PUGLIA MORDI E FUGGI! 1 – l’andata

Questo è il diario breve ma intenso di un week-end altrettanto breve, altrettanto intenso in Puglia. Siamo stati ad Alberobello, allo zoosafari di Fasano e a Castel del Monte (Andria). È stato solo un breve assaggio, ma quel poco che abbiamo visto ci è piaciuto molto e ci ha fatto venire voglia di indagare più a fondo questa regione nel prossimo futuro.

07/08/09 – L’andata

Partiamo alle 9 del mattino in macchina da Firenze. Arriviamo alle 17 circa ad Alberobello dopo aver attraversato l’Italia: A1 fino a Caserta Nord, poi Napoli-Pescara fino a Canosa, da qui fino a Bari e poi provinciale per Alberobello. È incredibile come ogni regione che attraversiamo nel tragitto abbia un paesaggio tutto suo che la contraddistingue…quello della Puglia ci accoglie con l’incanto di campi coltivati che si susseguono, di uliveti e di strane costruzioni in pietra a secco, ricoveri per gli attrezzi, forse, che man mano che ci avviciniamo alla nostra meta, tendono ad assomigliare sempre di più a trulli…

trullo

Ad Alberobello abbiamo prenotato al Trullincanto, un albergo diffuso le cui camere altro non sono che trulli appositamente arredati. Noi siamo ai margini della zona monumentale. Il nostro trullo è arredato con gusto, ed è concepito come una stanza da residence, completo di cucina e di box doccia confortevole.

Il tempo di sistemare le nostre cose e di rinfrescarci un attimo e iniziamo la nostra esplorazione.

Alberobello è Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Entriamo nella zona monumentale dei trulli, in cui si assiepano tutte le casette tipiche, bianche col tetto conico in pietra: alcuni sono trulli originali, altri sono ricostruiti in stile, molti ospitano negozietti di souvenir e ristoranti, molti sono aperti al pubblico, perché si possa vedere la falsa cupola caratteristica, la tholos, che contraddistingue l’architettura del trullo. In mezzo ad essi si aprono i trulli che più hanno mantenuto le caratteristiche originarie, come il Trullo Siamese ad esempio, sul quale campeggia il logo dell’Unesco. Arrivati in fondo a questo pittoresco quartierino, molto gradevole a vedersi e a percorrersi, attraversiamo il vialone ed arriviamo poi nella piazza principale del paese, una bella piazza sulla quale si affacciano eleganti palazzi e su cui si affaccia il dehors del “Miseria e nobiltà”, il bar-pub-ristorante che ci ospiterà più volte durante il nostro breve soggiorno. Percorriamo la via principale fino alla basilica dei SS. Cosma e Damiano, le cui torri campanarie si stagliano contro il blu del cielo. Nel quartierino retrostante si erge il Trullo Sovrano, il trullo più grande che si sia conservato. Anch’esso è visitabile, ma col biglietto d’ingresso: è monumento UNESCO. I trulli della zona, così come quelli dell’altra zona monumentale di Alberobello, non sono dedicati ai turisti, non sono cioè zeppi di negozietti, ma sono la zona residenziale, abitata dagli abitanti di Alberobello che stanno seduti davanti alla porta di casa a prendere il fresco e a chiacchierare con gli amici, incuranti dei turisti che li fotografano come se facessero parte della scenografia.

alberobello

Ritornando verso la piazza passiamo davanti alla Casa d’Amore, il primo, cioè più antico, non-trullo di Alberobello: già, perché i trulli di Alberobello non sono nati da uno sghiribizzo architettonico degli abitanti, ma hanno motivazioni storiche abbastanza particolari sulle quali non mi sto a dilungare ora, ma alle quali dedicherò un post nell’immediato futuro. Per ora basti sapere che gli abitanti contadini di Alberobello furono costretti dal nobile che amministrava la zona a costruire case in muratura a secco che fossero facilmente distruttibili perché non vi fosse traccia del centro abitato. Dai primi trulli interamente in muratura a secco si passò a case in cui iniziò ad essere utilizzata la malta e infine si arrivò alla prima casa che abbandonava l’architettura del trullo: la Casa d’Amore, appunto, che oggi ospita l’Ufficio del Turismo di Alberobello.

alberobello

Sono le 19, ora dell’aperitivo. Così, dopo lo spiacevole inconveniente della rottura di una scarpa, che mi costringe mio malgrado a comprare un paio di zeppe non propriamente comode per scarpinare, andiamo al “Miseria e nobiltà” a prendere un cocktail affacciati sulla piazza.

È ora di cena. Il primo ristorante in cui ci imbattiamo è quello buono: prezzi medi, antipasto attraente. Il “Casa Nova” è la nostra scelta. Qui inizia una cena epocale! L’antipasto da solo ci riempie non poco, è degno di un pranzo di nozze! Serata divertentissima, durante la quale abbiamo l’occasione di provare molti dei piatti tipici di questa regione: burrata, salsiccette al vino bianco, puré di fave e cicoria, salumi tipici, involtini di trippa, polpettine varie, moscardini… a seguire una bella porzione di orecchiette alle cime di rapa, il tutto innaffiato da un ottimo Primitivo di Gioia del Colle. E mettiamo così una bandierina di approvazione anche sulla cucina pugliese!

Infine, stanchi per il viaggio e con la pancia piena, ci tuffiamo nel letto del nostro trullo.

Per proseguire la lettura clicca qui e qui

Annunci

2 thoughts on “PUGLIA MORDI E FUGGI! 1 – l’andata

  1. Pingback: PUGLIA MORDI E FUGGI! 2 – Operazione Zoosafari « Viaggimarilore

  2. Pingback: PUGLIA MORDI E FUGGI! 3 – Il ritorno « Viaggimarilore

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...