proseguendo nell’interno della valle, e a salire di altitudine, si incontra dapprima Gressoney Saint Jean. E’ un ridente paesino, non particolarmente grande, anzi, ma pensato a misura di turista, soprattutto invernale. Oggi, fine agosto, c’è poca gente, probabilmente quelli che, rimasti bloccati dalla pioggia come noi, non possono andare a fare camminate. Poco distante da qui c’è Castel Savoia, che invece proprio per via del brutto tempo oggi vede un’affluenza elevatissima. Castel Savoia, il più recente dei castelli valdostani, fu costruito all’inizio del Novecento per la Regina Margherita; si trova in una bella posizione, lungo il pendio della montagna, circondata da un bosco di abeti. L’ambiente circostante, unito all’architettura del castello, fanno di esso un castello delle favole. Ahimè però, in questo momento è in restauro, per cui non possiamo ammirare lo splendore delle torrette circolari che terminano a cono, e che costituiscono l’animazione dell’esterno del castello. Non lo visitiamo all’interno, causa troppa affluenza di pubblico, ma ci divertiamo a esplorare il piccolo ma ricchissimo orto botanico delle Alpi, in cui spiccano tra gli altri, cardi, genzianelle e soprattutto loro, un tappeto di stelle alpine, ormai quasi introvabili spontaneamente, ma tutelate e protette quasi quanto il Panda dal WWF.

stelle alpine

Lasciato Castel Savoia, continuiamo la nostra gita fino a Gessoney-La-Trinité. Qui, a 2000 m, il fresco intenso comincia a farsi sentire. Attraversiamo un paesino addormentato nell’attesa dell’inverno che, in una giornata grigia come questa, non sembra poi così lontano.

Ripercorriamo la valle in discesa dopo pranzo: da un lato e dall’altro dalle montagne scoscese scendono cascatelle e torrenti che tagliano come tante ferite   il fianco verde di abeti e grigio di roccia. In qualche caso il ghiaccio mai del tutto sciolto crea una sorta di galleria sotto cui scorre l’acqua impetuosa appena sgorgata dalla sorgente.

Nel tratto tra le due Gressoney il paesaggio è proprio quello di montagna classico; man mano che si scende invece ritornano le colline via via più dolci fino a Pont-Saint-Martin, dove ricominciano i vigneti. Qui prendiamo la SS26 con direzione Bard. La strada in un breve tratto, a Donnaz, è parallela alla via romana che passava di qui verso Aosta e che in questo frangente è scavata nella roccia.  Si vede chiaramente un arco scavato nella roccia sotto cui passa la strada e, poco oltre, un cippo con l’indicazione della distanza da Roma, secondo il costume tipicamente romano.

Arriviamo al parcheggio di Bard. Decidiamo di salire alla fortezza non tramite ascensori, ma per altra via, più “stimolante”: passiamo per un sentiero nel bosco che rimane dietro la fortificazione e che ci dona, per un attimo, l’ebbrezza e la sensazione di essere gli assalitori del castello, che riescono a sfuggire al controllo delle sentinelle…vabbè, dai, un po’ i fantasia ogni tanto non guasta! L’ultimo tratto del sentiero si apre su una parete scoscesa di roccia su cui, un bel po’ prima dell’arrivo dei Romani, gli uomini che vivevano qui hanno inciso dei simboli magico/religiosi, come coppelle, navi cerimoniali e altre figure. Siamo in un  Archeopark. E’ chiuso, ma non è controllato da alcuno, per cui è facile dargli un’occhiata, seppur sommaria.

Dall’archeopark si giunge in un attimo al borgo medievale di Bard, da cui comincia la lunga salita lungo le mura fino in cima, al castello vero e proprio. L’interno è occupato dalle 25 sale del Museo delle Alpi. Scordatevi di vedere il castello arredato secondo i gusti napoleonici: ammesso che ci fosse conservato qualcosa dell’epoca in cui qui i Piemontesi affrontarono l’Imperatore, è stato tutto sostituito dal percorso espositivo, tematico, che vuole mostrare ad ampio raggio  le Alpi da tutti i punti i vista: ambiente, geomorfologia, formazione, clima, flora e fauna; l’impatto dell’uomo, quindi lo sfruttamento delle risorse, minerarie e agricole, l’adattabilità dell’uomo al clima e al territorio, usi e costumi, architetture,folklore, sport, la sfida con la montagna, ovvero il tentativo di raggiungere tutte le vette, se pur a prezzo di grandi fatiche e perdite. Museo che sfrutta molto l’audiovisivo e il multimediale, risulta lunghissimo da visitare e un po’ dispersivo. E soprattutto costoso: 8 € mi pare un prezzo eccessivo soprattutto se paragonato a musei più importanti, in Italia e all’estero. Ma si sa, la tecnologia  costa e va tenuta in costante manutenzione.

Terminata la visita, ridiscendiamo le mura, riattraversiamo il borgo e il boschetto e torniamo alla base, al nostro agriturismo La Vrille. Il tempo, un po’ bislacco, forse fa ben sperare per domani. Da qui facciamo una breve incursione nel vicino paese di Nus, dove visitiamo quel poco che resta del “Castello di Pilato”, un enorme stanzone rettangolare in muratura a vista, all’interno del quale è allestita una mostra a pannelli sulle bellezze artistiche, naturalistiche, astronomiche, sportive e scientifiche dei dintorni, compreso l’osservatorio astronomico.

E’ ora di cena. Questa sera stiamo in agriturismo. Cucina ottima, annaffiata da una bottiglia di gamay, vino rosso prodotto con le uve coltivate proprio nell’agriturismo! Dal produttore al consumatore senza passare per altri intermediari, non è male!

E dopo cena andiamo nella nostra cameretta, a sperare in un bel sole per domani.

 

ecco le altre tappe del nostro itinerario in Val d’Aosta:

I giorno: a zonzo per castelli

III Giorno: In missione al Lago Blu

IV giorno: passi di montagna, passi di frontiera, passi di storia

Annunci

6 thoughts on “Val d’Aosta II giorno: Gressoney e dintorni

  1. Pingback: SOTTO IL CIELO DELLA VAL D’AOSTA. DIARIO DI UN BREVE SOGGIORNO AL FRESCO « Viaggimarilore

  2. Pingback: I giorno: a zonzo per castelli « Viaggimarilore

  3. Pingback: III Giorno: In missione al Lago Blu « Viaggimarilore

  4. Pingback: IV giorno: passi di montagna, passi di frontiera, passi di storia « Viaggimarilore

  5. Pingback: SOTTO IL CIELO DELLA VAL D’AOSTA. DIARIO DI UN BREVE SOGGIORNO AL FRESCO | Maraina in viaggio

  6. Pingback: Val d’Aosta III Giorno: In missione al Lago Blu | Maraina in viaggio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...