Slow Week-end all’Argentario – II giorno: Isola del Giglio

12 settembre. Sveglia di buon’ora per andare all’Isola del Giglio. Arriviamo a Porto Santo Stefano e parcheggiamo nel grande parcheggio a pagamento dove si paga 10 euro per lasciare l’auto tutto il giorno, dopodiché ci imbarchiamo sul traghetto Maregiglio che salpa alle 9.45. Una fresca brezza ci accompagna durante l’ora della traversata, mentre si costeggia il promontorio verde e rigoglioso dell’Argentario e poi quando ci si butta in mare aperto, dritta davanti a noi l’Isola del Giglio. Mentre ci avviciniamo all’isoletta, si schiudono alla nostra vista alcune deliziose calette fino a Giglio Porto, una piccola baia dove attraccano i traghetti e su cui si affacciano ristorantini e negozietti di souvenir, il tutto dominato da una torre antisaracena.

Isola del Giglio

Isola del Giglio, Giglio Porto

Per muoversi all’Isola del Giglio è sconsigliato usare la macchina; si può venire in moto, ma il passaggio sul traghetto è costoso, per cui conviene affidarsi agli autobus di linea, che in un quarto d’ora portano alla sommità, a Giglio Castello e in un altro quarto d’ora raggiungono la spiaggia di Giglio Campese. È qui che ci rechiamo: è ora di pranzo, e vogliamo mangiare il pesce Da Toni, ristorante rinomato (forse perché è l’unico?) della zona. Il pranzo, splendido, ci porta via un po’ di tempo, non rimane molto per andare in spiaggia, perché vogliamo fare un giro a Giglio Castello prima di venir via e siamo legati agli orari dei bus (ogni 45 minuti). Ci accontentiamo però di vederla, la spiaggia, andando anche sugli scogli accanto alla torre antisaracena (l’ennesima sull’isola).

Infine andiamo a Giglio Castello. Il borgo medievale ci delude. Non che ci aspettassimo chissà che, ma è veramente piccino e francamente è la brutta copia di migliaia di altri borghi medievali d’altura che si incontrano in Italia. Il panorama offre invece una bella visuale sull’isola verde che digrada verso il mare. Il nostro giro dura veramente poco, andiamo infatti a riprendere l’autobus. A saperlo, avremmo passato più tempo a Campese, mentre ora è troppo tardi per ritornare là e troppo presto per l’imbarco a Giglio Porto. Tuttavia restare a Castello è assolutamente inutile, per cui torniamo a Porto. Qui facciamo passare il tempo in una caletta, con i piedi immersi nell’acqua, prima di imbarcarci.

Il traghetto del ritorno è alle 17.30, stracolmo di turisti: mi chiedo cosa dev’essere d’estate, visto che ora qui sta finendo la stagione. Il ritorno è vivacizzato dalla compagnia di un gabbiano, che si fa trasportare dal vento e che ci delizia con le sue evoluzioni per aria: lì per lì siamo tutti ammirati da questo re del mare, ma poi lui fa la cosa peggiore che potesse fare: sgancia le sue deiezioni che volano in picchiata sulla folla impotente. Il gabbiano diventa il nemico pubblico: chi prima diceva “guarda che carino!” ora lo insulta, chi stava con il naso per aria ad ammirarlo ora si nasconde solo il telo da spiaggia. Un siparietto divertente che ci accompagna fino a Porto Santo Stefano.

Isola del Giglio

Uno scorcio dell'Isola del Giglio

Torniamo in albergo a cambiarci e via subito ad Orbetello, per cena: andiamo in un post che è un must per la cucina di pesce, I Pescatori, rinomato in tutta la Toscana: locale organizzato tipo sagra (ordini al banco, ti chiamano e ti vai a prendere i piatti quando son pronti), ambiente semplice, con la veranda affacciata sul mare e prezzi decisamente contenuti per essere una cena a base di pesce.

È notte ormai, e con una partita a ping pong in hotel concludiamo la nostra seconda serata di questa vacanza slow.

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One thought on “Slow Week-end all’Argentario – II giorno: Isola del Giglio

  1. Se il traghetto sembra costare molto è meglio provare un sito comparatore di prezzi dei traghetti per l’Isola del Giglio che permette di confrontare i prezzi delle due compagnie con una unica richiesta risparmiando tempo e avendo la sicurezza dell’acquisto migliore.

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