Un giorno nella PALERMO arabo-normanna

Palermo è una città con una storia millenaria. Una città che è stata crocevia di popoli e di culture fin dai suoi albori, e comincia a godere di un certo splendore in epoca bizantina prima, poi araba e quindi normanna. Città che definirei di confine tra l’Europa e l’esotismo dell’Oriente, ha una sua identità precisa che non la avvicina a nessun’altra città del Mediterraneo.

Passare un giorno a Palermo vuol dire immergersi totalmente in questa sua millenaria atmosfera esotica, che si respira non solo negli edifici civili e/o privati, ma anche negli edifici religiosi. Prendete la cattedrale, per esempio: splendido, immenso edificio di impianto normanno su cui si fondono armonicamente altri stili architettonici, tra cui l’arabo, fino alla cupola neoclassica. L’esterno della cattedrale, così riccamente adornato dalle sue mille finestre, absidi, merlature, contrasta nettamente con il bianco rigore dell’interno. Lo spiazzo antistante, sistemato a giardino, enfatizza ancora di più la monumentalità di tutto l’edificio.

cattedrale palermo

Se proseguiamo lungo la via giungiamo al Palazzo dei Normanni, di cui non si può apprezzare appieno l’importanza se non si visita la Cappella Palatina. Esso era la residenza dei sovrani normanni in età medievale, mentre la Cappella Palatina era la chiesa ad esso annessa, tra le più preziose di Palermo, perché adornata da splendidi mosaici su fondo oro, tra cui quello dell’abside con il Cristo Pantocratore. Pensare che un tale splendore sia stato realizzato a partire dal 1132 lascia semplicemente di sasso!

Ma se la cappella Palatina vi stupisce per i suoi ori, la chiesa di San Giovanni degli Eremiti vi lascerà basiti per le sue forme: una chiesa cristiana, spoglia al suo interno, adornata da 5 cupole rosse in stile decisamente arabeggiante e immersa in un lussureggiante giardino. Qui i clacson del traffico cittadino sono solo un ricordo: la quiete che si respira qui è un dolce ricordo da tenere a mente nella vita frenetica di tutti i giorni.

san giovanni degli eremiti

Allontanandosi dal centro di Palermo si apre quel giardino dell’Eden che è La Zisa: sullo sfondo di un giardino molto ampio si innalza il palazzo, voluto nel 1151 dal re Guglielmo I. El Aziz, nome arabo da cui deriva Zisa, significa La Splendida, e così doveva essere ai tempi in cui fu concepita: la residenza del sovrano, oasi di pace e voluttà immersa in un lussureggiante giardino di aranci e limoni. La struttura, vista dall’esterno, sembra un cubo. Un cubo che al suo interno nasconde meraviglie, a partire dalla sala della Fontana a pianterreno: qui si possono vedere riuniti insieme gli stili normanno, arabo e bizantino: mosaici raffiguranti pavoni, il soffitto affrescato, l’architettura stessa del palazzo sono una commistione di stili, significativa della cultura che si respirava all’epoca in Sicilia: una cultura all’insegna dell’apertura verso il Mediterraneo, dove l’arabo e il cristiano riconoscono le reciproche eccellenze e convivono. Come sempre accade, nelle terre di frontiera.

palermo La Zisa
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One thought on “Un giorno nella PALERMO arabo-normanna

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