I TEMPLI MALTESI: un mistero da scoprire

Scordatevi gli Egizi: non sono loro i più antichi architetti del mndo. Le piramidi, pur se molto antiche, non sono la realizzazione in pietra monumentale più antica realizzata dall’uomo, checché ne dicano i fans di Voyager e di altre archeofantasie. I primi architetti vissero a Malta e lì realizzarono i primi edifici monumentali che la storia, anzi la preistoria, ricordi: stiamo parlando infatti dei templi megalitici maltesi, strutture alquanto complesse e bizzarre, che sono state costruite sul piccolo arcipelago di malta e Gozo a partire da 1000 anni prima delle piramidi. Un bel vantaggio!

Mentre però delle piramidi conosciamo bene la funzione, almeno così ci pare, dei templi maltesi non si conosce nulla con precisione. A partire innanzitutto dalla destinazione d’uso. sono davvero templi? Certo non sono case di abitazione: troppo grandi e soprattutto figlie di un’ideologia megalitica (chiamiamola così) per cui la casa era in paglia, legno, materiale effimero, mentre la pietra era usata per strutture che dovevano durare eternamente, come ad esempio le tombe. A questo proposito, non sono tombe: mancano ossa umane di qualsiasi tipo all’interno, si tratti di uno scheletro intero o di ossa sparse. Potrebbero essere fortezze? Ma gli spazi sono interni sono troppo stretti e angusti per ospitare dei difensori, sebbene le poderose mura esterne potrebbero anche indicare una funzione di difesa. Rimane allora l’unica possibilità, che pare non avere obiezioni, quella del tempio: gli spazi stretti all’interno possono essere vani in cui si celebravano riti per pochi eletti mentre la folla si riuniva all’esterno nel cortile antistante; inoltre l’interno è ricco di altari vicino ai quali spesso si trovano ossa animali, resti di sacrifici.

Ah, non si è detta una cosa di questi templi: hanno una pianta bizzarra, a trifoglio i più primitivi, e comunque lobata, senza una sola linea retta prevista in costruzione. Sono strutture con 3, 4, 5, 6 absidi e la facciata concava, e il perché di quest’architettura è a tutt’oggi un mistero. C’è chi sostiene che riprendano in elevato la pianta delle tombe scavate nella roccia, che effettivamente hanno la forma a “D” o a lobo, o a rene (a seconda della fantasia dell’archeologo di turno); ma c’è chi invece sostiene che i templi, per lo meno quelli più complessi, a 4 e 5 absidi, riprendano in pianta le forme sinuose delle statuette della Dea Madre! Entrambe le teorie non hanno prove certe che possano confermarle o meno, per cui non si può far altro che prenderne atto e andare a visitare, a vedere direttamente, i più importanti e monumentali templi maltesi.

Si tratta nello specifico dei templi di Tarxien a Pawla, di Mnajdra e Hagar Qim sulla costa  occidentale di Malta e di Ggantija sull’isola di Gozo.

Tarxien

Il tempio di Tarxien

Tarxien è il più grande dei complessi maltesi, costituito da 3 templi incastrati l’uno nell’altro: di Tarxien non sono rimasti poderosi muri megalitici, quanto piuttosto begli altari con sculture a rilievo e una statua colossale della Dea Madre. Hagar Qim e Mnajdra sono invece isolati sulla costa: Mnajdra in particolare guarda il mare sottostante e la piccola isola di Filfla in lontananza. Ggantija a Gozo già dal nome fa capire le sue proporzioni e effettivamente è talmente ben costruito che in alcuni punti l’elevato dei muri si conserva per un’altezza di ben 6 m. Non è poco per un edificio costruito più di 5000 anni fa!

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4 thoughts on “I TEMPLI MALTESI: un mistero da scoprire

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