Deserto, beduini e dromedari…

1-03-08

Oggi avventura nel deserto! Faremo una splendida escursione in jeep nel deserto del Wadi Rum, nel Sud della Giordania. Noi più giovani del gruppo saliamo sulla stessa macchina e qui inizia il divertimento! Partono tutte le 5 jeep in fila, ma il nostro accompagnatore, un giovane ed elegante beduino, ad un certo punto abbandona la strada e il gruppo, e sterza entrando nel deserto in direzione della ferrovia. Ha visto un dromedario fermo sui binari, che non si preoccupa minimamente del treno che sta arrivando. Il beduino scende dalla jeep e costringe, lanciandogli una serie di sassi l’infastidito e riluttante animale ad allontanarsi. Appena in tempo! Il treno passa e il macchinista ringrazia per il salvataggio. Il beduino è diventato il nostro eroe! Arriviamo alla montagna del Jabel Hamud molto dopo le altre jeep, ma con una storia da raccontare!

avventura deserto giordano

un beduino allontana un dromedario fermo sulle rotaie mentre da lontano si avvicina il treno

Jabel Hamud è importante perché in un anfratto tra le rocce gli antichi abitanti del deserto hanno realizzato delle incisioni rupestri e quella che sembra essere una mappa, su una pietra liscia che sembra una tavola. Questa riporta una serie di buchette più o meno grandi, delle coppelle, disposte apparentemente senza una logica, ma che potrebbero rappresentare in realtà una rappresentazione degli insediamenti abitati, in cui le buchette più grandi sarebbero i centri maggiori, quelli che dovrebbero pagare un tributo maggiore. La mappa, perciò, nascerebbe per motivi fiscali oltre che geografici. Questa per ora è solo un’ipotesi che non convince neanche tutti gli studiosi, ma una cosa è certa: questa lastrona bucherellata è davvero strana!

Rimontiamo sulla jeep, e comincia una scatenata gara di velocità sul modello Parigi-Dakar con la jeep guidata da un altro giovane beduino. E così tra sterzate improvvise, nella sabbia del deserto, sballottamenti vari e corse sfrenate giungiamo, esaltati e divertiti alla seconda tappa, non prima di aver visto una curiosa montagna dalla perfetta forma piramidale (e il “nostro” beduino scherza con noi, dicendoci che una volta le piramidi in Egitto erano 4, poi una se la sono portata via loro… 🙂 ). Il deserto si sta cominciando a tingere di rosso. Di fatto è proprio qui che hanno girato il film “Pianeta rosso”, e non a caso! La nostra seconda tappa è una fonte nel deserto: sulla parete rocciosa che si alza infatti vediamo della vegetazione, e soprattutto una palmetta sperduta. Nei pressi della fonte, invece, c’è un albero solitario vicino al quale è montata una tenda beduina. In questi luoghi hanno girato il film “Lawrence d’Arabia”, non per altro, ma perché lui passò proprio di qui mentre andava a conquistare Aqaba.

Riprendiamo il percorso, e il rally contro l’altra jeep, e arriviamo in un posto splendido. Lo definirei un piccolo angolo di paradiso, se non fosse che siamo nel deserto. La sabbia rossa è meravigliosa, guardando il panorama si vedono giochi di colori incredibili: il rosso e il rosa delle sabbie, il verde delle poche piante qua e là, il bruno delle montagne lontane, l’azzurro intenso del cielo. Resterei ore e ore immobile a guardare, ma la nostra guida ci scuote invitandoci ad entrare in una stretta gola tra le rocce per vedere le incisioni rupestri. Le figure sono varie e realizzate in varie epoche: una donna partoriente, figure maschili, femminili e infantili, piedini, animali vari, dal leone allo stambecco, e scritte in arabo. Le incisioni sono state fatte da età anche molto antiche a epoche più recenti, non hanno una datazione precisa, non tutte per lo meno, ma testimoniano comunque che da qui sicuramente passavano le carovane dirette a Petra o in Arabia.

Facciamo una piccola sosta presso l’unica duna di sabbia di questo deserto, poi andiamo presso il centro abitato di Wadi Rum, dove si trovano i resti di un tempio nabateo e di una villa. Sono questi gli ultimi resti archeologici che vediamo in Giordania e di fatto, si può dire, il nostro lungo viaggio di esplorazione si conclude qui. Da ora in poi comincia il ritorno.

giordania-wadi rum

Sulle tracce di Lawrence d'Arabia...

Torniamo infatti per l’ultima notte nell’hotel di Amman, compiendo un lungo viaggio in autobus di 4 ore e ½ circa, in cui la nostra guida giordana, non paga di averci raccontato per filo e per segno tutto lo scibile umano riguardo il suo Paese, dà il meglio di sé spiegandoci nel minimo dettaglio la politica giordana, ma soprattutto motivandoci il perché della poligamia in Giordania (momenti di rara comicità) e raccontandoci per filo e per segno il matrimonio giordano (con applauso finale da parte di tutto il pullman quando finalmente i due sposi dopo la festa di nozze si ritirano nelle loro stanze…altro momento di rara comicità!).

La sera dopocena ci intratteniamo al pianobar dell’hotel sorseggiando Arak, il liquore all’anice locale, uguale all’Ouzo greco, poi andiamo mestamente a fare le valigie e a dormire l’ultima notte su suolo giordano.

2-03-08

L’aereo per Roma parte alle 11 ora locale. Alle 14 ora italiana atterriamo a Fiumicino. Ci salutiamo tutti, felici di aver condiviso un viaggio che è stato molto più di una semplice vacanza, un vero e proprio viaggio di crescita personale e, perché no? Professionale. Ho visto tanto, ho imparato tanto, sono decisamente felice di essere stata in Giordania. Io e Lorenzo avevamo delle riserve inizialmente sul viaggio organizzato, non avendone mai fatti prima, ma l’organizzazione e la compagnia sono state splendide, i partecipanti tutti persone eccezionali, oltre che culturalmente stimolanti, e accomunate da un interesse: l’archeologia. E già questo, cari miei compagni di avventura, fa di voi i compagni di viaggio ideali! Grazie a voi tutti, quindi, grazie a chi ha organizzato e guidato il nostro percorso passo passo. Perché al di là delle meraviglie che abbiamo visto, non sarebbe stata la stessa cosa senza di voi!

giordania wadi rum

La montagna dei Sette Pilastri della Saggezza, Wadi rum

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