Walter Kirn, tra le nuvole

Semplicemente orribile. Tanto piacevole il film che ha preso ispirazione da esso – e che, lo dico subito, ha una trama molto diversa – con George Clooney, tanto faticoso da leggere il romanzo. La storia di un uomo che per lavoro si sposta in continuazione in aereo e che sembra avere un unico scopo nella vita, ovvero raggiungere un milione di miglia con la compagnia aerea con cui solitamente si muove, è raccontata in prima persona dal protagonista stesso a te che leggi, o che potresti essere il suo vicino durante un volo in aereo. In effetti l’impatto del primo capitolo è originale: lui si rivolge a te, suo compagno di viaggio in volo, si presenta, indovina i tuoi pensieri. Ma poi basta: lo stile capitolo dopo capitolo, pagina dopo pagina, diventa sempre più pesante e non vedi l’ora che taccia, quest’uomo logorroico che ti sta raccontando una storia che di fatto ha una trama inconsistente: di fatto, trattandosi di aerei, il romanzo proprio non decolla. Molto più denso di significato il film, allora, perché anche se nel libro c’è, è comunque messo a tacere dalla logorrea del protagonista.

tra le nuvole

Una sola bella intuizione: è Airworld, la nazione dell’aria, lo spazio aereo i cui capoluoghi sono gli aeroporti, vere e proprie città sempre tutte uguali eppure così rassicuranti, e gli aerei, i cui abitanti sono il personale di bordo e i viaggiatori abituali...Airworld è uno Stato al di sopra degli Stati Uniti, una nazione indipendente, con le sue leggi e le sue regole, ed è il mondo in cui il protagonista vive, e ama vivere.

Solo per questo dettaglio vale la pena di inserire questo romanzo nella biblioteca dei viaggi. Airworld rende l’idea per definire quei non-luoghi che sono gli aeroporti, terra di confine e di frontiera sempre e comunque, luoghi sempre identici a se stessi in cui ogni giorno si compiono gli stessi riti. Il mondo degli aeroporti effettivamente affascina e crea degli interrogativi e sta sempre più diventando un filone letterario e cinematografico a sé. Basta pensare a The Terminal, il film in cui Tom Hanks è costretto suo malgrado a vivere in aeroporto riuscendo a crearsi i suoi spazi e a trovare una sua collocazione in questa città fuori dalla città, così lontana così vicina alla città vera, New York, in cui vuole recarsi.

In conclusione, Tra le nuvole – il libro – non merita. Tradotto in italiano a fine 2009, in contemporanea con l’uscita del film, ha come merito solo quello di aver ispirato il film, per l’appunto. Per il resto è da dimenticare. O da lanciare ben lontano, là dove suggerisce il titolo: tra le nuvole.

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