Roma caput mundi: un week-end archeologico/culturale nella città eterna

Non è certo la prima volta che io e Lorenzo veniamo a Roma. La capitale esercita su di noi un innegabile fascino, oltre al fatto che è talmente grande ed offre talmente tante possibilità da non annoiare mai. Approfittando di questo bel week-end di inizio aprile, io e Lorenzo ci siamo dunque messi in viaggio, alla volta della Città Eterna. Fulcro del nostro itinerario è la visita ai Musei Vaticani, per la quale ci siamo attrezzati acquistando i biglietti già online, in modo da risparmiare l’immensa coda dei turisti del sabato mattina. Come mezzo di trasporto scegliamo il treno (AV con tariffa mini), come bagaglio un maneggevole zaino che si può depositare al guardaroba dei Musei. Alle 8.45 di sabato mattina siamo già alla Stazione Termini. Abbiamo la prenotazione per i Vaticani, alle 11, per cui abbiamo un bell’intervallo di tempo da poter spendere per cominciare l’esplorazione della città. Ma per iniziare bene la giornata ci vuole un’adeguata colazione! Usciamo così da Termini, attraversiamo Piazza dei Cinquecento, costeggiamo l’immenso e monumentale complesso delle Terme di Diocleziano, entriamo in S. Maria degli Angeli e dei Martiri, costruita a suo tempo proprio sfruttando le immense sale voltate delle terme – e nota per la sua meridiana, che segna ogni giorno il mezzogiorno solare – quindi, attraversata la circolare Piazza della Repubblica, entriamo in Galleria Esedra. La colazione nella storica pasticceria D’Agnino è all’altezza della sua fama, e ci dà la grinta giusta per iniziare. Perché ora si comincia a far sul serio.

Prendiamo la metro a Repubblica, e scendiamo a Flaminio. Da qui proseguiremo a piedi, varcando la porta ad arco che immette in Piazza del Popolo. La piazza è grande, ariosa, con le sue due chiese gemelle che inquadrano l’inizio di via del Corso mentre, nel mezzo, campeggia l’obelisco egiziano importato a Roma ai tempi dell’imperatore Augusto. Entriamo in entrambe le chiese, piccoline, a pianta centrale, e nella terza chiesa della piazza, Santa Maria del Popolo per vedere l’Assunzione di Annibale Carracci e la Cappella Chigi, protagonista di una scena di “Angeli e demoni” di Dan Brown ( o Ron Howard, se avete visto il film). La cappella però è in restauro e nascosta alla vista. Pazienza! Usciamo dalla piazza in direzione del Tevere, varchiamo il Ponte Regina Margherita e costeggiamo il placido fiume fino all’altezza di Castel S:Angelo. Da qui ci inoltriamo in Via della Conciliazione, già brulicante di pellegrini e turisti, quindi, prima di entrare in Piazza San Pietro, viriamo sulla destra, uscendo da Porta Angelica e costeggiando le mura del Vaticano fino all’ingresso dei Musei. La coda, che saltiamo perché abbiamo già il biglietto, è un serpentone che si snoda lungo le mura: i tempi di attesa sembrano lunghissimi. Noi invece entriamo col nostro voucher, pronti ad immergerci in secoli di cultura e storia dell’arte tutti concentrati in un unico complesso.

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