Turismo responsabile: cos’è, perché.

Si è appena conclusa a Firenze la manifestazione TerraFutura, dove convergono tutte le tematiche che parlano della possibilità concreta di un mondo migliore: dalle energie rinnovabili al benessere per se stessi al rispetto dell’altro, al commercio solidale, al turismo responsabile.

Ma cos’è il turismo responsabile? Premetto che non ho mai approfondito l’argomento fino a quest’occasione, per cui spero sarò perdonata se ne parlerò in modo superficiale. Il turismo responsabile è ciò che distingue il viaggiatore dal turista “comodone”. Il turista responsabile è quello che, recatosi in un luogo per visitarlo e conoscerlo, si lascia coinvolgere, entra in contatto con la popolazione locale, non va alla disperata ricerca di una pizza ma sperimenta la cucina tipica, non va a cercare l’hotel 5 stelle della grande catena di alberghi ma piuttosto cercherà strutture autentiche del luogo, sperimenterà l’ospitalità locale. Infine, non lascerà segni tangibili del proprio passaggio, non farà nulla che possa in qualche modo cambiare ciò che ha intorno: non si disferà della sua roba, rispetterà l’ambiente, non lascerà rifiuti né deturperà il paesaggio.

Lo slogan di AITR, Associazione Italiana Turismo Responsabile, è “Non esistono cattivi viaggiatori, esistono i viaggiatori male informati“. Riprendo dal depliant informativo la definizione precisa di turismo responsabile:

Il turismo responsabile è il turismo attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture. Il turismo responsabile riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto ad essere protagonista e nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio. Opera favorendo la positiva interazione tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori.

Da qui nasce una sorta di decalogo, un insieme di regole o norme di comportamento che ogni buon viaggiatore deve seguire, nell’ottica ovviamente del turismo responsabile:

  • Prima:
  1. Cerca il maggior numero di informazioni possibili sul Paese che stai per visitare: storia, cultura, natura, religione, cucina, e magari qualche frase nella lingua del luogo
  2. Se puoi, scegli operatori turistici, compagnie aeree e hotel che si impegnano nei confronti delle comunità locali e dell’ambiente
  • Durante:
  1. La vacanza è un momento di confronto con una cultura diversa, perciò cerca di adattarti agli usi e ai costumi locali.
  2. Non voler ottenere privilegi e non adottare comportamenti offensivi o altezzosi. Il fatto di aver pagato per la tua vacanza non ti deve consentire di metterti su un piedistallo. Informati sulle pratiche della mancia e dell’elemosina
  3. Indossa un abbigliamento consono, soprattutto nei luoghi di culto; non ostentare ricchezza o lusso in contrasto col tenore di vita locale
  4. Supporta le manifestazioni culturali e l’artigianato locale: riporterai a casa veri souvenir e avrai aiutato la popolazione locale
  5. Instaura rapporti corretti e cordiali con la popolazione locale, senza pregiudizi
  6. Usa i trasporti e le strutture ricettive gestiti dalla popolazione locale: favorirai l’economia locale e conoscerai più da vicino la gente del luogo
  7. Lascia solo le tue impronte, non lasciare altra traccia del tuo passaggio: non lasciare rifiuti né graffiti, non deturpare l’ambiente o i siti archeologici portandoti via dei “souvenir” raccattati sul luogo, non acquistare prodotti realizzati con animali e piante in via di estinzione
  8. Segui sempre i sentieri nelle aree naturali protette; se possibile fatti accompagnare da una guida esperta e non disturbare in alcun modo l’ambiente naturale
  9. chiudi il rubinetto e la luce quando esci dall’hotel: eviterai inutili sprechi di acqua ed energia elettrica, risorse preziose per il pianeta
  10. chiedi il permesso alle persone prima di fotografarle: non sono un elemento del paesaggio
  11. divertiti a sperimentare la cucina locale, per mangiare una pizza o un piatto di pasta hai a disposizione il resto dell’anno
  12. Non favorire in alcun modo la prostituzione, soprattutto minorile: non esistono popolazioni antropologicamente orientate alla prostituzione (quest’idea risale al ‘700, ai primi esploratori, e lì deve restare) e inoltre la legge italiana punisce i reati di riduzione in schiavitù, prostituzione e pornografia minorile commessi all’estero.
  • Dopo:
  1. Quando torni a casa, rifletti su ciò che hai visto, non dimenticare e fanne tesoro: la tua esperienza è fondamentale. Se hai promesso di mantenere contatti con la gente del luogo, non te ne dimenticare
  2. Se hai notato situazioni gravi di lesione dei diritti umani o dell’ambiente, segnalale al tuo agente di viaggio o tour operator, e informa AITR (info@aitr.org)

turismo responsabile

Il Turismo Responsabile non si applica solo alle terre lontane da noi, ma è un modo di porsi nei confronti del luogo in cui si va, un modo di affrontare il viaggio, la meta e i suoi abitanti. Potenzialmente anche l’Italia può essere meta di turismo responsabile da parte degli stessi italiani: basta saper valorizzare il proprio territorio, scegliere l’ospitalità locale e la cucina regionale, prediligere, se possibile, i percorsi a piedi rispetto alle gite in auto, documentarsi sulla cultura e sulla storia locale e andarne a cercare i segni.

Il Turismo Responsabile è una scelta consapevole di viaggiare. Una bella scelta, difficile, non sempre del tutto attuabile, magari – parlo per me – ma fattibile. In fondo basta poco, veramente poco, per viaggiare responsabilmente.

Per saperne di più visita http://www.aitr.org/

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