PETRA: UN “TESORO” NEL TESORO

Il “tesoro” di Petra, il Khazneh, è la magnifica tomba scavata nella roccia che accoglie i visitatori che dal buio e stretto Siq sfociano nello spiazzo da cui iniziano gli itinerari nella città antica più magica del mondo. Il “Tesoro” è una tomba, tanto splendidamente elaborata e decorata fuori, quanto vuota e spoglia all’interno: una sala quadrata con due nicchie aperte nella roccia. Solo i colori della pietra, simili a sete orientali, ne animano la superficie spoglia. La facciata esterna, invece, è un trionfo del barocco dei Nabatei, gli antichi fondatori e abitanti di questa capitale del deserto giordano. Nell’alternarsi di nicchie, colonne e bassorilievi della facciata non si può fare a meno di pensare allo splendore che il Tesoro doveva avere inizialmente, probabilmente ricoperto di stucchi che lo rendevano ancora più esagerato e scenografico. Chi arriva dal Siq e se lo trova davanti agli occhi illuminato dal sole rimane quasi accecato, un po’ per il contrasto con il buio dello stretto e tortuoso ex-torrente scavato nella roccia (il Siq, appunto), un po’ per la bellezza di questa che è sicuramente da inserire tra  le meraviglie riconosciute dal mondo moderno. Un’emozione che “intender non può chi non la prova”, nonostante chiunque tra noi conosca questo monumento, abbia visto Indiana Jones e L’Ultima Crociata e sia rimasto affascinato e incuriosito dal luogo.

Ma il “Tesoro” non è altro che una piccola parte del più immenso Tesoro che è tutta l’antica Petra! Città dei vivi e città dei morti, da un lato le tombe nabatee, poi il teatro romano, poi la città dei vivi, con i grandi templi ancora oggi oggetto di scavi e la via colonnata, mentre sullo sfondo si stagliano altre tombe, tra cui quella che verrà trasformata in chiesa bizantina, la tomba dell’Urna. Dietro i monti, poi, ben nascosto oltre un sentiero battuto soprattutto da ragazzetti beduini a dorso d’asino che ben poco si preoccupano della salute dei turisti che salgono, si apre il “Monastero”, Ad-Dayr, che supera in magnificenza lo stesso “Tesoro”.
Il bello di Petra è che fu abbandonata nel VI-VII secolo d.C. e non fu mai più abitata stabilmente né ricostruita. Divenne territorio dei Beduini, che tenevano ben nascosto il luogo agli Occidentali finché un bel giorno lo svizzero Johann Ludwig Burckhardt nel 1812 non riuscì a farsi passare per un beduino e a carpire il loro segreto. Narra Burckhardt che a stento riuscì a trattenere l’eccitazione e la meraviglia alla vista di Tesoro e dintorni, per la paura di essere scoperto e smascherato. Quando tornò in Europa, poi, non perse tempo, e Petra fu rivelata al mondo intero.

petra

Questa l'immagine che si presentò a Burckhardt nel 1812. Oggi l'incanto è sempre uguale

Petra è rimasta congelata, se così si può dire, per 1500 anni. La città nabatea e poi romana è rimasta immutata, nessuna Petra moderna si è sostituita a quella antica. Ciò che vediamo oggi sono quindi le rovine di una città che 600 anni d.C. smise di vivere. E questo rende ancora più forte la sensazione di essere in un posto magico, in un tesoro che si svela, passo dopo passo.

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2 thoughts on “PETRA: UN “TESORO” NEL TESORO

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