6 giorno – LAST DAY IN NEW YORK

21-03-09

Tutto il mondo è paese…alle poste!

Oggi facciamo conoscenza con il sistema delle Poste americane. Avete presenti quei film in cui l’impiegato nell’ufficio postale chiacchiera con l’utente di turno, mentre allo sportello si forma una fila chilometrica che rumoreggia? Esatto, anche nella realtà, alle poste centrali di New York, sull’8° Avenue dietro il Madison Square Garden: dobbiamo comprare i francobolli per le cartoline, che non abbiamo trovato/cercato da nessuna parte, e il distributore automatico inspiegabilmente non ci prende la carta. Pazienza: ci mettiamo placidamente in coda all’unico sportello aperto di sabato mattina, mentre l’impiegato si lancia in una discussione di politica di 1/4 d’ora con un tale e una signora in coda bussa scocciata perché si apra un altro sportello! Dopo un’ora finalmente è il nostro turno e il nostro impiegato chiacchierone attacca bottone persino con noi: “Ah, bella Italia!” e via di seguito.

Dopo questa botta di vita quotidiana torniamo al Tick Tock Diner per la colazione: oggi salata, pancake with scrumbled eggs and bacon, il tutto da irrorare con l’immancabile sciroppo d’acero.

Oasi di pace a Central Park

La nostra mattinata prosegue poi a Central Park. Il polmone verde di New York, grande quanto 2 volte il Principato di Monaco, sta appena cominciando a vestirsi di primavera (che peraltro, calendario alla mano, inizia giusto oggi): sono sbocciati i primi crochi, i narcisi e i bucaneve, e gli scoiattoli si inseguono sui rami degli alberi. Nel mezzo del parco c’è una serie di laghetti nei quali si specchiano i grattacieli che circondano quest’immensa oasi verde. Essendo sabato mattina, poi, il parco è strafrequentato dai newyorkesi: chi corre, chi va in bici, chi semplicemente passeggia, chi va, infine, a pattinare sul ghiaccio…proprio come nei film, uno su tutti Serendipity!

Centraln Park

Central Park

We love shopping in New York!

Dopo 3 ore di pace nel silenzio del parco, che attenua il frastuono del traffico di Manhattan, usciamo sulla Fifth Avenue. Entriamo nel sotterraneo store della Apple, dove una folla di I-Phone e di I-Pod Touch ci dà il benvenuto. Per la cronaca. L’I-Phone che qui ovviamente costa meno che in Italia, non può però essere venduto ai residenti fuori dagli USA, per via di un contratto con la T-Mobile che rende inutilizzabile l’I-Phone all’estero. Ma il resto dei prodotti Apple si pò acquistare, per cui è impressionante la folla di turisti che si accalca alle casse.

Da adesso passiamo il pomeriggio ad entrare nei negozi della Fifth Avenue: passiamo in più o meno rapida successione la Trump Tower, il Disney Store, Bergdorf Goodman, Abercrombie&Fitch (splendido negozio di abbigliamento casual), Tiffany, NBA store, spettacolare, a forma di campo da basket e, per le patite di Sex and the City, la boutique di Jimmy Choo.

jimmy choo

La boutique di Jimmy Choo, NYC

Fifth Avenue, luci ed ombre

Infine, dai templi dello shopping passiamo alla cattedrale (vera) di New York, St. Patrick, chiesa neogotica sia dentro che fuori, molto bella ed elegante, con vetrate coloratissime e splendide arcate.È d’obbligo, già che è di strada, una sosta davanti al RockFeller Center, con la sua piccola pista di pattinaggio, anch’essa resa celebre da parecchi film.Entriamo poi alla New York Public Library per vedere le bellissime sale di lettura (e qui al metal detector mi incastro nelle 1000 borse sacchetti e sacchettini dello shopping, facendo una bella figuraccia davanti a un divertitissimo addetto alla sicurezza). Scendiamo ancora lungo la 5°, fino a dove incrocia con Broadway creando le premesse per la costruzione del Flatiron, un grattacielo divenuto famoso per via proprio della sua pianta triangolare che ricorda un ferro da stiro. Siamo a Madison Square Park, da qui ci dirigiamo verso Gramercy Park, un elegante parco-giardino privato nel cuore di Manhattan, e poi, siccome si sono fatte le 7 P.M., è sabato sera e vogliamo cenare in un locale che abbiamo già visto riscuotere molto successo, andiamo sulla 27° al Blue Smoke, una Steak House che promette molto bene, ma che ci chiede di tornare tra un’ora perché già adesso non c’è più posto!

Flatiron

Il Flatiron Building

L’avevamo messo in conto, per cui facciamo ancora un giretto tra la 27° e la 32° strada, tra la Lexinton Avenue e la 6° avenue, rendendoci conto che ci sono degli angoli, subito a lato della Fifth Avenue, che senza dubbio è la via più chic, più elegante e ricca della città, assolutamente degradati, dove la spazzatura è abbandonata in sacchettate sui marciapiedi (non esistono cassonetti), dove i barboni dormono sopra i loro cartoni avvolti in coperte logore, dove gli accattoni chiedono l’elemosina e dove i negozi vendono profumi di marca taroccati. Questa è New York, evidentemente, questa è Manhattan: città di forti contrasti sociali ed economici; da un lato tutto è luci, colori, strusciare di dollari, limousines che sfrecciano nel traffico, ma dall’altro c’è il buio, lo squallore quasi, la povertà di chi vuole continuare a sperare, nonostante tutto, nel sogno americano.

Ultima cena a New York City

Quando alle 8 P.M. torniamo al Blue Smoke il locale è ancora più pieno di gente, ma il nostro tavolo è lì pronto per noi. Ci diamo alla pazza gioia, prendendo una piattata di carne mista, pollo, costine di maiale e manzo a straccetti, cotta sul barbecue per cui questo locale è famoso, e che intingiamo in una salsa barbecue del Kansas. Anche questa volta facciamo fatica a finire il nostro piatto, ma eroici e intrepidi arriviamo alla fine: a noi non verrà portata la scatola degli avanzi come richiedono molti degli avventori secondo un costume locale per il quale tutti i ristoranti sono attrezzati. A noi in compenso vengono regalate le salviette per pulirsi le mani e uno scatolino di stuzzicadenti col logo della steak house: che pensiero gentile! Il prezzo poi è contenuto, per cui più che soddisfatti andiamo in hotel a fare le valigie.

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2 thoughts on “6 giorno – LAST DAY IN NEW YORK

  1. An interesting discussion is worth comment. I think that you need to publish
    more about this subject matter, it might not be a
    taboo matter but typically people do not talk about such subjects.

    To the next! Best wishes!!

  2. Contrary to many misconceptions and old wives tales, washing your hair frequently will not cause your relax to revert nor
    will it strip your hair of essential oils. The sun’s exposure can
    be damaging as it robs the hair’s moisture over a period.

    When surgeons transplant new hair, the blood flow in the scalp improves because the new hair
    grows out (in effect recruiting the blood flow it wants).

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